Si tratta di un nutriente fondamentale per la salute del nostro corpo, in particolare di ossa e denti. Stiamo parlando della vitamina D, una cui carenza può favorire la comparsa di osteoporosi. Le migliori fonti alimentari di questa vitamina sono alcuni pesci (salmone, merluzzo ecc). Ma esiste una vitamina D per vegani? Come sceglierla e quando assumerla? Vediamolo assieme.

Vitamina D a cosa serve e cos’è?

Il termine vitamina D si usa per indicare una categoria di pro ormoni liposolubili che include 5 vitamine (D1, D2, D3, D4 e D5).

La funzione principale della vitamina D è quella di regolare l’assorbimento del calcio, favorire il suo deposito nelle ossa e ridurne al massimo la dispersione a livello renale.

Studi scientifici hanno poi evidenziato altre funzioni di queste vitamina:

  • regola il funzionamento del sistema immunitario;
  • sostiene la funzione muscolare.

Una sua carenza, oltre a favorire la fragilità delle ossa, sarebbe da mettere in correlazione con un maggiore rischio cardiovascolare.

Fabbisogno di vitamina D

La vitamina D è l’unica tra tutte le vitamine che il nostro corpo è in grado di produrre in autonomia. Viene  infatti sintetizzata a seguito dell’esposizione della pelle ai raggi solari (sotto forma di colecalciferolo). Ecco perché questo nutritivo è volgarmente chiamato anche “la vitamina del sole”.

Si può iniziare a parlare di carenza di vitamina D quando i valori nel sangue sono inferiori a 30 ng/mL.

Il fabbisogno di vitamina D aumenta nelle persone al di sopra dei 75 anni, nelle donne in gravidanza e menopausa, e in generale nelle persone che soffrono di malattie metaboliche.

Carenza di vitamina D: cause

In condizioni normali, un’esposizione solare di 20-30 minuti al giorno dovrebbe bastare a sintetizzare una quantità sufficiente di vitamina D.

Nonostante questo, le carenze sono possibili, anzi negli ultimi anni sono diventate piuttosto frequenti. Secondo un articolo apparso su La Stampa Salute, infatti, la metà degli abitanti del Belpaese soffrirebbe di una carenza di questo nutritivo.

Questo anche perché gli stili di vita moderni consentono un’esposizione all’aperto abbastanza limitata, anche alle latitudini di Paesi come l’Italia. Occorre poi tenere presente che le persone più anziane, o con mobilità limitata, difficilmente riescono a passare un tempo sufficiente alla luce diretta e all’aria aperta.

Anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha lanciato l’allarme, invitando gli stati membri a mettere in atto politiche di prevenzione presso i soggetti più a rischio di sviluppare fragilità scheletrica.

Esistono poi fattori, quali l’abuso di alcol e l’assunzione di farmaci, che espongono ulteriormente a carenze.

Carenza di vitamina D: conseguenze

Una carenza di vitamina D in età adulta è tra le cause principali di osteoporosi. In età infantile, invece, favorisce la comparsa di rachitismo.

Valori insufficienti di questo nutritivo favoriscono inoltre dolori articolari, stanchezza cronica, debolezza muscolare, ed espongono a un indebolimento del sistema immunitario.

I vegani sono forse più esposti a carenze di vitamina D rispetto a chi segue un’alimentazione onnivora? In realtà non esistono sensibili differenze.

Le carenze di vitamina D possono insorgere in modo indipendente dal tipo di alimentazione seguita.

Questo perché le fonti alimentari di vitamina D sono davvero poche e insufficienti. Un’alimentazione che include anche fonti animali non copre infatti più del 10% del fabbisogno di questo nutritivo.

Gli integratori di vitamina D per vegani si distinguono quindi per le fonti sfruttate, al 100% vegetali, ma sono in realtà adatti a tutti.

Integratori di vitamina D per vegani: le fonti

Fino a qualche anno fa gli integratori di vitamina D sfruttavano fonti animali. Oggigiorno si è scoperto che esistono anche fonti biodisponibili di tipo vegetale.

In particolare, gli integratori di vitamina D vegan contengono:

  • Vitamina D2 estratta dalla canna da zucchero (Saccharum officinarum)
  • Vitamina D3 ottenuta da lichene (Cladonia rangiferina)

Come scegliere il giusto integratore di vitamina D per vegani? Oltre alle fonti, è bene valutare la quantità di vitamina messa a disposizione nella dose giornaliera.

Secondo le indicazioni del Ministero della Salute Italiano l’apporto massimo giornaliero di Vitamina D consentito in un integratore è pari a 50 mcg (microgrammi). Questa dose equivale a 2000 U.I. (Unità Internazionali).

Un buon integratore di vitamina D per vegani e non solo, deve possibilmente mettere a disposizione nella dose giornaliera questo apporto massimo, ideale per affrontare o prevenire carenze.

È possibile un eccesso di vitamina D?

La vitamina D, come tutte quelle liposolubili, si può accumulare nel nostro tessuto adiposo senza essere smaltita. È bene precisare però che nella dose giornaliera di Vitamina D VEGANA Dr Giorgini, sono presenti 2000 U.I. di vitamina D, apporto massimo consentito dal Ministero della Salute per gli integratori alimentari. A fronte di questo apporto è impossibile arrivare a sovradosaggi.

Fermo restando che , in caso di dubbi e quando si assumono abitualmente atri farmaci è buona regola chiedere consiglio al medico prima di ricorrere a qualsiasi tipo di integratore.

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