Spiegare in modo semplice e chiaro cosa sono i radicali liberi è un’impresa non semplice, poiché l’argomento è annoso e delicato. Per questo motivo ci siamo avvalsi della collaborazione e delle conoscenze della Dott.ssa Elvira Danila Pistolesi, medico chirurgo ed esperto in medicina anti aging. Ne parleremo tra poco.

Cosa sono i radicali liberi?

Il termine sopracitato, “anti aging”, ci viene subito in soccorso per fornire qualche elemento di base utile alla comprensione.

I radicali liberi sono molecole, cioè raggruppamenti di atomi legati tra loro, instabili (F. L. Muller, M. S. Lustgarten, Y. Jang, A. Richardson, H. Van Remmen, Trends in oxidative aging theories, «Free Radical Biology & Medicine» 43, 2007, pp. 477-503).

Essi reagiscono con gli altri elementi del nostro corpo. Il problema è proprio questo, perché i radicali liberi hanno in dotazione un elettrone (cioè una particella che compone l’atomo con carica negativa) il cui difetto è quello di essere “disponibile”. In termini tecnici esso si definisce “spaiato”. In parole più semplici è un minuscolo componente che concede ai radicali liberi di reagire con qualsiasi struttura molecolare contaminandola.

Radicali liberi e invecchiamento

Se i radicali liberi non vengono disattivati, tendono ad aggravare molti processi vitali, soprattutto in tarda età. Si pensi a un chiodo che rimane sotto la pioggia e diventa rugginoso. L’ossidazione che avviene all’interno del nostro corpo a causa dei radicali liberi, e che può essere comunque contrastata soprattutto in età giovanile, è una buona metafora per descriverne gli effetti.

I danni provocati da un eccesso di questi elementi sono veramente molti e ne scriverà a breve il nostro consulente: calvizie androgenetica, invecchiamento cellulare, alterazioni del sangue, danni al DNA.

Le cause? Genetiche a volte, ma soprattutto legate ai fattori ambientali quali fumo, alcol, assunzione di droghe, stress e persino alcuni additivi alimentari.

Gli antiossidanti: tè verde e non solo

Se esiste qualcosa che tende a ossidare le cellule, si può presumere che esista qualcos’altro che possa ovviare al problema, creando una sorta di rinforzo. Questi “rinforzi” si chiamano antiossidanti.

Tra i più noti, ma non è l’unico, c’è il tè verde. Anzitutto, nella sua preparazione o riduzione a integrazione, non si ossida grazie al vapore con il quale viene preparato.

Inoltre è ricco di polifenoli. Si tratta di 5000 molecole organiche e naturali che hanno un forte potere contrastante all’ossidazione, fino al 12% in più rispetto alla naturale capacità del sangue di svolgere tale funzione.

La diminuzione del tasso di colesterolo nel sangue, l’aumentata capacità di concentrazione mentale e la diminuzione dello zucchero nel sangue sono tutti benefici che il tè verde può assicurare.

Ma, aspetto di valore, è anche provato scientificamente che esso aiuta l’apparato cardiovascolare (Fonte: S. Kuriyama et alii, Green tea consumption and mortality due to cardiovascular disease, cancer, and all causes in Japan: the Ohsaki study, «JAMA» CCXCVI (10), 2006 pp.1255-65).

Radicali liberi: l’intervista alla Dott.ssa Pistolesi

Per capire meglio l’azione dei radicali liberi, abbiamo deciso di chiedere chiarimenti alla Dott.ssa Pistolesi, esperta in medicina anti aging.

Dott.ssa Pistolesi, il dott. Denham Harman ha per primo avanzato la teoria dei radicali liberi; egli afferma, come abbiamo accennato, che con il passare degli anni, queste molecole si accumulerebbero nel sangue, svolgendo una potente azione ossidante. Nella sua scienza, ed esperienza, questo cosa comporta, quali sono i danni da accumulazione?

Normalmente nel nostro organismo c’è un equilibrio tra produzione di radicali liberi e neutralizzazione da parte dei nostri sistemi di difesa antiossidante.

Di per sé, i radicali liberi non sono sempre dannosi: ad esempio le cellule del sistema immunitario li utilizzano per aggredire ed inattivare le tossine batteriche e le proteine virali.

Ciò che è nocivo è il loro accumulo. I radicali liberi si accumulano quando si crea uno squilibrio tra loro produzione e capacità neutralizzante delle nostre difese antiossidanti: si parla di “stress ossidativo”. Ed è lo stress ossidativo il responsabile dei danni strutturali e funzionali delle nostre cellule e tessuti.

Come si formano i radicali liberi? È vero che si tratta anche di una questione di stile di vita?

Il mitocondrio (organello cellulare) è la fonte principale della produzione dei radicali liberi dell’ossigeno (ROS), specie chimica ossidante di primaria importanza. A livello della membrana mitocondriale sono localizzati i complessi enzimatici della catena respiratoria, dove gli elementi nutritivi degli alimenti vengono trasformati in energia chimica (ATP) indispensabile per tutte le nostre funzioni vitali.

Queste reazioni chimiche di trasporto di elettroni (ossidazione-riduzione) utilizzano ossigeno molecolare. L’ossigeno viene, in condizioni fisiologiche, ridotto (idrogenato) ad acqua alla fine delle reazioni. Durante queste riduzioni graduali dell’ossigeno, alcune sue forme non ancora completamente ridotte sfuggono dalla catena respiratoria e si formano i ROS (anione superossido, perossido di idrogeno, radicale ossidrilico).

Anche in un soggetto giovane ed in salute, la quota di ROS che si forma è pari all’1% -2% dell’ossigeno totale utilizzato dalla catena respiratoria (cioè, il 98%-99% di ossigeno se ne va come acqua).

Esiste un’età evolutiva in cui è necessario prestare più attenzione oppure c’è una predisposizione genetica all’accumulo dei radicali liberi?

 Con l’invecchiamento, ovviamente, le nostre difese antiossidanti calano, ma stiamo andando verso una medicina personalizzata.

In genere, fino a 50-60 anni, in condizioni fisiologiche, le nostre difese antiossidanti si mantengono, sia pure con qualche calo, dopo di che potrebbe esserci un baratro, e quando si raggiunge è esponenziale.

Non è possibile, però, generalizzare: ci sono quarantenni stressati, con uno stile di vita pessimo con importante squilibrio tra produzione di radicali liberi e difese antiossidanti e ottantenni in condizioni ottimali.

Esistono integratori in grado di preservare il corpo da questi nemici?

Occorre sottolineare che il sistema antiossidante nel nostro organismo è come un’orchestra costituita da decine di strumenti che agiscono in sinergia tra di loro. Quindi, in caso di integrazione, l’ideale sarebbe assumere una piccola quantità di ciascun tipo di antiossidante piuttosto che grandi quantità di uno solo.

Infatti, per esempio, le vitamine che assumiamo, una volta bloccati i radicali liberi, si ossidano e necessitano di essere rigenerate nella loro forma originaria attiva (ridotta) da un enzima specifico. Permanendo ossidate, esse stesse sarebbero nocive. Questo enzima che rigenera quella specifica vitamina, però, viene saturato se la vitamina in oggetto è introdotta in eccesso.

Esistono delle analisi che permettono di valutare lo stress ossidativo del nostro organismo dovuto all’eccesso di radicali liberi?

 Alcuni esami del sangue permettono di misurare indirettamente i radicali liberi e le nostre difese plasmatiche antiossidanti. Sono esami di routine (d-ROM test e BAP test oppure FORT test e FORD test), poco costosi, che possono dare un’idea dello stress ossidativo, ma, talvolta, inadeguati.

Esistono, poi, esami di laboratorio sofisticati e molto costosi che permettono di valutare vitamine (forma ossidata e ridotta), polifenoli, prodotti di ossidazione del DNA (dosaggio urinario della 8-OH guanosina), i lipoperossidi, i fosfolipidi ossidati eccetera.

Ci sono, anche, test genetici (non invasivi, che si eseguono con un tampone buccale) che permettono di valutare la predisposizione a una minore efficacia delle difese antiossidanti enzimatiche.

Se le chiedessimo di citare tre alimenti capaci di ostacolare lo sviluppo dei radicali liberi, quale sarebbe la sua risposta, e perché?

 Sicuramente consiglierei i cibi ricchi di vitamine e di fattori vitamino-simili antiossidanti.

Come la frutta e la verdura, da consumare crude, poco cotte e in poca acqua (al vapore), ma non al forno a microonde. Le spezie aiutano molto: salvia, rosmarino, origano, zafferano contengono mono-di e tri-terpeni (componenti principali degli oli essenziali) con alto potere antiossidante.

Non dimentichiamo bevande come il tè verde che contiene le catechine (in particolare epigallo-catechin-gallato), sostanze ad attività ossidante ma anche antinfiammatoria.

L’INTERVISTATA: Dott.ssa Elvira Danila Pistolesi
Medico Chirurgo, Esperto e Consulente in Medicina Anti-Aging
Email: info@elvirapistolesi.it
www.elvirapistolesi.it

Dr. Matteo Menetti Cobellini

Giornalista professionista

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Giornalista professionista dal 2005, ha iniziato la carriera nel 2001 a “Il Resto del Carlino” di Bologna per poi trasferirsi a Milano e lavorare in Mondadori. Già autore di programmi televisivi per Rai e Mediaset, oggi è giornalista freelance, organizza eventi e svolge attività di SEO.