La mirra (Commiphora myrrha) è una gommoresina usata fin dall’antichità come profumo e nell’imbalsamazione. Nella tradizione cristiana è uno dei tre doni portati dai Magi al bambin Gesù, assieme a oro e incenso. Oggigiorno è però sfruttata anche in fitoterapia. Scopriamo assieme di più sulla mirra proprietà e benefici.

Mirra cos’è

La mirra è un’oleoresina gommosa raccolta dalla corteccia di un albero del genere Commiphora molmol (altro nome della Commiphora myrrha). Questo alberello o arbusto spinoso cresce in Kenya, Somalia, Etiopia e Arabia.

Il nome mirra deriva dall’arabo murr che significa amaro. Commiphora invece deriva dal greco e significa “che produce resina”. Diverse specie di Commiphora producono resine simili che danno luogo ad altre mirre come per esempio quella “africana” e quella “indiana”.

Oro incenso e mirra: il significato

Come l’incenso, anche la mirra rappresentava per gli antichi un elemento solare e divino.

 La fenice, uccello solare, si serviva infatti di questa resina – e dell’incenso – per costruire il proprio nido, portandoli sul rogo dove sarebbe bruciata per poi risorgere. Esattamente come il sole, il grande astro, ogni giorno tramonta e sorge.

Questo legame con il sole è testimoniato da un’usanza del Regno di Saba riportata da Teofrasto. Il filosofo narra che tutta la raccolta di incenso e mirra veniva accumulata nel tempio del sole, considerato  il luogo più sacro di quel paese.

La mirra era utilizzata, insieme ad altri aromi, per finalità rituali: collegava verticalmente uomini e dei. Al tempo stesso – in formato di unguento, profumo e altri prodotti cosmetici – aveva la funzione erotica di unire uomini e donne orizzontalmente, con il potere del suo aroma.

D’altra parte, profumi e aromi sono da sempre sostanze caratterizzate da una misteriosa ed efficace influenza.

A Cristo, come noto, venne portata in dono dai Magi la mirra, insieme a oro e incenso. Lo stesso ricevette questa resina anche poco prima della crocifissione. In quei tempi, ai condannati a morte, veniva fatto bere vino di mirra per i suoi effetti anestetizzanti.

Mirra proprietà benefiche

La struttura della mirra è composta da un olio volatile, da resine, gomme, sesquiterpeni e monoterpeni.

Le sue proprietà analgesiche sono note fin dall’antichità e dipendono dalla presenza di sesquiterpeni bioattivi con struttura furanodienica. Dagli stessi dipende peraltro anche il tipico aroma di questa resina.

Come scrive Fabio Firenzuoli, in un articolo sul Corriere della Sera (versione online) il primo lavoro scientifico italiano effettuato sulla mirra è stato pubblicato circa vent’anni fa, su Nature, «da Piero Dolora e dai suoi collaboratori del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Firenze, che hanno ben studiato il meccanismo di azione di alcune sostanze chimiche, presenti in questa resina, sui recettori per gli oppioidi, spiegandone così le capacità analgesiche».

Utilizzi della mirra

La mirra viene impiegata «oltre che per via esterna come collutorio astringente, anche per via interna, come stimolante dell’attività gastrica (per questo entrava nella composizione di parecchi liquori), antitussigeno e antisettico delle vie respiratorie, antidiarroico ed emmenagogo. […] a livello gastro intestinale, promuove una migliore digestione del cibo e favorisce l’assimilazione dei nutrienti» (F. Perugini Billi, Manuale di fitoterapia, Azzano San Paolo 2004).

Attualmente, in Arabia Saudita, la mirra viene usata anche per la cura e la protezione del piede diabetico e per altre malattie infiammatorie.

Ricordiamo inoltre che il “Balsamo di Gerusalemme”, celebre antinfiammatorio entrato a far parte di molte farmacopee, è formato proprio da incenso e mirra.

Esso venne ideato nel 1719 da padre Antonio Menzani da Cuna, medico del monastero di San Salvatore nella vecchia città di Gerusalemme. Fu poi nel 2005, da alcuni ricercatori israeliani dell’università della città santa.

Insomma, sembra proprio che l’uso tradizionale di questa gommoresina abbia trovato conferma da recenti prove cliniche. Queste ultime hanno consentito di conoscere appieno non solo le proprietà analgesiche della mirra, ma anche le sue capacità antinfiammatorie e antisettiche.

Queste ultime possono rivelarsi particolarmente utili nel trattamento di afte, gengiviti e nel favorire la funzionalità della mucosa orofaringea.

Di tutte le proprietà della mirra, quest’ultima è sicuramente la più utile nel periodo delle festività, caratterizzato in genere da pranzi e cene abbondanti!

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