La fitoterapia può aiutarci anche contro il nervosismo? È una questione scientifica: nel decreto del 9 luglio 2012 del Ministero della Salute si certifica che la fitoterapia, in forma di integratori alimentari, offre provate soluzioni a molti disturbi che affliggono corpo e mente; a oggi, infatti, l’alimentazione − talvolta, anche errata e veloce − ci impedisce di assumere i nutrienti necessari ai bisogni del nostro organismo.

Ed è proprio di velocità che oggi scriviamo. Velocità di vita. Di pensiero. E soprattutto dello stress cui si può essere sottoposti tra problemi di lavoro, questioni sociali e di coppia, comportamenti alimentari compulsivi. Lo stress, quando non curato, provoca nervosismo e dunque conduce a nevrosi, una sofferenza importante del sistema nervoso che non è provocata da fenomeni psicopatologici, cioè disturbi mentali.

Gli aiuti naturali contro lo stress

Anche lo stress è fonte di compromissione generale importante, poiché incide sul naturale ciclo del sonno. Secondo il medico austriaco Hans Selye, pioniere del campo, «lo stress è la risposta dell’organismo a uno stimolo  negativo» (H. Selye, Stress without Distress, in Psychopathology of Human Adaptation, a cura di G. Serban, Boston 1974, pp. 137-146).

Si può dunque tentare di aiutare il nostro corpo proprio in fase di risposta a questo stimolo. E a noi piace farlo con la fitoterapia. Valeriana, Luppolo, Nepeta, Lavanda e Tiglio favoriscono il rilassamento del corpo, soprattutto in combinazione tra loro. In particolare, la Valeriana e la Camomilla sostengono il benessere mentale (decreto 9 luglio 2012 del Ministero della Salute).

L’opinione del Dr. Lorenzo Sartini, psicologo e psicoterapeuta

Per meglio comprendere le distanze tra stress, nervosismo e nevrosi, Spagyrica si è rivolta al Dott. Lorenzo Sartini, psicologo e psicoterapeuta (www.lorenzosartini.com).

QUAL È LA DIFFERENZA TRA STRESS, NERVOSISMO E NEVROSI?

Il termine stress è stato impiegato per la prima volta nel 1936 da Hans Selye, un medico austriaco. Con tale espressione, in genere, si intende la risposta psicofisica manifestata da una persona che si trova di fronte a compiti emotivi, cognitivi o sociali percepiti come eccessivamente intensi, impegnativi.

Questa risposta può essere conseguente ad eventi della vita sia piacevoli sia spiacevoli (matrimonio, nascita di un figlio, morte di una persona cara ecc.), a cause fisiche, a fattori ambientali, a malattie organiche o a cataclismi.

In psicoanalisi è un termine scarsamente impiegato e, al suo posto, si preferisce parlare di tensione. In sostanza, possiamo dire che ogni organismo tende a mantenere un proprio equilibrio, per quanto instabile e incerto; quando questo equilibrio viene perduto, per l’intervento di una delle condizioni precedentemente elencate, l’organismo, attraverso la sua condotta, cerca di ristabilire un nuovo equilibrio, in accordo, naturalmente, con le nuove condizioni (psico-sociali, fisiche e ambientali) con le quali si deve confrontare.

Il nervosismo, invece, è un sintomo dello stress, uno stato emotivo contraddistinto da elevata sensibilità agli stimoli e da un’eccessiva risposta comportamentale e fisica a essi.

Quando si parla di nevrosi ci si riferisce, in generale, al confitto che la persona vive tra quelle che sente come proprie esigenze particolari, ossia i propri desideri, e le richieste che provengono, da un lato, da un’altra parte di sé, e dall’altro, dal mondo esterno.

IN CHE MODO LO STRESS GENERA LA NEVROSI?

In psicoanalisi, se si segue Sigmund Freud, si considera che l’ansia derivi da una situazione conflittuale: il soggetto vorrebbe fare qualcosa, vive un desiderio che però viene bloccato, rimosso, perché evoca una situazione di pericolo esterno. Il fatto è che il pericolo viene sentito come incombente dal soggetto anche se non si ha alcuna prova della reale esistenza dello stesso.

La persona si trova “intrappolata” in una condizione psicologica nella quale ritiene che il dare sfogo al proprio volere, al proprio desiderio avrà come inevitabile conseguenza una specifica situazione di pericolo reale. Il pericolo che si teme non è da intendersi come un danno per la persona valutabile oggettivamente, bensì come uno stato di dispiacere che costituisce un momento traumatico, una sofferenza psichica.

STRESS, NERVOSISMO E NEVROSI SONO SOLO QUESTIONE DI TESTA?

In una situazione che vivo con stress (o tensione), a livello soggettivo posso parlare di ansia. La tensione che vivo nella situazione specifica posso percepirla nell’area della mente e mi dirò che provo ansia; ma posso anche manifestarla nell’area del corpo sotto forma di tremore o di palpitazioni; oppure posso esprimerla nell’area del mondo esterno mediante un’azione disordinata e instabile (nervosismo).

Dunque, la situazione stressante viene vissuta dalla persona nella sua totalità, e provoca una stessa reazione (ansia) che può essere espressa in diversi modi (dal punto di vista mentale, corporeo o dell’azione nel mondo esterno) che possono presentarsi contemporaneamente o no: per esempio, io posso avere tremori o palpitazioni senza rendermi conto di percepire ansia ed eseguendo alla perfezione l’azione che mi ero prefissata (ossia senza un’azione disorganizzata); così come posso percepire ansia senza avere palpitazioni ecc.

L’ANSIA PUÒ ESSERE CURATA CON UNA DIETA SPECIFICA E L’USO DI INTEGRATORI?

Considerando l’ansia nei termini sopra espressi, ovvero legata fondamentalmente ad una questione di equilibrio con il contesto sociale, penso che questi fattori possano incidere positivamente sullo stato di sofferenza presente, per lo meno sintomatico.

Dr. Matteo Menetti Cobellini

Giornalista professionista

Se ti è piaciuto questo articolo, ti potrebbe interessare anche…

dowload rimedi natirali

  • Articoli recenti

Giornalista professionista dal 2005, ha iniziato la carriera nel 2001 a “Il Resto del Carlino” di Bologna per poi trasferirsi a Milano e lavorare in Mondadori. Già autore di programmi televisivi per Rai e Mediaset, oggi è giornalista freelance, organizza eventi e svolge attività di SEO.