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Estratti di sapere naturale

Glossario Dr. Giorgini

Uno spazio aperto a tutti, consumatori e “addetti ai lavori”, per chiarire i termini e i concetti chiave che rendono l’azienda Dr. Giorgini unica nel panorama dell’integrazione alimentare naturale.

QUESTO GLOSSARIO SI RIEMPIRÀ PROGRESSIVAMENTE DI PAROLE, TERMINI TECNICI E APPROFONDIMENTI SU PIANTE E NUTRITIVI SPECIFICI.

Elenco Voci

ABCDEFGHIJKLM

NOPQRSTUVWXYZ

A

Antiossidanti

L’organismo di una persona sana è in grado di difendersi dalla presenza dei radicali liberi grazie a un sistema anti-radicali, detto sistema antiossidante, che fornisce ai radicali liberi gli elettroni di cui sono privi. È tuttavia importante che, nell’organismo, esista un equilibrio tra la produzione di radicali liberi e i livelli di sostanze di difesa antiossidante.

Gli antiossidanti sono quindi sostanze chimiche che, per evitare fenomeni ossidativi dannosi, possono agire secondo diversi meccanismi: prevenendo la formazione di radicali liberi, rimuovendo o inattivando quelli che si sono già formati, neutralizzando o riparando i danni provocati.

Molti antiossidanti vengono assunti con l’alimentazione. Frutta e verdura fresca possono garantire un apporto di polifenoli, bioflavonoidi, antocianine, vitamina C, E, beta-carotene, selenio, rame, glutatione, coenzima Q10, melatonina, acido urico ecc. tutte ad azione antiossidante. Ovviamente, per garantire un adeguato equilibrio, occorrerà seguire una dieta povera di grassi saturi e di grassi idrogenati, fonti di radicali liberi.

Vedi anche: Glutatione  Radicali liberi

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Artiglio del diavolo

L’artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) è un arbusto rampicante proveniente dall’Africa Sud Occidentale e diffuso in particolar modo in alcune zone della Namibia e del Madagascar. In fitoterapia si sfruttano le radici di questa pianta, il cui estratto può favorire il buon funzionamento e il benessere delle articolazioni.

Alcuni studi hanno infatti evidenziato l’utilità dell’artiglio del diavolo «nel trattamento del dolore articolare…» (F. Capasso, G. Grandolini, R. Pescitelli, La fitoterapia in uno sguardo, Milano 2009).

Il nome comune della pianta è probabilmente dovuto all’aspetto dei frutti, dotati di estremità appuntite, simili ad artigli, nei quali restano a volte impigliati piccoli animali selvatici.

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B

Bromelina

Bromelina è un termine collettivo che identifica un insieme di enzimi digestivi a prevalente attività proteolitica (cioè in grado di digerire le proteine in aminoacidi liberi), estratti dai frutti, dalle foglie, dal fusto e dal gambo dell’ananas (Ananas sativus).

Da oltre 50 anni, si è scoperto che gli enzimi digestivi, assunti per via orale a stomaco vuoto, vengono assorbiti intatti nel circolo sanguigno! Qui idrolizzano (digeriscono) proteine e altre parti alimentari non digerite che sono entrate in circolo, come antigeni alimentari, a causa dell’aumentata permeabilità intestinale. Questi antigeni, se non vengono digeriti dagli enzimi, innescano la risposta del sistema immunitario e quindi le allergie, le intolleranze alimentari e le malattie autoimmuni.

La bromelina viene usata in campo terapeutico dal 1957 e da allora sono stati effettuati innumerevoli studi sui suoi effetti che hanno permesso di dimostrare le sue proprietà digestive, antinfiammatorie, anti-trombotiche, antibatteriche, antinfettive.

PROPRIETÀ DIGESTIVE

Può sostituire sia la pepsina (enzima proteolitico del succo gastrico) che la tripsina (enzima proteolitico prodotto dal pancreas) e, grazie all’ampio spettro di pH in cui resta attiva, può digerire le proteine sia nello stomaco che nell’intestino tenue. Ha dimostrato la sua efficacia nel trattare l’insufficienza pancreatica.

PROPRIETÀ ANTINFIAMMATORIE

La fibrina [1] forma una matrice che isola la zona dell’infiammazione ostruendo la circolazione e ostacolando il drenaggio dei tessuti, portando quindi all’edema. La bromelina attiva la fibrinolisi, provocando la digestione della fibrina e prevenendo la stasi venosa (causata dai coaguli di fibrina e dall’edema locale). Una diminuita capacità di distruggere la fibrina indurisce la pelle dandole l’aspetto a “buccia d’arancia” (a causa di fibrina e grassi).

La capacità della bromelina di ridurre le infiammazioni è stata provata da decine di test clinici e vari modelli sperimentali. Anche malattie infiammatorie, come artrite e cellulite, rispondono bene alla somministrazione di bromelina.

La capacità della bromelina di ridurre l’edema, le ecchimosi, il dolore conseguente (anche post interventi chirurgici), è stata dimostrata clinicamente. La bromelina è impiegata in tutti i tipi di infortuni sportivi: contusioni, stiramenti muscolari e strappi dei legamenti, migliorano in poco tempo.

PROPRIETÀ ANTI-TROMBOTICHE

Gli enzimi proteolitici (bromelina, papaina, proteasi), attaccano direttamente i trombi aprendo i vasi ostruiti e, ristabilendo la circolazione sanguigna, prevengono trombo-flebiti, infarto del miocardio, embolia polmonare, ictus. Ristabilendo il flusso normale, il dolore e l’edema sono ridotti più rapidamente, il processo fisiologico di riparazione è accelerato. È stato dimostrato che la bromelina è efficace nei casi di: trombo-flebite acuta, trombosi delle vene profonde, ecchimosi, edema.

PROPRIETÀ ANTIBATTERICHE E ANTINFETTIVE

«La bromelina ha curato con successo una varietà di infezioni quali polmonite, ascesso peri-rettale, infezioni cutanee da stafilococco, pielonefrite e bronchite» (Joseph E. Pizzorno jr., Michael T. Murray, Trattato di Medicina Naturale, Red Edizioni).

Vedi anche: Enzimi

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1. La fibrina è una proteina coinvolta nella coagulazione del sangue per formare una “maglia” sopra le ferite (assieme alle piastrine). La fibrina si forma anche durante le infiammazioni, collocandosi nella zona esterna del focolaio infiammatorio e nel lume dei capillari e delle venule. Grazie all’azione coagulante blocca l’agente infiammatorio isolando la zona dell’infiammazione, ma ostruisce la circolazione e ostacola il drenaggio dei tessuti, portando quindi all’edema.

 

C

D

Decotto

Il decotto è un preparato fitoterapico dove il solvente è sempre rappresentato dall’acqua e consiste nel fare bollire le piante medicinali per circa venti minuti, sempre in un piccolo contenitore coperto. Il decotto quindi riposa dopo l’ebollizione, poi viene filtrato e bevuto. Per la preparazione, solitamente, vengono utilizzate le parti più dure e legnose della droga (rami, bacche, corteccia, radici).

Vedi anche: Infuso  Tisana  Tintura madre  Estratto integrale 

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Depurazione

La depurazione è il risultato dell’unione di due fasi distinte: drenaggio e detossificazione (o disintossicazione).

Vedi anche: Drenaggio  Detossificazione

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Detossificazione

La detossificazione o disintossicazione, è l’insieme di quei meccanismi con cui l’organismo riesce a eliminare o a rendere innocui i composti tossici che si formano o che penetrano in esso durante le fasi del metabolismo stesso. Il principale organo preposto a questa attività (neutralizzazione delle tossine) è il fegato che filtra il sangue per rimuovere le tossine più estese (attraverso il sistema reticolo-endoteliale); smembra le sostanze chimiche indesiderate; sintetizza e secerne la bile ricca di colesterolo e  di altre tossine liposolubili [da eliminare].

Tale processo avviene in due fasi, la I e la II*. La prima neutralizza direttamente la tossina, o modifica la sostanza chimica tossica per formare intermedi attivati che saranno a loro volta neutralizzati da uno o più sistemi enzimatici di fase II. Solo dopo una corretta detossificazione di fase I e II sarà possibile depurare l’organismo in modo efficace; in caso contrario le sostanze tossiche si possono accumulare, rendendo poco efficace qualsiasi azione di depurazione. Le tossine provengono da: processi metabolici, scorretta alimentazione, inquinamento atmosferico, stress ambientale e dalle pareti cellulari dei batteri che sono assorbite dall’intestino (dette endotossine).

Vedi anche: Drenaggio  Detossificazione Endotossine

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Drenaggio

Il drenaggio è una tecnica terapeutica che permette l’eliminazione delle tossine attraverso quelli che vengono considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle e polmoni. È convinzione recente che per “drenare” l’organismo sia sufficiente eliminare i liquidi in eccesso bevendo molta acqua e, quindi, con molta urina. Il risultato finale di un buon drenaggio consiste sicuramente in un aumento della diuresi, ma anche in un aumento delle secrezioni biliari, del transito intestinale, della secrezione delle ghiandole sudoripare e nella regolazione della secrezione sebacea.

Se il drenaggio è effettuato correttamente si avvertirà allora una sensazione di benessere accompagnata da una diminuzione del senso di fatica. Quando si parla di drenaggio, spesso non si considera il ruolo fondamentale del sistema linfatico. La doppia circolazione sanguigna e linfatica permette ai liquidi tissutali extra-cellulari di rinnovarsi: è, infatti, il sistema linfatico che si occupa di raccogliere i residui metabolici, le sostanze proteiche in eccesso ecc., dagli spazi tissutali extracellulari per riportarli al sistema venoso e quindi al fegato per la disintossicazione.

Vedi anche: Depurazione  Detossificazione

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Droga vegetale

Con il termine “droga vegetale” in fitoterapia si fa riferimento alla parte della pianta – sia essa la corteccia, la radice, i fiori o le foglie – che si utilizza per l’estrazione del fitocomplesso o dei principi attivi. Per esempio, se della cicoria si utilizzano le foglie da mangiare in insalata, la droga sarà rappresentata dalle radici. Dalla questa parte si estrarrà, appunto, il fitocomplesso.

Vedi anche: Fitocomplesso

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E

Endotossine

Le endotossine si riversano nel sangue quando la loro quantità assorbita è eccessiva o il fegato, funzionando in modo inadeguato, non è in grado di filtrarle.

Se le endotossine riescono a raggiungere il circolo ematico, si attiva il sistema del complemento. Questo ha il ruolo di aggravare i processi infiammatori. La sua attivazione è responsabile di gran parte delle infiammazioni e di danni alle cellule che si verificano in molte malattie tra cui: gotta, artrite e psoriasi. Queste condizioni possono essere affrontate anche con alcune piante, come la salsapariglia che esercita un’azione legante sulle endotossine in circolo.

Vedi anche: Drenaggio  Detossificazione

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Enzimi

Gli enzimi hanno questo nome perché individuati per la prima volta nei lieviti (in greco “en zýmō”). Inoltre controllano praticamente tutti i processi chimici che avvengono negli organismi viventi. Il nome comune degli enzimi si ottiene spesso aggiungendo il suffisso –asi al nome del substrato su cui operano (per esempio ureasi, arginasi). Altre volte invece portano nomi “di fantasia” (per esempio chimotripsina, papaina, catalasi).

Nell’accelerare una reazione chimica, gli enzimi non si consumano né entrano nei prodotti finali della reazione. Molti di questi sono capaci di agire solo su un determinato tipo di substrato (ovvero i reagenti delle reazioni enzimatiche che si legano a una piccola regione degli enzimi detta “sito attivo”), specifico per ognuno di essi. La catalasi procede attraverso la formazione di complessi tra l’enzima e i reagenti.

L’enzima abbassa l’energia di attivazione di una reazione e porta al medesimo risultato finale in modo più semplice, più velocemente ed energicamente, attraverso una serie di passaggi intermedi diversi da quelli di una reazione non catalizzata dall’enzima. La maggior parte degli enzimi è prodotta in piccole quantità e catalizza reazioni che avvengono all’interno delle cellule.

Gli enzimi digestivi, invece, vengono secreti in quantità relativamente grandi e agiscono al di fuori delle cellule, nel lume del tubo digerente. Insomma, gli enzimi sono importanti per l’organismo umano poiché rendono assimilabili gli alimenti, velocizzandone e migliorandone il processo di assorbimento. Inoltre, contrariamente a quello che si può pensare, gli enzimi digestivi entrano nel circolo sanguigno, dove svolgono attività antinfiammatorie, trombolitiche e fibrinolitiche ripristinando la circolazione delle arterie colpite da ostruzioni croniche.

«Le malattie e le condizioni in cui è stata documentata l’efficacia clinica degli enzimi digestivi (inclusi bromelina e papaina) sono numerose: angina; difficoltà digestive; artrosi; insufficienza pancreatica; infortuni sportivi; ernia discale; fitobezoar; bronchite; polmonite; ustioni; sclerodermia; cellulite; sinusite; dismenorrea; infezioni da Stafilococco; ecchimosi; traumi chirurgici; edema; tromboflebite» (Joseph E. Pizzorno jr., Michael T. Murray, Trattato di medicina naturale, II, Novara 2001).

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Estratto integrale

L’estratto integrale è l’unica preparazione fitoterapica che contiene l’intero fitocomplesso della pianta (cioè tutti i principi attivi e nutritivi contenuti in una pianta). Non si tratta di una semplice macerazione, ma di un’estrazione dinamica eseguita sottovuoto e a temperatura ambiente per mantenere intatti tutti i principi attivi. Il rapporto di estrazione può variare da 1:1 a 1:10 a seconda delle caratteristiche della pianta.

L’estratto integrale è una peculiarità dell’Azienda Dr. Giorgini: questi estratti concentrati sono la conclusione di un processo molto complesso che consiste in tre fasi estrattive consecutive (solitamente viene fatta una sola estrazione, quella idroalcolica), al fine di estrarre tutto ciò che si può ottenere dalla pianta.

Si tratta quindi di estratti vegetali liquidi molto concentrati. Infatti possono presentare al loro interno resine o oli essenziali in superficie o residui sul fondo del flacone. Quindi, non si effettuano semplici macerazioni in acqua e alcol come per le tinture madri, che sono limpide e trasparenti, ma si realizzano estratti integrali contenenti l’intero fitocomplesso della pianta direttamente biodisponibile.

Vedi anche: Fitocomplesso  Principio attivo  Tintura madre

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Estratto vegetale

L’estratto vegetale è un preparato concentrato contenente i principi attivi presenti nella pianta. Generalmente, essi possono essere liquidi o secchi (ridotti in polvere per la produzione di pastiglie). Il metodo maggiormente diffuso per ottenere l’estratto vegetale è quella della “macerazione”: la droga viene fatta macerare o in acqua (estratto vegetale acquoso) o in alcol (estratto vegetale alcolico) oppure in una miscela di acqua e alcol (estratto vegetale idroalcolico, le famose tinture madri). La scelta del solvente determina il tipo di sostanze che si vogliono estrarre.

Vedi anche: Estratto integrale  Fitocomplesso  Principio attivo

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F

Felinanina

La Fenilanina è un aminoacido essenziale, proteico e anabolizzante. È necessaria per la produzione di insulina, delle proteine fibrose (collagene, elastina) che si trovano nella pelle e nel connettivo e vari enzimi.

La Fenilanina è precursore di alcuni neurotrasmettitori (L-dopa, dopamina, noradrenalina, adrenalina) che trasferiscono i messaggi, attraverso le cellule nervose, a tutto il corpo, detti catecolamine. Quando vengono rilasciate dalle cellule nervose vi è prontezza e risveglio mentale, un’inclinazione positiva dell’umore, soprattutto, una risposta allo stress. Ci sono delle cause fisiche dello stress, ma anche rabbia, paura, frustrazione, eccitamento, sono tutti portatori di stress! Per reagire allo stress il corpo produce adrenalina, per mantenere la stabilità della struttura del corpo (omeostasi): le onde cerebrali cambiano e il sangue fluisce ai muscoli (è l’azione del sistema nervoso simpatico). Se questa risposta dura a lungo i nutrimenti necessari per la produzione dell’adrenalina verranno meno (vitamina B6, C, Magnesio, Fosforo, Rame e SAMe). Lo stress allora causerà: la demolizione delle proteine dei muscoli per prendere gli aminoacidi che necessitano; il Sodio viene trattenuto ed eliminato il Potassio; la produzione di proteine nel fegato rallenta; le funzioni renali e immunitarie danneggiate, causando affaticamento e malattie…

La Fenilanina inibisce gli enzimi che demoliscono le endorfine e le encefaline, sostanze morfino-simili che prolungano e intensificano la risposta anti-dolorifica del corpo, lasciando intatti i meccanismi di difesa. Chi soffre di dolori cronici ha bassi livelli di endorfine nel sangue e nel liquido cerebro-spinale (lombaggini, artrosi, artrite reumatoide, mal di schiena, emicrania, nevralgie, dolori post-operatori ecc.). La Fenilanina è un anti-dolorifico naturale. Essa è anche precursore dell’aminoacido tirosina che, a sua volta, è precursore della Tiroxina (l’ormone della tiroide) che aumenta il metabolismo e smuove i depositi di grasso (dimagrante).

La Fenilanina stimola l’intestino a produrre un ormone, la colecistochinina, che comunica al cervello l’appetito. Dunque Fenilanina e Tirosina sono aminoacidi benefici per chi vuol dimagrire.

La Fenilanina è controindicata nel caso di fenilchetonuria. Questa malattia è causata dalla mancanza dell’enzima che trasforma la Fenilanina in Tirosina (fenilalanina idrossilasi) Questa malattia comporta, contemporaneamente, nel sangue un accumulo di Fenilanina e una carenza di Tirosina (e quindi di catecolamine), le persone che soffrono di fenilchetonuria devono evitare la Fenilanina, ma dovrebbero integrare la loro alimentazione con l’aminoacido Tirosina

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Fermentazione

La fermentazione è un processo che si sviluppa nell’intestino tenue. Deriva dall’eccesiva crescita di batteri “cattivi” che risalgono dall’intestino crasso nell’intestino tenue, di solito a causa di una carenza o mancanza di batteri “buoni” (e scarsa produzione di acido cloridrico nello stomaco). La fermentazione può portare alla degradazione degli enzimi digestivi causando mal digestione, malassorbimento dei nutrimenti, eccessiva permeabilità intestinale, produzione di nitrosamine cancerogene, intolleranza al lattosio ecc. Si riconosce solitamente da meteorismo, flatulenza o diarrea entro un’ora dopo i pasti.

Vedi: Probiotici  Putrefazione

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Fermenti lattici
Fitocomplesso

Il fitocomplesso è l’insieme di tutte le sostanze contenute nella droga vegetale. Per essere più precisi, esso è l’unità chimico-biologica che raccoglie la sostanza attiva principale, le sostanze attive complementari, le sostanze non attive complementari, indifferenti e indesiderate, nonché le sostanze di sostegno vegetali. In pratica, il fitocomplesso contiene alcune sostanze con proprietà medicamentose e altre meno, tuttavia tutte indispensabili per garantire la completezza dell’azione terapeutica della droga.

Vedi anche: Droga vegetale  Principio attivo

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G

Glicerina

Innanzitutto bisogna sapere che la glicerina svolge un ruolo fondamentale nei vari processi metabolici della maggior parte degli organismi viventi. Il corpo umano ne contiene in ogni momento circa l’1% in peso e viene sintetizzata direttamente dall’organismo stesso se non viene assunta con l’alimentazione. Ne introduciamo considerevoli quantità ogni giorno nel nostro organismo senza saperlo e viene utilizzata sia come fonte di energia che per la biosintesi di altri composti essenziali.

L’olio di oliva e tutti gli oli di semi ad esempio, sono costituiti da trigliceridi: si tratta cioè di tre acidi grassi legati alla glicerina (vedi figura).

La glicerina nel nostro organismo è necessaria per la normale struttura di tutte le membrane cellulari. Tutte le cellule sono racchiuse da una membrana composta da acidi grassi insaturi (essenziali) che formano dei fosfolipidi. Questi differiscono dai trigliceridi poiché invece di avere tre acidi grassi legati alla glicerina ne hanno solo due, perché al posto di un acido grasso c’è una molecola di fosfato legato, a sua volta, a una molecola (R) di colina o serina o etanolamina o inositolo (contenuti nella lecitina), che formano, rispettivamente i vari fosfo-lipidi: fosfatidil-colina, fosfatidil-serina, fosfatidil-etanolamina e fosfatidil-inositolo.

 

R = colina, serina, etanolammina e inositolo

I fosfolipidi partecipano: alla funzione cognitiva; al metabolismo del colesterolo; alla regolare funzionalità dell’apparato cardio-vascolare; alla salute mentale e alla memoria.

La glicerina, che non è uno zucchero e non alza la glicemia, può essere convertita in glucosio tramite il piruvato per la produzione di energia (ATP) a livello mitocondriale.

Inoltre, la glicerina ha dimostrato di migliorare l’idratazione corporea, di aumentare il volume ematico, di migliorare la durata di una prestazione fisica, di migliorare l’efficienza della sudorazione, di ridurre la frequenza cardiaca durante l’allenamento a temperature elevate e di ridurre la temperatura cutanea, tant’è che viene aggiunta anche in bevande per sportivi.

La disidratazione si traduce in una riduzione del plasma sanguigno, che lascia meno sangue per trasportare nutrienti vitali e ossigeno alle cellule muscolari. Di conseguenza, ci si stancherà prima e si impiegherà più tempo a riprendersi dall’allenamento. La glicerina è un composto idroscopico che si trova naturalmente in ogni cellula del corpo. Può viaggiare dentro e fuori dalle cellule, fornendo acqua dove è necessario. Si ricorda che la cellula quando è idratata attiva le reazioni anaboliche (produzione o biosintesi delle molecole organiche), mentre quando è disidratata attiva le reazioni cataboliche (distruzione o demolizione delle molecole organiche).

Dal punto di vista produttivo, la glicerina, offre il vantaggio di solubilizzare sia sostanze idro-solubili, sia lipo-solubili. Inoltre ha un effetto batteriostatico che impedisce la fermentazione della soluzione. Per questa ragione e per tutti i motivi elencati sopra il Dr. Giorgini, oltre 40 anni fa, ha scelto di utilizzare la glicerina nella preparazione di estratti liquidi che si possono quindi conservare senza l’utilizzo di conservanti artificiali e senza bisogno di aggiungere l’alcool e si conservano fuori dal frigorifero anche dopo l’apertura.

Si ricorda che l’alcool è considerato una sostanza tossica per tutte le cellule dell’organismo e, oltre a danneggiare il fegato e il cervello, inibisce anche l’assorbimento delle vitamine e, secondo la normativa, non può essere assunto dai bambini e dalle donne in gravidanza.

La glicerina invece ha delle proprietà terapeutiche riconosciute:

«GLICERINA. Prop. Ter. – all’interno usata come colagogo, nella litiasi biliari e nelle coliche epatiche anche a titolo preventivo; come edulcorante, nel diabete, in cui impedisce anche la fermentazione intestinali ed attenua la glicosuria. Fu usata anche contro la trichinosi, nonché nella dissenteria, emorroidi interne, acne, gastro-enteriti con pirosi, flatulenza ecc. l’azione irritante locale veniva in passato attribuita alla presenza di impurezze (cloruri metallici, acido formico, acroleina), non per la glicerina perfettamente pura e neutra.» (AA. VV. Medicamenta, VI edizione, Cooperativa Farmaceutica, Milano)

Nei prodotti Dr. Gioorgini si utilizza la glicerina vegetale bidistillata.

Vedi anche: Estratto integrale  Fermentazione

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Glutatione

Il glutatione è un tri-peptide, cioè composto da tre aminoacidi (acido glutamico – cisteina – glicina) ed è prodotto dal fegato. È presente in tutte le forme di vita ed è essenziale per il mantenimento della salute. È sia il più potente detossificante che il più potente antiossidante.

L’eliminazione di droghe, di sostanze tossiche liposolubili, in particolar modo di metalli pesanti come mercurio e piombo, dipende dalla quantità di glutatione disponibile.

Il glutatione si lega agli xenobiotici, alle aflatossine e alle genotossine cancerogene e le elimina dal corpo. Il glutatione come antiossidante reagisce direttamente con l’ossigeno molecolare ridotto, con i radicali idrossilici e i radicali perossidi.

Il glutatione rigenera la vitamina C e con questa rigenera la vitamina E: c’è collaborazione fra antiossidanti!

Si può instaurare una carenza di glutatione oltre che da carenze delle sostanze nutritive necessarie alla sua produzione, anche da un eccesso di tossine e di stress ossidativo. Il fumo stesso consuma glutatione, sia a causa dei radicali liberi, sia per la detossificazione della nicotina.

Alcune malattie mettono in crisi la produzione del glutatione, perché ne richiedono grandi quantità come antiossidante e come detossificante (cataratta, cirrosi epatica ecc.). La carenza di glutatione attiva i fattori di trascrizione, la produzione di interleuchina 1, del fattore di necrosi tumorale ed è causa di immunodeficienza.

Il glutatione, inoltre, produce effetti benefici per:

  • riparazione delle cellule intestinali
  • motilità dello sperma
  • infertilità maschile
  • sordità prodotta dal rumore
  • aterosclerosi
  • diabete
  • disordini polmonari
  • alcune forme di cancro

Può avere anche un’azione antivirale.

Il glutatione è considerata una sostanza nutritiva antinvecchiamento, in quanto agisce (nel fegato) come uno svelante e antiossidante, in quanto neutralizza i radicali liberi, protegge dai raggi X e dalle radiazioni e accelera la respirazione del cervello.

Il glutatione si trova nella frutta e nella verdura fresche, nel pesce e nella carne, viene assorbito bene dall’intestino senza essere intaccato dagli enzimi digestivi.

Il Cardo mariano (Silybum marianum) aumenta i livelli di glutatione nel fegato.

Bibliografia:

  • Joseph E. Pizzorno jr., Michael T. Murray, Trattato di Medicina Naturale, Red Edizioni.
  • Physicans’ Desk Reference, PDR, Integratori Nutrizionali, CEC Editore.
  • Robert Erdmann, Amino Revolution, Ed. Simon and Schuster.
Vedi anche: Antiossidanti  Radicali liberi

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H

I

Indice glicemico

L’indice glicemico è stato inventato da David Jenkins nel 1981 per misurare l’aumento della glicemia dopo l’assunzione di determinati cibi. Il valore di 100 fu stabilito dall’aumento della glicemia dopo aver assunto glucosio, l’indice glicemico dei vari alimenti varia molto, come si può vedere dalla tabella. Il rialzo dei livelli di insulina in risposta ai cibi contenenti carboidrati è simile all’aumento della glicemia. L’indice glicemico dei vari alimenti è utile per le scelte dietetiche e se si vogliono evitare cibi con elevati valori di indice glicemico (diabetici) o troppo bassi (ipoglicemici). Ovviamente l’indice glicemico non è il solo parametro da considerare nella scelta di un cibo!

Il fieno greco (Trigonella foenum graecum) con prove sperimentali ha dimostrato la diminuzione della glicemia post-prandiale.

Vedi anche: Glicerina

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Infuso

L’infuso è un prodotto fitoterapico che si prepara versando dell’acqua bollente sul rimedio prescelto, in un recipiente con chiusura per evitare la perdita di oli volatili. In generale, le erbe vengono fatte riposare (infusione) per circa un quarto d’ora, dopodiché si filtra e si beve subito il liquido; la dose media per infuso è di 1-3 cucchiaini da tè per una tazza di acqua.

Vedi anche: Decotto  Tisana  Tintura madre  Estratto integrale

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J

K

L

Lassativi

Il metodo purgativo, che comprende la terapia del clistere, è uno degli otto metodi di fitoterapia universali. «Purgare, dare una purga. Dal latino purgāre, da pūrus “puro”. Purificare. Liberare da impurità, da scorie o sudiciume. Lassativo, è un purgante ad azione blanda. Dal latino laxāre, da lăxus “allentato”»[1].

La differenza tra lassativo e purgante è anche una questione di quantità nella dose. L’Aloe, ad esempio, in piccole dosi di 0,02 – 0,03 (20 – 30 mg) non lassative è uno stimolante dello stomaco e perciò è aperitivo e digestivo, indicato nell’atonia gastrica. In dose di 0,1 – 0,2 g agisce come purgativo di azione lenta e che non determina abitudine, raccomandato nella stitichezza abituale.

L’Aloe appartiene al gruppo delle erbe lassativo-purgative dette “antrachinoniche”, dal nome dei loro caratteristici principi attivi (antrachinoni), insieme a Senna, Rabarbaro, Cascara e Frangula. Queste piante agiscono stimolando la produzione e il rilascio della bile (azione coleretica e colagoga) e aumentano la produzione di muco. Contemporaneamente diminuiscono il riassorbimento dell’acqua, del sodio e del cloro e aumentano della secrezione di potassio a livello della mucosa intestinale. L’aumento di volume conseguente del contenuto intestinale determina un aumento della pressione contro la parete intestinale, che stimola la peristalsi.

I principi attivi delle erbe antrachinoniche diventano purgativi solo dopo che la flora batterica intestinale li ha idrolizzati per rimuoverne lo zucchero. Le sostanze che si ottengono non vengono assorbite, ma agiscono nel lume intestinale, stimolando anche il rilascio di alcune sostanze (serotonina, ossido di azoto, prostaglandine anti-infiammatorie) attive sulla muscolatura liscia intestinale e sulla secrezione nel lume. L’effetto lassativo-purgativo si manifesta dopo 8-12 ore dalla somministrazione orale. C’è un consumo di potassio (come anche con il sudore!) che, tuttavia, è un elemento molto diffuso nelle verdure. C’è un test curioso che permette di sapere se c’è una carenza di potassio: l’anello non esce dal dito al mattino!

Le piante antrachinoniche non sono adatte durante l’allattamento (rendono lassativo il latte), nel periodo mestruale, in presenza di metriti e coliti. Inoltre, «provocano la pseudo-melanosi reversibile [in 10-15 giorni] del colon [colorazione che si vede con la colonscopia] che non provoca alterazioni della mucosa, né danno cellulare»[2]. A parte queste attenzioni, spesso enfatizzate dagli Autori moderni, le piante antrachinoniche a piccole dosi, inferiori a quelle lassative, hanno delle proprietà straordinarie. Ad esempio, «possono essere utilizzate per prevenire la formazione e, in caso di attacco acuto, per ridurre le dimensioni dei calcoli [renali]»[3].

«L’aloe-emodina esercita, anche a piccole dosi, inibizione dell’Helicobacter pylori e contro lo Staphylococcus aureus ed è direttamente viricida [uccide virus] verso Herpex simplex virus di tipo 1 e 2, Varicella-zoster virus, Pseudorabies virus e Influenza virus… l’aloe-emodina risulta anche avere effetti anti-neoplastici. L’uso nella medicina indiana, infatti, include anche il tumore allo stomaco, oltre a costipazione, coliche, malattie della pelle, amenorrea, infestazioni di vermi e infezioni… le sostanze acemannano e aloctina A hanno effetti anti-neoplastici e immuno-stimolanti in grado di provocare una netta dimensione della proliferazione delle cellule cancerose… uno studio pubblicato recentemente[4] ha testato, in vitro, le potenziali proprietà anti-cancro e gli effetti di modulazione di alcuni principi attivi su attività enzimatiche anti-ossidanti (antrachinoni: aloesina, aloe-emodina e barbaloina; glicoproteine; octapeptide)… l’immunologo e oncologo Maurizio Grandi consiglia di utilizzare il succo totale[5] di Aloe a dosi gradualmente crescenti, in modo da controllare al massimo l’effetto lassativo, fino a circa 2-3 cucchiai al giorni…»[6].

Inoltre, tutte le piante antrachinoniche regolano la funzione delle ghiandole intestinali che producono gli enzimi necessari per digerire e i disaccaridi (lattosi, maltosi, saccarosi, isomaltosi…) ed eliminano eventuali vermi parassiti intestinali. Infine, usate come collutorio o gargarismi risultano anti-infiammatorie.

[1] Zingarelli, Dizionario della lingua italiana, Zanichelli.

[2] E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano 2012.

[3] J. E. Pizzorno Jr, M. T. Murray, Trattato di medicina naturale, II, Novara 2001.

[4] S. Rondini, E. Ovidi et alii, Estratti da foglie di Aloe arborescens testati su cellule di mieloma murino, aspetti ultrastrutturali e citologici, «Acta Phytotherapeutica», III (3), 2000, pp. 122-128.

[5] L’estratto totale o integrale di Aloe è composta dal gel chiaro e dalla linfa gialla (purgativa).

[6] E. Campanini, Op. cit.

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Lisina

La Lisina è un aminoacido essenziale contenuto (come la Metionina) nelle verdure, nei semi, noci e cereali in quantità bassissime ed è mancante nel mais e nel frumento (eccetto il germe).

La Lisina è di importanza vitale nella produzione di tutte le proteine del corpo. Perciò è necessaria per la crescita e per lo sviluppo delle ossa nei bambini. È necessaria: per la produzione di pelle, cartilagine, ossa, collagene; per la produzione di anticorpi, ormoni, enzimi; per la produzione dei tessuti (fantastica l’efficacia della sua integrazione nel caso di strappi muscolari), per mantenere l’equilibrio dell’azoto negli adulti, per costruire le proteine del muscolo; per trasportare il calcio attraverso le pareti dell’intestino (utile, infatti, in caso di osteoporosi o fratture ossee); per migliorare la conservazione renale del calcio; per la formazione del collagene; per i ricoverati da operazioni chirurgiche; per abbassare i trigliceridi del sangue; per la produzione di energia dai grassi!

La carenza di Lisina causa: invecchiamento (soprattutto nei maschi), un abbassamento di energia, incapacità di concentrazione, irritabilità, perdita dei capelli, anemia, ritardo della crescita, disturbi riproduttivi, nausea, vertigini, capogiri.

I testi hanno dimostrato che la Lisina sopprime il virus dell’Herpes in più del 90% dei casi! La Lisina è conosciuta soprattutto per questa azione.

Le infezioni da Herpes sono di due tipi: Herpes simplex I, che colpisce la bocca, con “febbri” e vesciche grandi; e Herpes simplex II, che colpisce i genitali allo stesso modo, ma con più dolore. Entrambi i virus Herpes vivono nelle cellule nervose, perché una volta infettati rimane per sempre e rimane latente fino a che ci sono le condizioni adatte (ad esempio, stress) per svilupparsi.

Allora il virus si insinua nel DNA e obbliga la cellula a riprodurlo, a moltiplicarlo (perché, come tutti i virus, può moltiplicarsi solo in questo modo, a differenza dei batteri), poi si espande dai nervi alla pelle dove causa delle eruzioni altamente infette (che possono infettare il partner).

Il fattore scatenante può essere un periodo di stress intenso. Lo stress consuma alcune sostanze nutritive (vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi insaturi) che sono necessarie anche al sistema immunitario.

Tuttavia, la Lisina è un anti-herpes efficace perché inibisce la crescita del virus! Come si comincia ad assumere Lisina, le vescicole spariscono rapidamente e non se ne formano di nuove.

Poiché l’herpes, come si è detto, permane latente, è bene assumere ogni tanto Lisina in modo preventivo, soprattutto quando ci si sente sotto stress in modo intenso e continuo.

Va ricordato che Lisina è un aminoacido basico che combatte l’acidità del sangue.

La Lisina è sia glucogenetica sia chetogenetica, cioè partecipa sia alla produzione di glucosio, sia a quella di glicogeno. Le persone anziane, specialmente gli uomini, hanno bisogno di Lisina più dei giovani.

Infine, la Lisina è precursore della carnitina (nel fegato, reni e cervello).

BIBLIOGRAFIA

E. Pizzorno Jr., M. T. Murray, Trattato di medicina naturale, I e II, Novara 2001
Mindell, La bibbia delle vitamine, Milano 1995
Erdmann, The Amino Revolution, New York 1987
S. Hendler e D. Rorvik, PDR Integratori nutrizionali, Milano 2005

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M

Macroelementi

I marcoelementi sono: Calcio, Fosforo, Potassio, Sodio, Cloro, Magnesio. Sono inclusi in questa categoria anche Carbonio, Idrogeno, Azoto, Ossigeno, Zolfo. Sono presenti nell’organismo in quantità elevate, dell’ordine di decine o centinaia di grammi. Molti, oltre alla funzione regolatrice, svolgono anche una funzione plastica rientrando nella costituzione delle ossa e dei tessuti molli.

Vedi anche: Microelementi   Sali minerali

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Magnesio

Il magnesio è un macroelemento non disponibile in natura allo stato libero, ma che si trova sempre legato ad altri elementi.

Va smentita la comune credenza che il magnesio abbia effetti lassativi. Risulta lassativo-purgativo solo il Magnesio solfato (il famoso “sale inglese”, amaro e dal sapore sgradevole) e solo ad alte dosi: da 2/6 g al giorno come lassativo, fino a 50 g per avere un’azione purgante. Tutti gli altri sali di magnesio, nella quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute, non hanno alcun effetto lassativo o purgativo.

Esistono vari tipi di magnesio, che possono essere usati negli integratori. Di seguito sono illustrate alcune delle forme più diffuse.

MAGNESIO CARBONATO: antiacido e adsorbente; a contatto con l’acido cloridrico del succo gastrico reagisce formando magnesio cloruro e liberando anidride carbonica. La stessa reazione si può avere anche con altri acidi, ad esempio con l’acido citrico (l’acido del limone), in questo caso si formerà magnesio citrato e anidride carbonica. L’anidride carbonica è controindicata nel meteorismo e può gonfiare lo stomaco ostacolando l’attività del cuore e dei polmoni.

MAGNESIO CITRATO: si usa per integrare il magnesio nei muscoli e per fornire energia diretta attraverso il ciclo di Krebs.

MAGNESIO CLORURO: tipologia di magnesio inorganico che si utilizza soprattutto per integrare il magnesio a livello di ossa e muscoli, ma anche per contrastare la stanchezza fisica e mentale, per favorire la digestione (precursore dell’acido cloridrico), e come coadiuvante per sciogliere i calcoli ai reni.

MAGNESIO FOSFATO BIBASICO: si usa per osteoporosi, fratture e rachitismo.

MAGNESIO GLICEROFOSFATO: è la forma di magnesio che viene assorbita più rapidamente dalle cellule di:

  • sistema nervoso (per contrastare ansia, stress, tensione nervosa, insonnia);
  • cuore (in caso di aritmie, tachicardie, palpitazioni);
  • muscoli (per combattere la stanchezza cronica).

MAGNESIO GLUCONATO: sedativo e antispastico.

MAGNESIO IDROSSIDO (idrato): antiacido e adsorbente di gas.

MAGNESIO OSSIDO: con l’acido cloridrico dello stomaco si trasforma in cloruro, quindi consumando l’acido risulta utile come antiacido; l’ossido che arriva nell’intestino (non combinato con l’acido cloridrico dello stomaco), agisce da adsorbente dei gas (come il carbone) e quindi può essere utile nel meteorismo intestinale e nella flatulenza.

MAGNESIO PIDOLATO: legato all’acido pidolico, utile in caso di disidratazione e per combattere stanchezza e affaticamento.

MAGNESIO STEARATO: è legato all’acido stearico, un lipide vegetale, viene usato come eccipiente nelle pastiglie.

MAGNESIO TRISILICATO: anti-acido ad azione lenta, usato nell’ulcera e nell’iper-cloridria. Quando entra in contatto con l’acido cloridrico dello stomaco si forma magnesio cloruro e un gel siliceo che esplica una certa azione protettiva sulla mucosa gastrica. Ha un notevole potere adsorbente, (superiore all’argilla bianca – caolino) verso alcaloidi e tossine

Vedi anche: Macroelementi  Microelementi  Sali minerali

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Microelementi

I microelementi attualmente riconosciuti dal Ministero della Salute sono: Ferro, Zinco, Selenio, Manganese, Rame, Iodio, Molibdeno, Cobalto, Cromo, Fluoro. Sono presenti nell’organismo in tracce, svolgono principalmente funzione regolatrice, soprattutto come cofattori nelle reazioni enzimatiche.

A volte vengono anche designati come oligoelementi. Non esiste una linea netta di demarcazione tra macro e microelementi: si usa generalmente indicare come macroelementi quelli presenti nell’organismo in grammi e come microelementi quelli presenti nei tessuti in parti per milioni o in concentrazioni ancora più basse.

Vedi anche: Macroelementi  Sali minerali

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Metodo Alchemico® Spagyrico®

Il metodo Alchemico® Spagyrico® inventato dal Dr. Giorgini consiste nel considerare non solo tutti i principi utili contenuti nelle piante (ovvero il fitocomplesso), ma anche l’Energia di Vita che viene estratta attraverso questo metodo e resa disponibile all’interno dei prodotti Dr. Giorgini. Tale metodo consiste nell’effettuare tre estrazioni successive sulle stesse piante di partenza: i tre estratti vengono concentrati sottovuoto e a bassa temperatura, infine riuniti in uno
unico, che preserva integra l’Energia di Vita e tutti i principi attivi e nutritivi della pianta! Questo metodo si basa su saperi antichissimi, secondo i quali ogni sostanza – ogni pianta – ha un’essenza vitale profonda e caratterizzante. La presenza dell’Energia di Vita nei prodotti Dr. Giorgini determina la differenza sostanziale tra questi e gli altri prodotti naturali estratti con processi chimici che non tengono conto di questa forza universale!

Vedi anche: Spagyria

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N

NRV

Fino a qualche anno fa, l’RDA (Recommended Daily Allowance) indicava la quantità giornaliera raccomandata, ovvero il livello MINIMO di assunzione di sostanze nutritive essenziali ritenute adeguate per soddisfare le necessità nutrizionali di tutte le persone sane per la prevenzione delle carenze.

Oggi – per la precisione dal dicembre 2014 – l’RDA è stata sostituita dall’NRV (Nutrient Reference Values, valori nutritivi di riferimento) che, come desumibile, indica il quantitativo minimo di vitamine e sali minerali che una persona adulta e in buone condizioni di salute dovrebbe assumere giornalmente per mantenersi sana ed evitare deficit nutrizionali. È per questo che è possibile assumere quantitativi maggiori del 100% di NRV di vitamine e sali minerali: infatti, la quantità MASSIMA di vitamine e sali minerali da assumere giornalmente è definita dall’UL (Tolerable Upper Intake Level) che stabilisce il livello di apporto massimo tollerabile.

Sia gli NRV sia gli UL negli integratori sono stati stabiliti dal Ministero della Salute; questi dosaggi, peraltro, sono sicuri e non presentano alcun problema di tossicità o accumulo. D’altra parte, le posologie stabilite dal Ministero sono sempre inferiori al livello di apporto massimo tollerabile.

È bene ricordare che le cellule dell’organismo umano hanno bisogno, per svolgere appieno le loro funzioni, di vitamine e sali minerali; queste sono sì presenti negli alimenti di origine vegetale e animale, nondimeno non sono sempre facilmente assimilabili; peraltro, i metodi di conservazione degli alimenti, le cotture e le condizioni di allevamento, nonché l’alimentazione degli animali non permettono di stabilire l’apporto reale di vitamine e sali minerali che spesso è molto inferiore a quello che ci si aspetta. Anche per questo motivo, si ricorre a integratori alimentari, come supplementi nutrizionali che, in quanto tali, devono seguire le direttive del Ministero della Salute e quindi riportare sempre l’NRV.

Vedi anche: UL

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O

P

pH o concentrazione idrogenionica

L’acqua si dissocia secondo la reazione H2O H+OH la quale reversibile ma è totalmente spostata a sinistra, infatti gli ioni H+. OH- sono molto diluiti: 1.10-14. Essendo H+=OH- si ha H+= 10-7 ed è chiamato pH = 7 o neutro. Quando aumentano gli idrogeni H+ il pH è detto acido, quando prevalgono gli OH – il pH è detto alcalino. Il pH acido massimo è pH = 0, il pH alcalino massimo è pH = 14. Non si conoscono i pH delle diverse zone intracellulari, per quanto riguarda invece il pH dei liquidi organici sappiamo che il sangue ha un pH assai costante e che è leggermente alcalino pH = 7,3/7,5. Il succo pancreatico e quello biliare sono nettamente alcalini, pH = 8,6 circa, mentre l’urina e il sudore ha un pH attorno al 5, più acido il pH del succo gastrico, 1,5 circa. Per quanto riguarda il pH delle urine, se c’è un’infezione batterica e se si usa uva ursina (Asctostaphylos uva ursi) è bene alcalinizzare le urine. Il metodo più efficace è assumere citrato di potassio, di magnesio o di sodio. Per quanto riguarda il pH del sangue, vi è un “sistema-tampone” per evitare sbalzi eccessivi sia in un verso come nell’altro. I sistemi-tampone del sangue sono rappresentati dai binomi di: acido debole-sale di questo acido debole con una base forte (sodio, potassio). Ad esempio: acido carbonico (H2CO3) in coppia col bicarbonato di sodio o potassio (NaHCO3, KHCO3); i fosfati mono e bi-basici di sodio NaH2PO4-Na2HPO4; proteine – proteinati (HPr-NaPr). Se si prende come esempio il sistema acido carbonico-bicarbonato: in presenza di una base forte l’acido carbonico la neutralizza; in presenza di un acido forte il bicarbonato lo solidificherà liberando, al suo posto, un acido debole (l’acido carbonico). L’anidride carbonica che ne segue è legata a metalli alcalini (Na, K) sotto forma di bicarbonati, va sotto il nome di “riserva alcalina”. L’acido carbonico si forma nelle cellule come prodotto ultimo delle ossidazioni (di zuccheri, grassi e aminoacidi, per produrre energia nei mitocondri), in quanto l’anidride carbonica (CO2) e l’H2O, per mezzo di un enzima (carbonica-anidrasi), danno luogo ad acido carbonico (H2 CO3). L’acido carbonico può reagire con NaCl, cloruro di sodio (riserva alcalina) e acido cloridrico (HCl) per lo stomaco! Ecco perché il sale si aggiunge negli alimenti! L’acido carbonico può scambiare in H+ con un Na+ di vari sali minerali, come il fosfato di sodio bibasico (e anche il NaCl) presenti nel tubolo renale, spiegando il riassorbimento di Na+ e l’acidificazione dell’urina! Il fosforo come H2PO4, HPO4, PO4 è abbondantemente presente nei tessuti e i fosfati NaH2PO4- Na2HPO4 sono un importante sistema-tampone delle cellule e del sangue. Torna all’elenco

Principio attivo

All’interno del fitocomplesso, la sostanza attiva principale è il principio attivo che viene estratto, isolato, cristallizzato e, se possibile, riottenuto per sintesi, eventualmente potenziandolo. Il nostro organismo lo assumerà puro e a determinate dosi che produrranno azioni farmacologiche ben precise.

Tuttavia, in fitoterapia spesso non si usa il solo principio attivo, ma il fitocomplesso dal momento che in esso «ogni componente è legato all’altro in una struttura vitale» (E. Lazzarini e A. R. Lonardoni, Manuale pratico di fitoterapia, I, Roma 1985).

È la sinergia del fitocomplesso, cioè l’azione sinergica di tutti i componenti della pianta medicinale, a determinarne l’attività; singolarmente, infatti, i diversi principi attivi (soprattutto se di sintesi), risulterebbero insufficienti o comunque non in grado di fornire la stessa efficacia! Questa è infatti la peculiarità delle piante medicinali che soltanto attraverso l’integrità del loro fitocomplesso possono esercitare il massimo di attività terapeutica.

Vedi anche: Fitocomplesso  Droga vegetale

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Probiotici

I probiotici (parola che significa “per la vita”) sono batteri intestinali benefici per la salute. Nel nostro apparato gastro-intestinale proliferano almeno 500 specie diverse di microflora. I più importanti batteri salutari sono le specie dei generi Lactobacillus e Bifidobacterium. Questi microrganismi sono batteri, ma va subito detto che si tratta di batteri “buoni”. Sono buoni perché non ci danneggiano e, anzi, producono preziosi fattori per la salute e l’energia, tra cui anche alcune vitamine, aminoacidi e preziosi acidi grassi a catena corta (come ad esempio il butirrato).

Producendo acido lattico (da cui il nome fermenti lattici), inibiscono i batteri “cattivi” che non riescono a proliferare in ambiente acido. Inoltre, contrastando la crescita dei batteri tossici o patogeni, oltre che di virus, funghi, lieviti, protozoi e altri parassiti, aiutano il sistema immunitario. I probiotici, dunque, svolgono un ruolo di rilievo nella salute umana in generale. I probiotici, oltre che aiutare il funzionamento del sistema immunitario, intervengono positivamente sullo stato di nutrizione dell’ospite, sul metabolismo del colesterolo, sulla cancerogenesi, sul carico di tossine e sull’invecchiamento.

I probiotici sono indispensabili per contrastare la disbiosi intestinale, durante e dopo l’assunzione di antibiotici, nelle infezioni dell’apparato uro-genitale (compresa la candidosi) e nella prevenzione del cancro. Il dosaggio dei comuni integratori probiotici si basa sul numero di organismi vivi che contengono. È consigliato ingerire da 1 a 10 miliardi di cellule vitali di fermenti lattici. Dosaggi superiori possono provocare lievi disturbi gastro-intestinali (gas), mentre dosaggi più bassi possono non essere in grado di colonizzare l’intestino o di correggere una disbiosi.

Vedi anche: Fermentazione  Putrefazione

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Putrefazione

La putrefazione è un fenomeno che ha luogo nell’intestino crasso. Si tratta di una condizione degenerativa tipica dei Paesi occidentali, che deriva principalmente da una dieta ricca di grassi e carne e soprattutto povera di fibre alimentari (dette prebiotiche in quanto nutritive dei probiotici). Questo tipo di dieta porta ad un aumento di batteri putrefattivi che provocano decomposizioni putride del contenuto intestinale con conseguente disturbi addominali. Questa decomposizione produce sostanze tossiche (entero-tossine) che possono venire assorbite dall’intestino ed entrare nel circolo sanguigno (tossiemia), intossicando e danneggiando organi e apparati.

Vedi anche: Fermentazione  Probiotici

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Q

R

Radicali liberi

I radicali liberi sono frammenti di molecole a vita brevissima che hanno un elettrone in meno (spaiato, separato dall’altro con cui fa il paio), quindi estremamente instabili e reattivi. Per recuperare una stabilità, i radicali liberi sottraggono l’elettrone mancante alle membrane delle cellule circostanti, danneggiandole. Questo meccanismo dà origine a nuove molecole instabili, innescando una reazione a catena che, se non arrestata in tempo, provoca un danno alle strutture cellulari.

I radicali liberi possono sottrarre l’elettrone anche all’emoglobina dei globuli rossi, a cui sottraggono anche un atomo di ossigeno, provocando quindi una potente azione ossidante. Il processo di ossidazione determina la degenerazione dei tessuti e degli organi, nonché favorisce lo sviluppo di malattie e accelera il processo di invecchiamento. Ma come si formano i radicali liberi? Questi si sviluppano nel nostro organismo sia come prodotto di scarto del metabolismo e per insufficiente apporto di ossigeno ai tessuti, sia per  azione di fattori esterni quali radiazioni ultraviolette, fumo, alcool, inquinamento ecc.

Vedi anche: Antiossidanti

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RDA
Vedi: NRV

S

Sali minerali

I minerali costituiscono una classe numerosa di elementi, tutti con vari ruoli specifici e vitali. Sono presenti in forma solida, come cristalli, nelle ossa, nei denti, legati alle proteine come ad esempio il ferro nell’emoglobina, oppure si trovano disciolti nei liquidi intra ed extra-celluari. Si possono suddividere in due grandi categorie: macroelementi e microelementi (o oligoelementi).

Tutti i minerali essenziali per il nostro organismo derivano, direttamente o indirettamente, da alimenti di origine vegetale. La quantità di un determinato elemento riscontrabile nei tessuti animali è un riflesso dell’abbondanza di tale elemento nei vegetali di cui l’animale si ciba. A sua volta però, l’abbondanza di ogni elemento presente nei vegetali, deriva dalla concentrazione degli elementi stessi nel terreno su cui i vegetali sono stati coltivati.

Spesso si dà per scontato che l’alimentazione sia sufficiente a fornire nella giusta quantità e proporzione tutti i macro e microelementi. In realtà il fabbisogno di elementi minerali non viene soddisfatto così automaticamente, perché la loro presenza nei vegetali dipende dal terreno su cui sono cresciuti.

Da circa un secolo non vengono più riportati sul terreno i liquami e il letame (paglia ed escrementi) dei bovini che erano utilizzati per lavorare quel terreno. Il letame bovino è molto ricco di minerali sia macro sia micro. Esso permetteva, quindi, di riportare nel terreno quasi tutti gli elementi contenuti nello stesso, su cui vivevano bovini e coltivatori.

I concimi chimici invece non contengono gli oligoelementi e nemmeno tutti i macroelementi. Inoltre, la ripetitività delle stesse colture sul medesimo terreno e la coltivazione in serre provocano inevitabilmente un impoverimento nel contenuto, oltre che di elementi, anche delle altre sostanze nutritive (ad esempio le vitamine) nei vegetali.

Infine, le piogge e le alluvioni dilavano sempre di più i terreni portando al mare i preziosi elementi minerali solubili, dove si accumulano come in una grande “banca”. Sarebbe opportuno andare a prelevarli e riportarli nei campi sottoforma di acqua di mare e alghe. In questo modo gli alimenti potrebbero fornire tutti gli elementi necessari per una vita sana e longeva. In attesa di questo semplice provvedimento agrario, sarà indispensabile un integrazione di macro e microelementi tutti i giorni, per arricchire la propria dieta sempre più povera di sali minerali.

Vedi anche: Macroelementi  Microelementi (Oligoelementi)

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Spagyria

La Spagyria (o Spagiria), termine che deriva dall’unione delle parole greche σπάω (separare, dividere) e αγέιρω (collegare, unire), è considerata l’applicazione dell’alchimia alla Natura. O meglio, è l’applicazione dell’alchimia che, tramite le due fondamentali operazioni del separare e del congiungere, porta alla realizzazione di un medicamento.

Secondo la filosofia alchemica, infatti, ogni essere vivente (quindi anche le erbe) possiede tre principi: lo zolfo (il calore innato che genera), il mercurio (l’umido primigenio che nutre) e il sale (secco radicale che conserva). Non solo, ma nella Natura, permane un’energia vitale – una forza universale – che determina anche la vita fisiologica di ciascun organismo. Il compito della Spagyria consiste nel favorire l’azione dell’Energia di Vita.

Il rimedio spagyrico deriva dalla separazione dei tre principi della pianta che, dopo essere stati purificati, sono successivamente riuniti in un nuovo prodotto, che a sua volta rappresenta il ricongiungersi della parte liquida con quella solida. L’efficacia del medicamento spagyrico deriva da una sinergia tra gli oli essenziali (zolfo), l’alcol prodotto dalla fermentazione delle parti spesse della pianta (mercurio) e dai sali minerali e gli oligoelementi ricavati dalla calcinazione delle operazioni precedenti (sale). In pratica, la preparazione spagyrica “apre” la pianta e integra vari componenti dopo un processo di separazione e di purificazione; è un composto più completo che racchiude il valore medicinale della pianta in modo più integrale.

Vedi anche: Metodo Alchemico® Spagyrico®

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T

Tintura madre

La tintura madre è una preparazione fitoterapica che si ottiene facendo macerare in alcool e acqua la pianta. Solitamente il rapporto estrattivo è di 1:10 (cioè 1 Kg di pianta macerata in 10 litri di alcool per 1 mese).

Vedi anche: Decotto  Estratto integrale  Infuso  Tisana

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Tisana

La tisana è uno dei rimedi più comuni per usare le piante medicinali ma non indica un metodo estrattivo vero e proprio. Si tratta di una preparazione che si può ottenere sia tramite infusione che come decotto. Solitamente si effettua utilizzando una miscela di piante essiccate e sminuzzate.

Vedi anche: Decotto  Estratto integrale  Infuso  Tintura madre

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Titolazione

La titolazione rappresenta il dosaggio, la concentrazione del principio attivo – che può essere anche più di uno – più conosciuto e più studiato di una droga vegetale. Si tratta di un concetto molto importante: infatti, titolare un estratto vegetale significa misurare la presenza della sostanza che viene considerata fondamentale per garantire le proprietà terapeutiche di una pianta.

La titolazione è un procedimento avanzato che stabilisce, con esattezza, il componente più attivo presente nel fitocomplesso e la sua concentrazione. Attualmente, questa analisi è possibile solo per gli estratti secchi: questi, infatti, sono estremamente concentrati sicché contengono una quantità di sostanze sufficientemente elevate per potersi allineare agli standard richiesti dalla Farmacopea  Europea e Ufficiale – un inventario delle sostanze riconosciute come medicinali, comprese le preparazioni galeniche –.

Va inoltre rilevato che non esiste un valore univoco di titolazione per tutte le droghe, dal momento che ognuna può avere anche altri principi attivi, forse meno rilevanti del principale, ma che comunque concorrono a esercitare una determinata funzione nelle proprietà medicamentose della droga.

Per quanto la titolazione abbia una sua importanza, se all’interno di un prodotto questa è elevatissima, ma la quantità di estratto presente è scarsa, allora il prodotto sarà poco efficace! Infatti, è la quantità di principio attivo che rende efficace un prodotto, unitamente al metodo con cui l’estratto viene preparato! Vi sono infatti lavorazioni che riescono a mantenere intatte tutte le altre sostanze contenute della droga e che contribuiscono all’efficacia della stessa.

Vedi anche: Droga vegetale  Fitocomplesso  Estratto vegetale

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U

UL

Con l’acronimo UL (Tolerable Upper Intake Level) è indicato l’apporto giornaliero massimo di vitamine e minerali considerato tollerabile per l’organismo. Questo livello, così come per l’NRV, è stabilito dal Ministero della Salute ed è liberamente consultabile sul sito dello stesso.

Vedi anche: NRV

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V

W

X

Y

Z