Di tutte le spezie la cannella è forse quella con le origini più antiche. Già nota e usata da Greci e Romani, nel Medioevo conquistò i “potenti”, che la offrivano come dono pregiato e di prestigio. Oggigiorno  la cannella è molto usata in cucina, per la preparazione di dolci tipici, ai quali conferisce il suo inconfondibile aroma. Prima di addentrarci troppo, cerchiamo di chiarire le proprietà della cannella, simili in parte alle proprietà dello zenzero, e sfatiamo alcune “false credenze” che la riguardano.

Cannella spezia dalla lunga storia

Le origini della cannella sono da ricercare in Oriente, probabilmente in Sri Lanka, Paese dal quale nel 600 fu importata in Europa dagli Olandesi.

L’etimologia del nome comune della pianta (cannella) è controversa. Probabilmente il termine deriva dalla forma che essa assume quando è essiccata, simile a quella di una piccola canna.

Un’altra teoria vuole che il nome scientifico (Cinnamoum) derivi da quello assegnato alla pianta dagli Arabi. Questi ultimi infatti, pensando provenisse dalla Cina, l’avevano ribattezzata Kin Anomon (cioè “pianta cinese profumata”).

Questa spezia, a livello storico, non si è fatta mancare nulla. Essa è infatti menzionata nel libro dell’Esodo, quando Dio ordina a Mosè di consacrare il Tempio con un misto di sostanze aromatiche. 

Riferimenti alla cannella  si ritrovano già in antichi testi di medicina cinese risalenti a 3000 anni prima di Cristo. Tchang King, celebre medico dell’epoca, prescriveva tale spezia per le patologie respiratorie.

Nel medioevo, invece, chi poteva permettersi il lusso di acquistarla, la impiegava anche come rimedio per la tosse e i fastidi alla gola.

Era comunque una spezia consacrata al sole e la si considerava divina al pari dell’incenso, della mirra e degli altri aromi rituali.

La cannella è sempre stata considerata una delle spezie più pregiate. Questo anche perché durante l’età di mezzo, occorreva farla arrivare da luoghi assai lontani, con tutte le difficoltà di trasporto che questo comportava.

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L’olio essenziale di cannella: in cucina e non solo

Questa spezia si trova in commercio sia in polvere sia in bastoncini. Questi ultimi conservano meglio  l’aroma e le proprietà della cannella. Peraltro, il prodotto in polvere può essere arricchito da altre sostanze perdendo così le sue caratteristiche originarie.

Essa è ricca di olio essenziale, tannini e mucillagini. L’olio essenziale, presente nella corteccia, nelle radici e nelle foglie contiene prevalentemente aldeide cinnamica (65-80%) ed eugenolo, oltre a numerosi altri costituenti di tipo terpenico e fenolico.

Una buona ragione scientifica per “aromatizzare” con la cannella dentifrici e collutori sta nel fatto che, come molte altre spezie, anch’essa è un potente antisettico che elimina molti batteri, funghi e virus cariogeni e patogeni.

Proprietà della cannella in fitoterapia

L’estratto della corteccia e delle foglie di cannella oggigiorno è sfruttato in fitoterapia per la realizzazione di integratori specifici per favorire la digestione.

Numerose sono le ricerche e gli studi scientifici che hanno confermato le proprietà della profumata spezia che può essere  impiegata anche per:

  • aiutare la regolarità del transito intestinale
  • eliminare i gas intestinali.

Insomma, oltre ad aromatizzare in modo caratteristico dolci e bevande, la cannella è anche un valido sostegno per digerirli meglio!

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Meccanismo d’azione della cannella

Dunque, oltre ad aromatizzare in modo caratteristico dolci e bevande, la cannella ci può anche aiutare a digerirli meglio. Infatti «secondo uno studio pubblicato sulla rivista britannica Nature, questa azione si esplica probabilmente tramite la stimolazione di un particolare enzima digestivo, la tripsina. La Commissione E, il comitato tedesco di esperti incaricato della valutazione dei farmaci fitoterapici, approva la cannella per la cattiva digestione, la tensione addominale e la flatulenza» (M. Castleman, Le erbe curative, Milano 2007).

Specie diverse, virtù simili

Sono diverse le specie comunemente indicate col nome di “cannella”. Le due più diffuse sono il Cinnamoum zeylanicum  o verum e il Cinnamoum cassia; la prima varietà, nota anche coi nomi di “cannella regina” o “cannella di Cylon” è quella più pregiata, mentre la seconda è la cosiddetta “cannella cinese”, dall’aroma più forte. Queste due varietà sono accomunate da proprietà simili: entrambe possono infatti aiutare l’attività digestiva. La cosiddetta cannella regina, però, può vantare anche altri benefici: le sono riconosciute anche una funzione antiossidante e la capacità di sostenere il metabolismo dei carboidrati.

Altre proprietà della cannella: non solo per digerire

Le virtù di questa spezia non finiscono qui.

Infatti, stimolando «la salivazione e la secrezione dei succhi gastrici, facilità la scomposizione dei grassi e degli zuccheri nel sangue e aiuta a ridurre la sensazione di fame provocata da eccessi di glicemia» (Le 1000 virtù di Tè e Cannella, a cura di G. Maffeis, Milano 2014).

Per questo alla cannella viene attribuita anche la capacità di sostenere il metabolismo dei carboidrati. In altri termini aiuta a regolarizzare l’assorbimento degli zuccheri, «rivelandosi così un aiuto per i diabetici e per le persone che soffrono di iperglicemia» (B. Bertoli, Geografia della bellezza. Giro del mondo alla scoperta delle tradizioni cosmetiche, Roma 2015).

Infine, l’azione antiossidante riconosciuta alla cannella è dovuta alla presenza dell’acido cinnamico. Questa sostanza si combina con altri flavonoidi e derivati dell’acido benzoico per formare tannini che conferiscono il particolare odore e sapore della spezia. 

Le leggendarie proprietà afrodisiache
della cannella

proorietà della cannella come afrodisiacoI Medici della scuola salernitana, nel periodo medievale , attribuirono alla cannella proprietà afrodisiache.

L’antica tradizione ayurveda inserisce la cannella tra gli alimenti caldi, e la consiglia come rimedio per risvegliare gli ardori sopiti.

Questo utilizzo della cannella come afrodisiaco si tramandò anche nel Rinascimento. Nostradamus, infatti, la inserì come ingrediente di un suo filtro d’amore.

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Perché usare un integratore a base di cannella?

La cannella, come accennato, viene abbondantemente usata a fini gastronomici, per aromatizzare dolci, tisane o liquori.

Se nel Medioevo era considerata rara e pregiata, al punto che possederla era ritenuto simbolo di prestigio, oggigiorno è invece di facile reperibilità. La cannella in polvere o a stecche è infatti ampiamente diffusa. Ma come è possibile sfruttare al meglio le sue proprietà digestive?

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Come per altre spezie (lo zenzero per esempio) la risposta è semplice. Solo un integratore naturale concentrato può apportare una quantità di principi attivi adeguata.

Il calore della cottura dei cibi (o delle bevande) degrada infatti molte benefiche sostanze contenute nella corteccia della pianta. Con questo, non si intende dire che l’assunzione di cannella in polvere sia assolutamente inutile, ma un estratto naturale concentrato può garantire benefici di gran lunga superiori.

Possiamo continuare a deliziare il nostro palato con l’aroma di questa spezia, ma per sfruttare appieno le proprietà della cannella, dovremmo consumarla ogni giorno in quantità elevate. Risulta quindi molto più pratico, ed efficace, fare ricorso a estratti naturali e concentrati della pianta.

Si può usare la cannella per dimagrire?

Sono diversi i falsi miti che si possono trovare sul Web a proposito della cannella. Uno di questi riguarda le sue proprietà dimagranti. In realtà non esistono evidenze scientifiche che confermino queste affermazioni e, attualmente, tra le proprietà riconosciute non c’è alcun “effetto bruciagrassi”

Quello che può realmente fare questa sostanza, se assunta correttamente e nelle giuste quantità, è favorire il metabolismo degli zuccheri. Di conseguenza, ci aiuta a controllare l’indice glicemico.
Secondo alcuni studi, le impennate di zuccheri nel sangue facilitano la trasformazione del cibo in grasso. Pertanto, controllare i picchi di zuccheri può aiutare a limitare accumuli, ma non è certo la “formula magica per dimagrire”.

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