Problemi di digestione e dispepsia?  Spesso una carenza di bile può impedire il completo svuotamento dello stomaco. È però possibile affrontare il problema anche con l’aiuto di procinetici naturali. Scopriamo assieme quali sono e come agiscono.

In particolare affronteremo i seguenti argomenti.

Che cos’è un procinetico?

Con il termine procinetici si indicano quelle sostanze capaci di favorire lo svuotamento dello stomaco verso l’intestino e la diminuzione del reflusso dal duodeno nello stomaco e nell’esofago.

I procinetici facilitano le ultime fasi della digestione grazie all’aumento dell’azione propulsiva e motoria di stomaco e intestino. Consentendo l’alternanza di movimenti di contrazione e rilassamento, in pratica accelerano il passaggio del cibo dallo stomaco all’intestino.

Procinetici quando servono?

Queste sostanze vengono usate clinicamente per il trattamento dei disordini funzionali associati a rallentamento del transito gastrointestinale, come:

  • dispepsia;
  • reflusso gastroesofageo;
  • stasi gastrica;
  • costipazione funzionale;
  • intestino irritabile nella variante con stipsi.

Procinetici e dispepsia funzionale

Oggigiorno sono sempre di più le persone sane, con analisi del sangue nella norma e forma fisica invidiabile che non digeriscono bene.

Queste persone dopo ogni pasto possono arrivare ad accusare una noiosa sensazione di gonfiore o di pesantezza addominale che perdura per ore, talvolta fino a tarda notte.

Si tratta della classica dispepsia funzionale, un disturbo difficile da inquadrare, che viene spesso collegato a un ampio spettro di sintomi che interessano la digestione. Questi sintomi si manifestano in assenza di reali patologie dell’apparato gastrointestinale.

Le cause che possono provocare una condizione di dispepsia sono diverse. Solo una piccola parte di esse tuttavia è connessa a problemi più seri come:

  • ulcera
  • Helicobacter Pylori

I disturbi sopra elencati, tuttavia, si legano a segnali quali vomito e perdita di peso. Nella maggior parte dei casi, è la presenza di uno stato di stress eccessivo a provocare una dispepsia funzionale. Un altro fattore scatenante è spesso una ridotta produzione di bile da parte del fegato e a una carenza dei cosiddetti enzimi digestivi, responsabili della digestione chimica.

Processo digestivo e cattiva digestione

Il processo digestivo comincia nella cavità orale, dove i denti spezzettano il cibo creando il bolo alimentare. In questo modo, il contenuto inizia a essere digerito per opera degli enzimi contenuti nella saliva.

Una volta deglutito, il bolo passa dapprima lungo la faringe, quindi attraverso l’esofago per raggiungere lo stomaco. Il bolo accumulato nello stomaco viene “attaccato” da sostanze acide (acido cloridrico), formando il chimo. Quest’ultimo giunge infine nel duodeno a seguito dell’apertura del piloro, la valvola che chiude l’estremità dello stomaco.

All’interno del duodeno si riversano i succhi digestivi prodotti nel fegato (la bile) e nel pancreas (i succhi pancreatici) che continuano ad agire sul chimo proseguendo la digestione. Per finire, il chimo prosegue il percorso nell’intestino tenue, raggiungendo dapprima l’ileo, quindi il digiuno, tratto che si congiunge con il crasso.

A questo punto, la digestione può dirsi completata. I nutrienti possono essere assorbiti, mentre i residui vengono espulsi sotto forma di feci.

La funzione della bile

Nel processo appena descritto, un ruolo fondamentale è svolto dalla bile, sostanza necessaria per un adeguato svuotamento dello stomaco.

La sua produzione e il suo rilascio da parte della cistifellea aiutano infatti a regolare l’apertura del piloro, grazie a una condizione di alcalinità provocata proprio dalla bile.

Questo meccanismo promuove lo svuotamento dello stomaco, molto importante quando si avverte un senso di pesantezza conseguente a dispepsia.

Quando invece c’è una carenza di bile, sorgono ulteriori problemi come:

  • difficoltà a digerire alcuni alimenti;
  • eruttazione;
  • necessità di bevande gassate ai pasti;
  • gonfiore;
  • acidità

Se c’è poca bile, inoltre, il contenuto gastrico raggiunge il duodeno, non viene neutralizzato del tutto e si riversa nell’intestino tenue che assorbirà l’acido cloridrico.

Procinetici naturali per la digestione e non solo

Per migliorare la digestione, sicuramente è importante correggere alcune abitudini.

Per prima cosa è bene eliminare fumo e alcolici, praticare una regolare attività fisica e seguire, ovviamente, una dieta equilibrata. Quest’ultimo aspetto viene però talvolta «esasperato» da alcune persone senza alcun motivo reale.

Alcuni, infatti, si focalizzano su determinati cibi indicandoli come la causa principale della loro cattiva digestione quando, in realtà, così non è. Infatti, quando sono in vacanza queste persone spesso digeriscono gli stessi alimenti senza alcun problema!

È dunque opportuno seguire una dieta variegata ed equilibrata che non escluda totalmente alcuni cibi salutari senza una giusta causa.

4 piante che aiutano la prodizione di bile

Dopo aver escluso cause funzionali o disturbi quali all’Helicobacter o un’ulcera, per affrontare una dispepsia dovuta a carenza di bile possiamo anche fare ricorso ad alcune piante “procinetiche”.   Queste erbe sono infatti in grado di favorire – ciascuna in modo differente – lo svuotamento dello stomaco. Vediamo assieme quali sono.

1) Boldo

La menzione d’onore tra i procinetici naturali la merita il boldo che «agisce a livello dello stomaco (attiva la secrezione salivare e del succo gastrico)» (F. Perugini Billi, Manuale di fitoterapia, Azzano San Paolo 2004).

Nello specifico, le sue foglie «rientrano in svariate specialità proposte nel trattamento sintomatico delle turbe dispeptiche» (E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano 2012) mentre il suo principio attivo, la boldina, «esercita un’azione elettiva sulla secrezione biliare» (Ibidem).

2) Tarassaco

Tra le piante che agiscono positivamente sulla produzione di bile va sicuramente annoverato anche il tarassaco che sostiene la funzione digestiva ed epatica.

I suoi principi amari stimolano «la fase iniziale del processo digestivo, comprese la secrezione dei succhi salivari e gastrici» (M. T. Murray, Il potere delle piante medicinali, Milano 2003) andando «oltre questa stimolazione iniziale, aumentando anche il rilascio di bile dal fegato e dalla cistifellea» (Ibidem)

3) Curcuma

Anche la curcuma è indicata per la problematica dispeptica. Il suo rizoma, infatti, viene prescritto «per migliorare la funzionalità epatica, nelle turbe funzionali dei processi digestivi […]. Studi recenti hanno segnalato che la curcuma incrementa il flusso biliare agendo sia sulla produzione della bile che sulla motilità delle vie biliari» (Ibidem).

4) Carciofo

Per finire, non va dimenticato il carciofo, pianta «con tropismo epato-biliare elettivo» (F. Perugini Billi, Op. cit.).

Queste essere assunte sotto piante possono forma di estratti concentrati, oppure anche assieme facendo ricorso a un integratore specifico che le sfrutti in sinergia.

Procinetici naturali: conclusioni

Grazie a un’adeguata produzione di bile sarà possibile facilitare lo svuotamento gastrico e, soprattutto, ridurre i problemi connessi alla dispepsia, sempre più diffusi tra le persone adulte, anche a causa dello stile vita sempre più frenetico.

BIGLIOGRAFIA

[1] Perugini Billi, Manuale di fitoterapia, Azzano San Paolo 2004
[2] Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano 2012
[3] T. Murray, Il potere delle piante medicinali, Milano 2003

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