Il termine ipermenorrea si indica un ciclo mestruale abitualmente troppo abbondante. Questo disturbo, che spesso risulta debilitante per le donne che ne soffrono, può avere varie cause. Infatti non è solo questione di equilibrio ormonale. Scopriamo assieme le cause e come affrontarla.

Il ciclo mestruale e la sua regolarità

ll percorso riproduttivo della donna è scandito da una perfetta simbiosi tra le strutture dell’asse gonadico, ovvero quel sistema di organi che, di concerto, garantiscono la ritmicità del ciclo mestruale. Questi sono:

  • l’ipotalamo, che sovraintende la funzionalità dell’ipofisi; ù
  • l’ipofisi stessa, una ghiandola endocrina;
  • l’ovaio.

Questi elementi producono sostanze sia nel sistema nervoso centrale, i neurotrasmettitori, sia nelle zone periferiche (steroidi e ormoni) che originano quindi il ciclo mestruale.

Il ruolo del GnRH

A condizionare la funziona ovarica, e dunque a modificare la regolarità del ciclo, è spesso un’alterazione della produzione e rilascio di GnRH. Si tratta dell’ormone di rilascio delle gonadotropine, che sovraintendono la funzionalità delle gonadi.

I motivi delle disfunzionalità in oggetto sono numerosi e dipendono dal livello di capacità di produzione, per l’appunto, di GnRH in unione al tipo di disturbo mestruale che si presenta.

Ipermenorrea o ciclo troppo abbondante cause

Viene definita ipermenorrea una mestruazione molto abbondante, che supera gli 80 millilitri di produzione ematica (Hypermenorrhoea di Thomas Römer, Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia presso l’Università di Colonia, Germania).

Se a livello ormonale le meccaniche del disturbo sono chiare, cosa accade organicamente?

Avviene che l’utero, privo del sufficiente apporto di ormoni, non riesce a bloccare la perdita di sangue nel momento in cui avviene il naturale distacco dello strato della mucosa uterina.

Diversi tipi di ipermenorrea

L’ipermenorrea si distingue in categorie per l’entità e tempistiche dell’eccessivo sanguinamento. Si parla dunque di:

  • menorragia, se la perdita sanguigna è superiore agli 80 millilitri di materiale con una durata maggiore di un regolare flusso mestruale;
  • metrorragia, se la perdita di sangue avviene tra una mestruazione e l’altra in fase pre-puberale o post menopausa. Cioè in quei periodi durante i quali non possono naturalmente essere previste perdite ematiche;
  • meno-metrorragia, quando vi è una perdita abbondante principiata con la mestruazione e continuata nel periodo di stasi tra un ciclo e l’altro.

Ipermenorrea diagnosi

Da un punto di vista diagnostico, come spiega la ricerca A simple method of coagulating endometrium in patients with therapy-resistant, recurring hypermenorrhea pubblicata in “The Journal of the American Association of Gynecologic Laparoscopists”, è importante l’età della paziente.

Questo perché, in caso di ragazze molto giovani, nelle quali il menarca si è sviluppato da 2-4 anni, raramente il problema è patologico poiché l’apparato genitale è ancora in fase di rodaggio.

Sopra i 35 anni, invece, le cause possono essere organiche. Tra quelle più diffuse ci sono:

  • endocrinopatie, quando alti livelli di androgeni limitano il rilascio di ormoni;
  • obesità, laddove il tessuto adiposo comporta alterazione della sintesi di steroidi sessuali;
  • condizioni mediche come fibromi o polipi uterini;
  • deficit ematologici.

Ipermenorrea e mestruazioni dolorose

Collegato a ogni problema mestruale, e dunque anche a questo, è la dismenorrea, cioè la mestruazione dolorosa.

Lo studio Primary Dysmenorrhea: Advances in Pathogenesis and Management (a opera di Yusoff Dawood e pubblicato nell’agosto 2006 su “Obstetrics & Gynecology”) cita una cifra importante: si sostiene, infatti, che tale malessere interessi il 50% delle donne in misura più o meno gravosa.

Nella ricerca si rileva anche la causa del dolore: «In fase di dismenorrea l’utero è indotto a contrarsi frequentemente con aumento del tono basale e della pressione attiva. L’iper contrattilità uterina, il ridotto flusso sanguigno all’utero e l’aumentata ipersensibilità ai nervi periferici sono quindi la causa del dolore».

Aiuti naturali contro i disturbi del ciclo mestruale

Abbiamo citato l’ipofisi come arbitro del ciclo mestruale, dunque l’ipermenorrea, infine la dismenorrea. Per tutte queste problematiche l’agno casto (Vitex agnus-castus), o meglio i suoi frutti,  può essere di conforto.

Grazie alla forte azione anti-estrogena e antispasmodica, essi regolarizzano l’attività progestinica stimolando l’ipofisi nella produzione dell’ormone gonadotropo LH, regolatore delle gonadi.

In particolare, l’agno casto «trova indicazione nelle emorragie provocate da insufficienza del corpo luteo, nelle menorragie e metrorragie, nella sindrome premestruale dovuta a iperfollicolinismo» (E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano 2012).

Dr. Matteo Menetti Cobellini

Giornalista professionista

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