Oligoelementi a cosa servono? Questi micronutrienti, nonostante la loro presenza più che discreta, svolgono un ruolo essenziale per la vita delle cellule dell’organismo. Di seguito cercheremo di spiegare cosa sono, le loro funzioni e, perché talvolta è bene integrarli.

Cosa sono gli oligoelementi

Il   termine oligoelementi deriva dal  greco  ὀλίγος  (poco)  e  viene usato  nei  Paesi  latini  per  indicare  alcuni  elementi  chimici,  presenti  in  quantità  esigue  nella  materia vivente.

Gli stessi, peraltro, vengono chiamati nel mondo anglosassone “trace-elements”, ossia elementi in tracce.

Il nome di queste sostanze, del resto, suggerisce le esigue quantità presenti nell’organismo.  Alcuni  scienziati infatti,  all’inizio  del  ‘900,  pensavano  che  si  trattasse  di impurità,  anziché  di  elementi  fondamentali.

La scoperta del ruolo degli oligoelementi

I primi veri approcci scientifici agli oligoelementi si ebbero alla fine 900, quando il chimico francese Gabriel Bertrandfu iriuscì a dimostrare il ruolo fondamentale  svolto  dagli  elementi  chimici  presenti  nell’organismo  in  piccole  quantità,  protagonisti  delle  trasformazioni  biochimiche  che  assicurano la vita.

Colui che tuttavia può definirsi a pieno titolo il padre dell’oligoterapia, nel senso che orientò le sue ricerche sugli oli-goelementi nel campo della medicina umana, fu il medico francese Jacques Ménétrier.

Oligoelementi a cosa servono: le loro funzioni

Prima di rispondere alla domanda oligoelementi a cosa servono, cerchiamo di capire cosa sono.

Gli oligoelementi, come accennato, sono elementi presenti in piccole concentrazioni nell’organismo (inferiori allo 0,01%), ma che hanno una funzione fondamentale per la vita delle cellule.

Compongono, stimolano e accelerano tutto l’insieme delle reazioni chimiche che poi producono i fenomeni della vita. In generale, gli oligoelementi svolgono le seguenti funzioni:

  • funzioni catalitiche
  • attivano ormoni;
  • partecipano al  metabolismo  degli  zuccheri,  delle  proteine  e  dei  grassi;
  • partecipano ai meccanismi di difesa e alla lotta contro i radicali liberi.
L’attività catalitica degli oligoelementi

Ma cosa significata “attività catalitica”? Un catalizzatore è  una  sostanza  che  modifica la velocità di una reazione chimica,  tendenzialmente  accelerandola,  senza  subire modificazioni da questa reazione.
Un enzima per esempio è un catalizzatore composto da proteine che diventa attivo solo in presenza di oligoelementi.

Perché sono importanti gli oligoelementi?

Ogni cellula del corpo umano è un piccolo laboratorio ove si verifica un numero imponente di reazioni, ordinate dall’azione specifica e selettiva dell’attività degli enzimi.

Enzimi e oligoelementi sono, quindi, fattori cellulari vitali. I secondi vengono quindi considerati “essenziali” dal momento che la loro carenza comporta un’alterazione di una o più funzioni. Come visto, il ruolo che svolgono non può essere sostituito; infatti, un organismo non può crescere o completare il suo ciclo vitale senza gli oligoelementi!

Rischi di una carenza di oligoelementi

Nel 1932 che Ménétrier riuscì a dimostrare, sperimentalmente, che la carenza per lunghi periodi di oligoelementi essenziali causa nell’organismo un insieme di turbe funzionali riconducibili a squilibri o a blocchi enzimatici.

Perché integrare gli oligoelementi?

Gli oligoelementi, a causa dell’inquinamento atmosferico, alimentare ecc., risultano inibiti e bloccati, quindi impediti nella loro attività. Da qui la necessità di integrarli in forma ionizzata e non in soluzione sotto forma di metallo, specie nei cambi di stagione.

Questi microelementi infatti sono utili per:

  • rinvigorire le difese naturali dell’organismo;
  • eliminare i radicali liberi;
  • velocizzare le reazioni chimiche. Quindi in caso di alcune patologie, sono in grado di risolverle più velocemente.

Quali oligoelementi scegliere?

Ma quali sono, allora, gli oligoelementi da scegliere?

«Rame, cromo, manganese e zinco sono i quattro oligoelementi più importanti e per questo essenziali ai fini della nutrizione.

A questi vanno aggiunti lo iodio, il molibdeno, il selenio e il ferro. Questi micronutrienti sono coinvolti in molti processi metabolici, in molte attività enzimatiche e in molte reazioni immunologiche.

Questi ioni metallici tendono a interagire con le vitamine con processi ossidoriduttivi» (F. Savino, M. Marengo, R. Miniero, Nutrizione parentale in pediatria, Milano 2009).

Nel complesso, comunque, gli oligoelementi vengono suddivisi in tre categorie:

  • essenziali (Ferro, Rame, Zinco, Fluoro, Iodio, Selenio, Cromo, Cobalto);
  • probabilmente essenziali

(Manganese, Silicio, Nichel, Vanadio);

  • potenzialmente tossici, in quanto possono provocare gravi danni all’organismo se presenti ad alte concentrazioni.

Conferme sull’importanza degli oligoelementi

Sull’importanza degli oligoelementi per l’organismo è possibile trovare anche conferme sulla carta stampata, come nel caso del quotidiano La Stampa (versione online – 21 luglio 2014), dove si discute dello Zinco, «un minerale traccia di fondamentale importanza per il buon funzionamento dell’organismo e per la salute – dato che è anche un buon rimedio preventivo per molte malattie».

Al tempo stesso, anche su la Repubblica (versione online – 26 novembre 2018), si parla di oligoelementi, in particolare del Ferro e della sua carenza nell’organismo. Il deficit di tale elemento «riguarda addirittura il 77% delle donne in gravidanza e il 48% dei bambini. Anche chi soffre di patologie croniche infiammatorie è particolarmente a rischio: si stima che ne siano affetti fino al 61% dei pazienti con scompenso cardiaco, fino all’85% dei pazienti con insufficienza renale cronica e fino al 90% dei pazienti con malattie croniche intestinali».

Possiamo quindi definire gli oligoelementi come sostanze che, seppur “discrete”, svolgono silenziosamente un ruolo fondamentale per l’organismo umano, per questo è indispensabile rispettarne e sostenerne sempre l’azione!

DOWNLOAD SPAGYRICA