Noto anche col nome popolare di “piscialetto”, il tarassaco è usato da moltissimi anni come eliminatore di scorie accumulate in inverno. Rappresenta quindi l’erba medicinale per eccellenza nelle “cure di primavera”. Ma che benefici si possono ottenere dalla sua assunzione? E come sfruttarlo al meglio? Scoprilo in questo articolo sulle proprietà del tarassaco.

In particolare, ci occuperemo dei seguenti argomenti.

La pianta del tarassaco

Cresce spontaneo nei luoghi erbosi o incolti, che siano campi, prati o margini di strada. Il suo nome è tarassaco (Taraxacum officinale), ma viene anche chiamato anche soffione, dente di leone (poiché le foglie dentate ricordano la dentatura del re dei felini) e piscialetto, nome – quest’ultimo – che si rifà a una delle principali proprietà della pianta, quella diuretica.

Il tarassaco è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Composite, che raggiunge un’altezza di 10-40 cm. Esso continua anche sottoterra grazie alla radice a fittone, mentre le sue foglie si presentano lanceolate e irregolarmente incise, disposte a rosetta a file del terreno.

I fiori sono raccolti in capolini singoli, sorretti da un lungo stelo alto e fragile, liscio, privo di peluria e cavo al suo interno. I petali alle estremità hanno invece minuscole frangiature. Con il passare del tempo i fiori maturano e avviene la trasformazione in quello che comunemente viene chiamato soffione.

Tarassaco tra mito e tradizione popolare

È usanza popolate che le ragazze che desiderano sposarsi soffino sui piumini e, in base a quanti soffi sono necessari per disperderli tutti, tanti saranno gli anni che devono attendere prima di sposarsi.

Sempre secondo una tradizione popolare molto diffusa, i pappi del tarassaco sarebbero l’oracolo più adatto per calcolare il tempo necessario affinché un evento si verifichi.

Il tarassaco e il Minotauro

Nella mitologia, si narra che Teseo mangiò tarassaco ininterrottamente per un mese, per diventare abbastanza forte e coraggioso e sconfiggere così il Minotauro.

Tarassaco in cucina e per massaggi

Il tipico sapore amaro del tarassaco è dato dalla tarassicina, dalla tarassina e dalla tarassosterina, sostanze analoghe a quelle presenti nella cicoria e nel radicchio rosso.

Questo gusto rende le foglie di tarassaco assai gradevoli al palato sia consumate fresche in insalata, sia cotte, mescolate con altre erbe.

Ogni parte del tarassaco è commestibile, perfino i fiori. È inoltre possibile metterli a macerare con un olio vettore, come quello di mandorle, per ottenere una lozione per massaggi, da applicare nelle zone infiammate o doloranti.

Le radici sono di colore marrone scuro, carnose, fragili e piene di una sostanza bianca lattiginosa che fuoriesce una volta spezzate.

Ricordiamo, peraltro, che il vegetale che, per proprietà nutrizionali e bioterapiche, si avvicina maggiormente al tarassaco è la cicoria. Quest’ultima, però, ha una percentuale inferiore di sostanze dotate di potere terapeutico, che invece il tarassaco contiene in quantità rilevante.

Tarassaco benefici: fitocomplesso e principi attivi

Benché sia da sempre considerato un’erba infestante e fastidiosa, il tarassaco presenta aspetti positivi non trascurabili.

Le nonne di un tempo lo usavano come cibo e tisana, per le sue numerose proprietà nutrizionali e terapeutiche.

Esso, infatti, contiene un fitocomplesso piuttosto articolato. Tra i componenti più importanti spiccano:

  • flavonoidi;
  • sesquiterpeni;
  • triterpeni;
  • steroli vegetali.
Diuresi sì, ma senza intaccare i minerali

Un’ulteriore componente non trascurabile è la frazione minerale. Le ceneri infatti sono costituite per circa il 30% di potassio. Di conseguenza, la diuresi stimolata dall’estratto della sua radice non va a impoverire il livello di minerali nell’organismo.

Al tempo stesso, il tarassaco contiene anche una buona dose di polisaccaridi, in particolare l’inulina, fibra prebiotica che promuove la regolarità del transito intestinale.

Da quanto detto si può capire perché, sfruttare al massimo tutti i benefici e le proprietà del tarassaco, è bene ricorrere a integratori concentrati, contenenti l’intero fitocomplesso della pianta.

Proprietà del tarassaco: testi e conferme scientifiche

Insomma, il tarassaco risulta essere una miniera di principi attivi, di vitamine, di sostanze benefiche e utili per la salute dell’organismo.

Diversi testi di fitoterapia confermano le benefiche proprietà del tarassaco.
«Ogni parte della pianta ha caratteristiche nutrizionali e organolettiche differenti. Le sezioni verdi contengono una concentrazione elevata di vitamine: in particolare, la vitamina A è presente in dosi molto elevate, 6-7 volte superiori a quelle contenute, per esempio, nella lattuga e nelle carote. Inoltre nel tarassaco si trovano le vitamine C e D, e il complesso delle vitamine B, Questa pianta contiene anche importanti sali minerali, soprattutto ferro, potassio e magnesio» (G. Maffeis, Calendula, malva e tarassaco: tre erbe amiche della salute e della pelle, Milano 2014).

Le più rilevanti proprietà del tarassaco sono:

  • azione diuretica (ancora oggi la Commissione E consiglia la pianta intera per stimolare la diuresi)
  • sostegno della depurazione;
  • azione di sostegno dell’attività di fegato e cistifellea.

L’assunzione di questa pianta, in particolare dell’estratto della radice:

  1. migliora la produzione di succhi gastrici, aiutando così a digerire meglio;
  2. depura l’organismo, stimola la diuresi e l’intestino.

Tarassaco e drenaggio

Precisiamo che il drenaggio è una tecnica che permette l’eliminazione delle tossine da parte dell’organismo, mediante gli organi emuntori: fegato, reni, intestino e pelle.

Se questa tecnica viene accompagnata con il tarassaco, è possibile assicurarsi l’eliminazione di tutte le tossine, comprese quelle prodotte dal metabolismo delle sostanze introdotte con l’alimentazione.

Infatti, la «stimolazione della cellula epatica e la decongestione del fegato rendono ragione dei successi che si ottengono nell’ambito digestivo in seguito al suo utilizzo. Inoltre, la stimolazione della diuresi, unitamente all’incremento della funzionalità epatica, portano a un’azione sul ricambio generale che si traduce in un’aumentata eliminazione di scorie da parte dell’organismo e quindi un alleggerimento del distretto epato-renale.

La capacità di influenzare pertanto il ricambio fa del tarassaco un tonico generale impiegato nelle “cure primaverili” da aprile a maggio e in autunno» (E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano 2012).

Ma questo, forse, era già noto in passato. Nella medicina cinese, infatti, il tarassaco è da sempre usato per aiutare il fegato, stimolare la pulizia delle vie urinarie, nonché per le ossa e per la salute delle articolazioni.

NOTE BIBLIOGRAFICHE

[1] G. Maffeis, Calendula, malva e tarassaco: tre erbe amiche della salute e della pelle, Milano 2014
[2] E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano 2012