Compatto, carnoso e sodo sono gli aspetti con cui il finocchio si presenta a chi intende gustarne il sapore e ricavarne tutti i benefici che esso possiede. Ma quali sono le proprietà del finocchio e i suoi valori nutritivi? Scopriamo assieme di più si questo ortaggio.

Finocchio nella storia: dagli Egizi a Carlo Magno

Il Foeniculum vulgare è una pianta che appartiene alla famiglia delle Apiacee (Ombrellifere) originaria dell’Europa meridionale – ma conosciuta anche dagli antichi Egizi – e presente in tutto il bacino del  Mediterraneo.

Non casualmente, la toponomastica della pianura nei pressi del mare Egeo, dove gli Ateniesi sconfissero i Persiani nel 490 a. C., aiuta a comprendere quanto questa pianta fosse già diffusa in quel periodo, giacché Maratona significa, in greco, “campo di finocchi”.

Com’è immaginabile, del finocchio e dei suoi semi si trova menzione in due opere di riferimento per le piante e la coltivazione: la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio e nel De Rustica di Columella. Oltretutto, secondo il primo autore, tale pianta era efficace nel trattamento dei problemi agli occhi.

Plinio, infatti, osservando alcuni serpenti che, subito dopo la muta, si strofinavano contro i finocchi, notò che gli occhi degli stessi diventavano ancora più chiari e trasparenti, deducendo pertanto che l’impiego di questa pianta poteva rivelarsi un ottimo rimedio contro i  problemi alla vista.

Più avanti nei secoli, Carlo Magno ordinò che questa pianta venisse coltivata in tutti gli orti officinali del suo impero, mentre Ildegarda di Bingen la annoverava tra le sue piante officinali preferite.

Le varietà di finocchio

Riguardo alle varietà di finocchio coltivate in Italia, generalmente questo ortaggio si presenta in due  tipologie:

  • la specie Foeniculum dulce che comprende le cultivar di finocchio dolce di cui si consuma il cosiddetto “grumolo”;
  • il Foeniculum sativum coltivato per i semi dal tipico aroma intenso.

Il finocchio dolce è una pianta erbacea biennale: nel primo anno sviluppa la parte vegetale edibile, costituita principalmente dal grumolo (o falso bulbo) mentre nel secondo anno produce i fiori, i frutti e i semi che servono per la riproduzione.

Il “grumolo” è una struttura che serve alla pianta per accumulare sostanze nutritive, formata dalle guaine fogliari carnose, sovrapposte, avvolgenti e serrate attorno al minuscolo fusto che cresce direttamente a contatto col terreno.

Solitamente si distinguono due tipi di grumolo: uno a forma più tondeggiante, destinato principalmente ad essere consumato crudo (definito erroneamente “maschio”), e uno a forma più allungata destinato soprattutto ad essere consumato cotto (definito erroneamente “femmina” o “finocchiella”).

Finocchio in cucina

Cotto o crudo, il finocchio viene preparato rapidamente: questo lo rende adatto alla vita moderna che concede poco tempo al lavoro in cucina. Non solo, ma il finocchio è uno degli ortaggi più  graditi, dolci e profumati utilizzati dalla gastronomia nazionale: in cucina il grumolo può essere consumato crudo in insalata e pinzimonio, così da apprezzarne al meglio le proprietà, oppure – come visto – cotto.

Dal punto di vista nutrizionale esso rientra tra gli ortaggi ipocalorici (19 kcal/100 g), con una modesta quantità di fibre e uno scarso contenuto di sali minerali e vitamine.

I semi ottenuti recidendo le ombrelle, che vengono essiccate al sole e poi trebbiate, vengono impiegati, grazie all’elevata presenza di oli essenziali, per aromatizzare carnipesceverduredolciliquori.

Proprietà del finocchio: buono non solo a tavola

Ma la caratteristica più nota del finocchio è quella di essere un ortaggio con un’azione carminativa, che promuove l’eliminazione dei gas, favorisce la  funzione digestiva e regola la motilità intestinale e che, quindi, è adatto per essere consumato a fine pasto.

Peculiarità ben differente da quella che veniva ascritta ai semi della pianta da parte della Scuola  Medica Salernitana secondo cui, questi, bevuti con il vino eccitavano i piaceri di Venere, ridestando negli anziani il vigore giovanileSemen cum vino sumptum veneris moves actus, atque senes eius gustu juvenescere dicunt»)!

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