Si sente sempre più spesso parlare dei benefici di un regime detox, in particolar modo al cambio di stagione. Ma su quali principi si basail detox e quali benefici può regalare? Scopriamolo in questa guida completa alla depurazione e detossificazione.

In particolare tratteremo i seguenti argomenti.

La detossificazione: dal passato a oggi

Il concetto di depurazione e detossificazione è la base del metodo naturale di cura da più di cento anni. All’inizio del ‘900, alcuni medici scoprirono che il sangue si carica di tossine che provengono soprattutto dall’intestino (auto – intossicazione, che provoca tra l’altro senescenza precoce) a causa della putrefazione degli alimenti indigeriti nel colon e che la putrefazione intestinale si può eliminare: con i fermenti lattici; con l’aiuto del clistere per un rapido lavaggio; con l’aiuto di fibre alimentari; e con erbe antrachinoniche¹ laddove l’evacuazione è insufficiente².

Questi metodi (economici e casalinghi) sono stati nascosti ai medici a partire dalla fine degli anni ’30, (con l’avvento della penicillina, con la quale si pensava di aver vinto la lotta contro i batteri dannosi), poi sottovalutati per la loro semplicità e, infine ridicolizzati.

L’ultima volta che ho chiesto a un medico cosa ne pensava dei, clisteri, mi ha risposto: «se voi vi divertite così… io e la mia compagna ci divertiamo in altro modo!». Dunque il lavaggio intestinale, da pratica primaria per la salute in generale, è percepito oggi come una sorta di perversione!

Le erbe lassative antrachinoniche poi, sono descritte nei libri moderni di erboristeria accompagnate da un’ampia serie di controindicazioni e negatività. Il corso di laurea in erboristeria (triennale) non insegna questo metodo di fitoterapia. Qui voglio spiegare in che modo la natura ha previsto di eliminare le tossine sia endogene che esogene.

Bisogna dedicare attenzione a questo punto: non basta bere tanta acqua e fare tanta “plin plin” per disintossicarsi! Bisogna bere 1-2 litri di acqua al giorno ma, semplicemente perché è il maggiore componente del nostro organismo ed è necessaria a tutte le reazioni biochimiche, dato che si realizzano tutte in ambiente acquoso!

Ma tante sostanze anche comuni, come ad esempio caffeina e vanillina, non vengono eliminate automaticamente con le urine, prima devono essere neutralizzate dal fegato, attraverso due fasi successive, chiamate Fase I e Fase II di detossificazione, per mezzo di enzimi, antiossidanti e specifiche sostanze nutritive come vedremo.

Cosa sono le tossine?

Dai primi del novecento a oggi, la quantità e il numero delle sostanze tossiche è aumentato enormemente. A queste si è aggiunta la radioattività (di più di 2000 bombe atomiche fatte esplodere), i pesticidi, i diserbanti, le pratiche di conservazione (irradiazione) e di lavorazione industriale degli alimenti (che li privano di tante sostanze nutritive e ne aggiungono o ne formano altre tossiche, come, ad esempio, gli acidi grassi trans-), nonché l’esaurimento dei minerali e degli oligoelementi dai terreni e, infine, l’uso comune degli antibiotici senza vitamine del gruppo B e fermenti lattici durante e dopo l’assunzione.

Cosa sono le tossine? Sono composti che hanno un effetto nocivo sulle funzioni cellulari. Possono provenire dal normale metabolismo (come l’ammoniaca), dall’esterno (metalli pesanti, tossine chimiche e composti microbici) e dalla putrefazione intestinale. I metalli pesanti nocivi comprendono piombo, mercurio, cadmio, arsenico, nichel e alluminio.

Una persona su quattro soffre di questo tipo di avvelenamento! Solo negli U.S.A. gli stabilimenti industriali scaricano nell’atmosfera 600 milioni di Kg di piombo all’anno, destinato a depositarsi sui raccolti, nelle acque, per essere poi ingerito. I metalli pesanti creano radicali liberi e, la persona intossicata, anche lievemente, accusa: mancanza di concentrazione, cefalea, stanchezza, dolori muscolari, tremiti, indigestione, stitichezza, anemia, vertigini, pallore … I bambini che manifestano difficoltà di apprendimento e hanno un comportamento bullistico e criminale, hanno spesso un accumulo di metalli pesanti nell’organismo.

Sostanze chimiche tossiche

Le sostanze chimiche tossiche comprendono solventi, detergenti, formaldeide, toluene, benzene, farmaci, alcool, pesticidi, erbicidi, additivi alimentari (coloranti, stabilizzanti, aromi, conservanti…).  Gli idrocarburi policiclici (come DDT, diossine, 2, 4, 5-T; 2,4-D; PCB e PCP) che compongono diversi pesticidi ed erbicidi, si riscontrano in tutti i tessuti adiposi esaminati!  I sintomi che le sostanze chimiche provocano comprendono: sintomi psicologici e neurologici, depressione, cefalea, confusione mentale, malattie mentali, parestesie, disturbi del sistema nervoso, nonché allergie e cancro.

Composti microbici

I composti microbici sono costituiti dai prodotti di scarto e dai frammenti cellulari dei batteri e dei funghi presenti nell’intestino: endotossine, esotossine, amine tossiche vasoattive e varie sostanze cancerogene (come quelle derivate dalla bile per azione di un batterio putrefattivo intestinale).

Le tossine microbiche provenienti dall’intestino sono responsabili di malattie del fegato, morbo di Crohn, colite ulcerosa, malattie della tiroide (compresa la tiroidite autoimmune), psoriasi, lupus eritematoso, pancreatite, alcune reazioni allergiche, asma, disfunzioni del sistema immunitario. Inoltre, gli anticorpi prodotti contro le sostanze tossiche derivate dai microrganismi intestinali, possono avere delle reazioni crociate con i tessuti dell’organismo provocando malattie autoimmuni, le quali comprendono artrite reumatoide, miastenia grave, diabete, anemia perniciosa e cancro.

Come l’organismo elimina le tossine

L’organismo elimina la maggior parte delle tossine neutralizzandole nel fegato e poi le espelle attraverso gli organi emuntori con la bile, con le urine, il sudore, le ghiandole sebacee e tramite le mucose dei polmoni (e, in misura minore, degli occhi, orecchie e organi genitali).

Alcune piante e fermenti lattici sono utili per disintossicare. Altea (Althaea officinalis) inibisce l’assorbimento delle tossine a livello intestinale. Salsapariglia (Smilax medica) neutralizza direttamente le enterotossine che circolano nel sangue. Crespino (Berberis vulgaris) neutralizza direttamente le tossine che si formano nell’intestino, inoltre inibisce l’enzima decarbossilasi, prodotto da un batterio putrefattivo intestinale, che converte gli aminoacidi in amine vaso-attive. Camomilla (Matricaria chamomilla) neutralizza direttamente le tossine che si formano nell’intestino, inoltre riequilibra la flora intestinale.

Lactobacillus acidophilus riduce l’enzima beta-glucuronidasi, prodotto da un batterio putrefattivo intestinale, che libera nell’intestino sostanze cancerogene, farmaci e ormoni già neutralizzati dal fegato con la Fase I e II. Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium bifidum inibiscono l’enzima ureasi, prodotto da un batterio putrefattivo intestinale che trasforma gli acidi biliari in composti cancerogeni.

Detossificazione

Il fegato, oltre a svolgere un ruolo chiave in gran parte dei processi metabolici, è primo fra tutti gli organi per la detossificazione. Neutralizza gran parte delle sostanze tossiche, inoltre, nel quadro di rinnovamento continuo, deve anche neutralizzare ormoni, neurotrasmettitori, sostanze chimiche infiammatorie come l’istamina e una vasta serie di metaboliti di scarto.

Il fegato svolge la detossificazione in due modi: filtrando il sangue; e smembrando le tossine per mezzo di enzimi (Fase I e II). La metà del sangue che circola passa ogni minuto attraverso il fegato per essere detossificato. Il sangue proveniente dall’intestino (attraverso la vena porta), contiene batteri, endotossine batteriche, complessi antigeni-anticorpi e altre sostanze tossiche.

Se va tutto bene, il fegato elimina il 99% di batteri e tossine durante il primo passaggio per mezzo di un “filtro” costituito dalle cellule del Kupffer del sistema reticolo-endoteliale, che inglobano e distruggono. Il secondo processo di detossificazione avviene in due momenti denominati Fase I e Fase II.

La Fase I neutralizza alcune tossine direttamente (come nel caso della caffeina), e ne modifica altre, formando delle sostanze intermedie attivate che saranno neutralizzate, per mezzo degli enzimi, dalle Fase II. Il sistema di detossificazione, se funziona, previene le malattie, compreso il cancro.

Il fegato produce e secerne la bile, la quale è anche un veicolo per quelle sostanze tossiche che vengono eliminate attraverso l’intestino, assorbite dalle fibre alimentari ed eliminate con le feci. Un’alimentazione povera di fibre causa un riassorbimento delle tossine! Inoltre, alcuni batteri dell’intestino, modificano le tossine rendendole più dannose.

Le sostanze da detossificare comprendono farmaci (fenitoina, eritromicina, codeina, warfarin, amitriptilina, fenobarbitale, prednisone, steroidi ecc.), OTC (paracetamolo, ibuprofene, salicilati ecc.), alimenti (caffeina, vanillina ecc.), nutrienti (acido arachidonico, acidi grassi ecc.), tossine ambientali (alcool, insetticidi, tetracloruro di carbonio, benzopirene del fumo di sigarette, carne cotta sul carbone vegetale ecc.).

Detossificazione di Fase I

Gli enzimi di Fase I, come si è detto, neutralizzano direttamente solo alcune sostanze chimiche (che non hanno bisogno della Fase II), mentre tutte le altre vengono convertite in forme intermedie completate dalla Fase II. Queste forme intermedie sono molto più attive dal punto di vista chimico, quindi potenzialmente più tossiche!

Se i sistemi di Fase II non funzionano, gli intermedi possono causare dei danni molto gravi, tra i quali anche i processi cancerogeni. La detossificazione di Fase I è svolta da un centinaio di enzimi, riuniti sotto il nome di Citocromo P-450, specializzati per certe sostanze. L’attività di questi enzimi dipende dalla genetica personale, dal livello di esposizione a tossine chimiche e dall’eugenetica, cioè dalla nutrizione (nutrimenti disponibili).

La Schisandra e il Tè verde stimolano e aumentano l’attività del Citocromo P-450. Le persone con una detossificazione di Fase I insufficiente hanno intolleranza alla caffeina, ai profumi e ad altre sostanze chimiche e rischiano malattie al fegato. Il citocromo P-450 trasforma alcune tossine in sostanze meno tossiche e le rende idrosolubili ed eliminabili dai reni, come la caffeina. Altre le trasforma in sostanze più attive chimicamente che vengono poi metabolizzate dalla Fase II.

Un effetto collaterale di Fase I è la produzione di un radicale libero per ogni molecola di tossina neutralizzata. L’antiossidante più importante per neutralizzare i radicali liberi di Fase I è il glutatione, dal quale dipende anche un importante processo di detossificazione di Fase II, cioè la neutralizzazione degli intermedi attivati dalle Fase I. In carenza di glutatione questa neutralizzazione non avviene e gli intermedi attivati, potenzialmente cancerogeni, possono essere rimessi in circolo.
La velocità con cui la Fase I produce intermedi attivati deve essere bilanciata dalla velocità della Fase II che termina la trasformazione. Se il sistema di detossificazione di Fase I è molto attivo e la Fase II è lenta o inattiva, avvengono reazioni insolitamente gravi in relazione ai veleni ambientali. Si può verificare lo stesso squilibrio anche se la persona è esposta a molte tossine per un lungo periodo di tempo, perché i nutrimenti necessari alla detossificazione di Fase II si possono esaurire e gli intermedi attivati tossici possono aumentare.

Il sistema enzimatico del citocromo P-450 è presente anche in altre parti del corpo, in particolare nel cervello. Se gli antiossidanti e i nutrienti sono insufficienti possono verificarsi dei danni ai neuroni (morbo di Alzheimer e Parkinson).

I nutrienti necessari per la Fase I sono: magnesio (una sua carenza accresce la tossicità dei farmaci), rame, zinco e vitamina C. Alcune sostanze attivano la Fase I: alcool, nicotina, steroli, sulfamidici, fenobarbitale, gas di scarico, esalazioni di vernici, diossina, pesticidi, tetracloruro di carbonio, carni cotte su carbone vegetale, dieta iper-proteica. Ovviamente, la stimolazione della Fase I è controindicata se i sistemi di Fase II non sono attivi.

Il cavolo, i broccoli, i cavolini di Bruxelles e altre crucifere stimolano sia la detossificazione di Fase I che di Fase II. Contengono una sostanza, l’indolo-3-carbinolo (una molecola che protegge dai tumori del seno) che stimola gli enzimi detossificanti dell’intestino, oltre che del fegato. Arance e mandarini contengono il limonene sostanza che mostra una possibile implicazione nel prevenire la crescita tumorale, forse perché stimola gli enzimi detossificanti di Fase I e II³.

Alcune sostanze inibiscono la Fase I, ovvero inibiscono il citocromo P-450, aumentando la permanenza delle tossine nell’organismo. Il succo di pompelmo è una di queste sostanze e, a causa della presenza del flavonoide naringenina, diminuisce anche la rapidità di eliminazione dei farmaci nel sangue. «250g di succo di pompelmo contengono una quantità di naringenina sufficiente a ridurre l’attività del citocromo P-450 del 30%»4.

Gli inibitori della detossificazione di Fase I noti sono: benzodiazepine, antistaminici, cimetidina e altri farmaci che bloccano la secrezione di acido cloridrico dello stomaco, chetoconazolo, sulfafenazolo, naringenina (pompelmo), eugenolo (chiodi di garofano), Calendula officinalis, quercitina (cipolle), curcumina (Curcuma longa), invecchiamento, tossine prodotte da batteri intestinali.

La curcumina (Curcuma longa), merita un discorso a parte, «in quanto inibisce (rallenta) la detossificazione di Fase I ma, contemporaneamente, stimola la detossificazione di Fase II. Questo effetto può risultare molto utile per la prevenzione di determinati tipi di cancro. È stato infatti osservato che la curcumina inibisce l’azione di alcune sostanze cancerogene come il benzopirene (il cancerogeno presente nella carne cotta su carbone vegetale) in diversi modelli animali.

Sembra che la curcumina eserciti la propria attività anticancerogena incrementando il processo di detossificazione dei cancerogeni attivati. È stato inoltre dimostrato che la curcumina inibisce direttamente la crescita delle cellule cancerogene5. Dal momento che gran parte delle sostanze chimiche contenute nel fumo di sigaretta svolgono attività cancerogena soltanto durante il periodo compreso tra l’attivazione della Fase I e la detossificazione finale di Fase II, la curcumina può aiutare a prevenire gli effetti cancerogeni del tabacco 6»7.

L’attività degli enzimi di detossificazione di Fase I diminuisce con l’età e l’invecchiamento riduce il flusso di sangue al fegato; ecco perché l’attività fisica è essenziale per la circolazione del sangue (e ancor più della circolazione linfatica). Inoltre, gli anziani hanno spesso una dieta povera di nutrimenti che compromette la detossificazione.

Detossificazione di Fase II

La detossificazione di Fase II consiste nel legare (coniugare) piccole sostanze alle tossine provenienti dalla Fase I, per mezzo di enzimi. La sostanza che si coniuga neutralizza la tossina e, inoltre, la indirizza verso un emuntore specifico (reni, pelle…) o verso la bile per essere eliminata con le feci.

Alcune tossine, come si è detto, possono essere neutralizzate direttamente dalla Fase II, senza passare attraverso la Fase I. Ci sono sei tipi di detossificazione di Fase II:

1. coniugazione con glutatione           2. coniugazione con aminoacidi

3. metilazione                                       4. solfatazione

5. acetilazione                                      6. glucuronidazione

Vale la pena di prestare attenzione a cosa viene eliminato per mezzo di questi processi metabolici, quali nutrimenti sono necessari, quali fattori inibiscono e quali stimolano la Fase II.

FATTORI CHE INIBISCONO GLI ENZIMI DI DETOSSIFICAZIONE DI FASE II8
 Coniugazione con glutatione  – Carenza di: Selenio, Zinco, Vitamine B2, B6, B12, Glutatione

– Alcool

 Coniugazione con aminoacidi  – Dieta ipo-proteica
 Metilazione  – Carenza di: Acido Folico, Vitamina B12
 Solfatazione  – Farmaci antinfiammatori non steroidei (acido acetilsalicilico,
ibuprofene, ketoprofene ecc.)
 Acetilazione  – Carenza di: Vitamine B2, B5, C
 Glucuronidazione  – Acido acetilsalicilico, probenecid

 

FATTORI CHE STIMOLANO GLI ENZIMI DI DETOSSIFICAZIONE DI FASE II9
 Coniugazione con glutatione  – Cavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles
– Limonene (scorze dei frutti di arancio, mandarino)
– Olio essenziale di semi di Finocchio e di Cumino
 Coniugazione con aminoacidi  – Glicina
 Metilazione  – Lipotropi: Colina, Metionina, Betaina, Inositolo, Acido folico,
Vitamina B12
 Solfatazione  – Aminoacidi solforati: Metionina, Taurina, Cistina, Cisteina 
 Acetilazione  – Nessun fattore ancora scoperto
 Glucuronidazione  – Olio di pesce, limonene, pillola anticoncezionale, fenobarbitale,
fumo di sigaretta
1. Coniugazione con Glutatione

La principale detossificazione di Fase II è la coniugazione con Glutatione. Il Glutatione è un tri-peptide, cioè è composto da tre aminoacidi: Cisteina, Acido glutamico e Glicina. La coniugazione con glutatione produce delle sostanze idrosolubili eliminabili con le urine e delle sostanze liposolubili, ad esempio con i metalli pesanti (mercurio, piombo…), eliminabili con le ghiandole sebacee.

La quantità di Glutatione prodotto dal corpo dipende dalla disponibilità di Metionina e Cisteina. Ovviamente, più tossine ci sono è più Glutatione sarà richiesto e consumato. Paracetamolo, nicotina, organo-fosfati (insetticidi impiegati in agricoltura), epossidi (sostanze cancerogene), vengono eliminati dal Glutatione. Ecco perché si dice che il Glutatione è un epato-protettore, perché protegge il fegato eliminando le tossine. Inoltre, il Glutatione è un antiossidante contro i radicali liberi e per questo è la sostanza anti-cancerogena più importante nelle cellule (insieme alla SOD, Super-Ossido-Dismutasi).

Il fumo aumenta il consumo di Glutatione, sia per detossificare la nicotina, sia per neutralizzare i radicali liberi prodotti dal fumo. Il Glutatione è contenuto nella frutta e nella verdura fresca, nel pesce cotto e nella carne. È assorbito dall’intestino senza essere intaccato da enzimi digestivi. Alcune sostanze come la vitamina C, l’N-Acetil-Cisteina (NAC), la Glicina e la Metionina, aumentano la produzione di Glutatione.

2. Coniugazione con aminoacidi

Gli aminoacidi Glicina, Taurina, Glutamina, Arginina e Ornitina, si combinano con tossine come benzoato di sodio (un conservante) e acido acetil-salicilico, (aspirina) neutralizzandole. Fra questi aminoacidi è la Glicina quello più comunemente usato. La coniugazione con aminoacidi è scarsa nelle persone con: epatite, artriti croniche, ipo-tiroidismo, tossiemia intestinale, tossiemia gravidica. Inoltre, nelle persone esposte a sostanze chimiche e in coloro che consumano alcool.

La Glicina e gli altri aminoacidi sono carenti in una dieta ipo-proteica. 3. Metilazione  La metilazione consiste nel legare dei gruppi metilici (-CH3) alle tossine. Il maggior donatore di gruppi metilici è il SAMe (Solfo-Adenosil-Metionina), seguito dalla Betaina (tri-metil-glicina). Per produrre il SAMe sono necessari la Metionina, la Colina, la Vitamina B12 e l’Acido folico.

3. Metilazione

La metilazione consiste nel legare dei gruppi metilici (-CH3) alle tossine. Il maggior donatore di gruppi metilici è il SAMe (Solfo-Adenosil-Metionina), seguito dalla Betaina (tri-metil-glicina). Per produrre il SAMe sono necessari la Metionina, la Colina, la Vitamina B12 e l’Acido folico.

Il SAMe disattiva: estrogeni, dopamina, adrenalina, istamina, tiouracile. Inoltre, aumenta la fluidità delle membrane cellulari (ridotta dagli estrogeni) e favorisce il flusso della bile.

4. Solfatazione

La solfatazione consiste nel legare dei composti dello Zolfo a: tossine ambientali e intestinali (da batteri), farmaci, additivi alimentari, coloranti (all’anilina), cumarina, paracetamolo e, inoltre, nell’ambito del rinnovamento continuo, metil-dopa, estrogeni (compresa la pillola), testosterone e ormoni tiroidei. Poiché la solfatazione neutralizza anche i neuro-trasmettitori, il suo mal funzionamento può causare disturbi al sistema nervoso.

È bene assumere integratori di aminoacidi solfonati (Metionina, Taurina, Cistina, Cisteina, Glutatione, SAMe, NAC), cioè ricchi di Zolfo. Anche aglio, cipolla e uova sono ricchi di Zolfo.

5. Acetilazione

L’acetilazione consiste nel coniugare, cioè nel legare le tossine all’Acetil-Coenzima A (acetil-CoA), con il quale si eliminano, ad esempio, i sulfamidici e altri antibiotici. Per l’acetilazione sono necessari, acetil-CoA, vitamine B1, B5 e C.

6. Glucuronidazione

La glucuronidazione è la combinazione delle tossine con l’acido glucuronico. Molti dei farmaci più prescritti vengono detossificati attraverso questa via: paracetamolo, morfina, diazepam, digitale, acido acetii-salicilico (aspirina), vanillina (vaniglia sintetica, aroma naturale), benzoato di sodio (conservante), mentolo e alcuni aromi. Studi recenti (Fernandez, Shahani e Amer) dimostrato che Lactobacillus acidophilus ha anche una potente azione anti-tumorale in quanto protegge la glucuronidazione. Ecco cosa succede. La neutralizzazione delle sostanze cancerogene avviene quando si legano all’acido glucuronico. Neutralizzate in questo modo vengono poi eliminate con la bile e, arrivate all’intestino, espulse con le feci. Ma ecco che l’enzima beta-glucuronidasi, prodotto da batteri putrefattivi intestinali, rompe il legame tra acido glucuronico e sostanze cancerogene: l’acido glucuronico viene “mangiato” dai batteri e la sostanza cancerogena è di nuovo libera. Questa può agire contro le cellule delle mucose del colon e del retto (70% dei tumori), ma può essere anche riassorbita in circolo nel sangue! L’acido glucuronico si lega anche agli estrogeni, per eliminarli fisiologicamente, ma se questi vengono “liberati” dalla beta-glucuronidasi e poi assorbiti, i loro livelli in circolo aumentano e possono causare cancro a mammella, utero e ovaie.

L’acido glucuronico, come si è detto, si lega anche a farmaci… Vitamine antiossidanti (A, C, E) sono necessarie per proteggere il fegato e come aiutanti nelle fasi di detossificazione. Anche le vitamine del gruppo B, i minerali traccia (oligoelementi), sono necessari per eliminare i metalli pesanti e altre tossine. Gli agenti lipotropi come Colina, Betaina, Metionina, vitamina B12, Acido folico (vitamine B6 e C come aiutanti) favoriscono il flusso di bile dal fegato. I lipotropi aumentano anche i livelli di SAMe e Glutatione!

Il Cardo mariano (ricco in silimarina) è la pianta che esercita più benefici al fegato, l’epato-protettore per eccellenza, favorendo anche i processi di detossificazione. Agisce come antiossidante, favorisce la produzione di Glutatione e aumenta la rapidità con cui si rigenera il tessuto del fegato. Si è dimostrato efficace nel proteggere il fegato dai danni chimici e da sostanze altamente tossiche come le tossine dell’Amanita phalloides e A. muscaria! Il Cardo mariano favorisce la detossificazione ma senza arrivare all’esaurimento del glutatione indotto da alcool o altre sostanze tossiche.

Il 5% della popolazione, pur non avendo una sintomatologia grave, presenta mancanza di appetito, malessere, stanchezza e una colorazione della pelle leggermente giallastra (non solo sul volto), causato da un errore nel metabolismo della bilirubina. Si può guarire da questo stato con Cardo mariano (Silybum marianum) e/o SAMe, che si è dimostrato il più efficace nel curare questo stato detto sindrome di Gilbert. SAMe si è dimostrato efficace nel trattare, oltre alla sindrome di Gilbert, anche un eccesso di estrogeni (dovuto alla pillola o alla gravidanza), che è una delle cause più comuni del ristagno di bile nel fegato (colestasi e colestasi gravidica). Nel corso dei millenni le pratiche di detossificazione sono diventate molteplici: digiuno (eccetto l’acqua), sauna, idro-terapia. Ricerche condotte di recente documentano l’efficacia di questi metodi per l’espulsione di molte tossine, ma si può fare di meglio fornendo, insieme all’acqua, tutte le sostanze necessarie per la Fase I e II:

  • Glutatione e i suoi precursori (Glicina – Cisteina – Acido glutamico)
  • Aminoacidi solfonati (contenenti zolfo): Cisteina, Metionina, Taurina, NAC, SAMe
  • Aminoacidi: Glicina, Glutamina, Arginina, Ornitina
  • Vitamine: B1, B2, B5, B6, B12, C, Acido folico, Colina
  • Sali minerali e oligoelementi: Magnesio, Zinco, Rame, Molibdeno, Selenio.

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NOTE

[1] Aloe, Senna, Rabarbaro, Cascara e Frangula
[2] Cfr. Le Fondamenta della salute – Intestino.
[3] Crowell P.L., Gould M.N., Chemoprevention and therapy of cancer by d-limonene, Critical Rev Oncogenesis 1994; 5: 1-22 [4] J. E. Pizzorno jr, T. Murray, Trattato di medicina naturale, voll. I e II, Novara 2001.
[5] Nagabhushan M., Bhide S.V., Curcumin as an inhibitor of cancer, J am Coll Nutr 1992; 11:192-198.
[6] Polosa K., Raghuram G.T., Bowman B.B., Krishnaswamy K., Effect of turmeric on urinary mutagens in smokers,
Mutagenesis 1992; 7: 107-109.
[7] J. E. Pizzorno jr, T. Murray, Trattato di medicina naturale, voll. I e II, Novara 2001.
[8] J. E. Pizzorno jr, T. Murray, Trattato di medicina naturale, voll. I e II, Novara 2001.
[9] Ibidem

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Fondatore, Proprietario | Dr. Giorgini

Nato a Cervia (RA) il 31 ottobre 1950, chimico, biologo (Laurea conseguita nel 1974 presso l’Università degli Studi di Bologna), erborista, ricercatore e imprenditore. Nel 1977 fonda la Vis Medicatrix Naturae, ditta che attualmente produce in Marradi (FI) integratori alimentari (con erbe, minerali, vitamine e nutrimenti) e cosmetici naturali, commercializzati in Italia ed Europa. La filosofia aziendale ruota attorno al concetto di energia di vita che, oltre al fitocomplesso, estrae dalle erbe e rende i prodotti particolarmente efficaci, unici ed inimitabili.

Ha pubblicato:

  • Appunti sulla grande via di vita;
  • Le fondamenta della Salute – Intestino
  • Le Fondamenta della Salute – Fegato e vie biliari;
  • Le Fondamenta della Salute – Il sistema immunitario;
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  • Le Fondamenta della Salute – Estratti integrali
  • Le Fondamenta della Salute – Oli essenziali
  • Appunti del Dr. Giorgini – Gemmoderivati
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