Nell’ultimo periodo si è sempre più affermato l’utilizzo degli oli essenziali in cucina. Scopriamo assieme i più diffusi e come sfruttarli al meglio.

A cosa servono gli oli essenziali in cucina?

Negli ultimi anni l’utilizzo quotidiano degli oli essenziali si sta sempre più affermando. Ma a cosa servono gli oli essenziali?

Oltre al loro impiego terapeutico, oggigiorno è piuttosto diffusa la presenza di queste essenze in cucina. Questi concentrati di sostanze aromatiche volatili si sono rivelati un interessante ingrediente per numerose ricette.

Al pari di sale, spezie e aceto – elementi che, se ben dosati, insaporiscono il piatto – anche gli oli essenziali possono bilanciare, correggere ed esaltare ingredienti semplici.

Non solo, ma gli oli essenziali possono anche ridurre l’utilizzo dei condimenti sopra menzionati e sono quindi in grado di rendere meno pesante – e, a lungo andare, meno dannoso per la salute – il cibo cui si accompagnano.

Oli essenziali per cocktail

In questo contesto è bene ricordare anche la tendenza del momento, ovvero la preparazione di cocktail e numerosi piatti destrutturati con fragranze sempre più ricercate. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Dosaggio e uso degli oli essenziali in cucina

Certamente, la differenza che intercorre tra le varie spezie e gli oli essenziali è che questi ultimi sono sostanze concentratissime, per cui occorre saperle dosare con grandissima attenzione.

Un eccesso renderebbe anche il piatto sgradevole al palato. Occorre poi ricordare che gli oli essenziali non vanno mai incorporati direttamente nel piatto, come si farebbe, per esempio, con sale e pepe e aggiunti alla fine della preparazione, per evitare che si volatizzi nell’aria prima di arrivare al palato.

Considerate le quantità esigue da utilizzare, si può correre il rischio di non riuscire a mischiare in maniera adeguata l’olio essenziale, provocando dunque un accumulo di aroma in una parte del piatto, lasciando scondita e insapore l’altra.

L’importanza del vettore per oli essenziali

Gli oli essenziali permettono di “dare maggiore carica” al piatto, mantenendo però una certa delicatezza, aspetti che non è sempre facile tirare fuori dal prodotto fatto e finito.

Certamente utili, gli oli essenziali sono comunque difficili da utilizzare, dal momento che occorre capire modalità e quantità. La soluzione migliore è quella di diluirli sempre in una sostanza vettore, «poiché si tratta di sostanze oleose non idrosolubili, cioè che non si possono sciogliere nell’acqua, ma nemmeno nel brodo, nei sughi vegetali, nei succhi di frutta o di verdura.

Sono invece liposolubili e si sciolgono facilmente negli oli e nelle sostanze grasse o zuccherose; vanno bene perciò tutti gli oli, il latte, la panna, lo yogurt, il burro di latte e i vari burri di mandorla, nocciola, sesamo.

Dal lato più dolce, il miele è un vettore perfetto, ma funzionano bene anche tutti i vari malti di cereali, lo sciroppo d’acero e gli sciroppi di glucosio» (R. Deiana, Gli oli essenziali in cucina, Milano 2010).

Oli essenziali in cucina: benefici per la digestione

È interessante considerare il fatto che gli oli essenziali che vengono usati in cucina presentano un effetto positivo sull’apparato digerente.

Si potrà dunque scegliere un olio essenziale da aggiungere a una ricetta anche in base ai suoi effetti benefici. Per esempio, un piatto molto ricco può essere digerito meglio se si aggiunge un olio dalle proprietà digestive e detox.

Un piatto a base di legumi e ortaggi, che tendono a fermentare nell’intestino, risulterà invece meno “impegnativo”, con un olio dalle proprietà carminative.

Inoltre, l’aroma che arricchisce i piatti continua a «stimolare la parte del cervello che recepisce gli stimoli olfattivi, proprio come qualsiasi assunzione per inalazione, mentre contemporaneamente viene assorbito dalle muscose gastriche» (Ibidem).

Oli essenziali in cucina: conclusioni

Insomma, gli oli essenziali possono metterci a disposizione l’aroma necessario per arricchire con una gamma di sfumature numerosi piatti. Senza dimenticare che, con un costo esiguo, è possibile tenerli a disposizione in cucina per diverso tempo, senza che vengano alterati dai molteplici utilizzi.

Occorre poi ricordare l’aspetto, forse, più interessante di questi prodotti naturali, ossia la capacità di mantenere tutta l’energia delle piante da cui vengono estratti.

Perché mai rinunciare, allora, a un concentrato di aromi e benefici, con destinazioni d’uso sempre più numerose e stuzzicanti?

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