Nel mese di ottobre si tiene abitualmente la Giornata mondiale dell’osteoporosi, un momento per riflettere su una malattia spesso sottovalutata e non sempre affrontata in modo corretto. La prevenzione è la prima arma a nostra disposizione per contrastare questa patologia. Ecco perché è importante sapere come fissare il calcio nelle ossa e quali sono invece i fattori che ne possono favorire una carenza di questo minerale.

Osteoporosi sintomi

L’osteoporosi rappresenta una malattia di rilevanza sociale: la sua incidenza aumenta con l’età sino a interessare la maggior parte della popolazione oltre l’ottava decade di vita. Si stima che in Italia ci siano oggi circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini affetti da osteoporosi. La sua diffusione è tale che l’OMS l’ha definita una “malattia sociale”, come riporta la Società Italiana del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro.

Lo sviluppo dell’osteoporosi è subdolo in quanto molto spesso, nelle prime fasi, questo disturbo è asintomatico.

Accade infatti di frequente che inizialmente essa venga confusa con altre patologie, come – per esempio – l’osteoartrosi.

L’osteoporosi spesso si rivela nel momento più grave, allorquando si verifica una frattura, come quella del femore, ma anche quelle del polso, della caviglia o vertebrali.

Questi eventi possono aumentare il rischio di future fratture, e generare un cosiddetto “effetto domino”. Specie negli anziani le fratture da osteoporosi possono causare invalidità permanente o, in casi estremi, mettere a rischio la vita.

In una fase più avanzata della malattia possono apparire anche altri sintomi, che non sono però specifici della sola osteoporosi:

  • postura incurvata
  • reumatismi
  • dolori ossei
  • calcoli renali

Il dolore diffuso alle ossa non è tuttavia una manifestazione certa di osteoporosi. Ecco perché è bene valutare sempre con il medico esami specifici, per valutare il rischio individuale e eventuali azioni di prevenzione.

Osteoporosi cause

L’osteoporosi è caratterizzata da una progressiva riduzione della densità ossea e da alterazioni della struttura del tessuto osseo. Questa alterazione riduce la resistenza delle ossa e ne facilita la rottura anche in caso di traumi che normalmente non genererebbero problemi.

Sostanzialmente esistono di due tipologie di osteoporosi:

  • osteoporosi primaria, che è un fenomeno involutivo legato all’età, alla quale tutti, più o meno, sono sottoposti (si hanno quella postmenopausale e quella senile);
  • osteoporosi secondaria, che invece è determinata da un ampio numero di patologie e farmaci.

Perché le ossa di “assottigliano”?

Perché le nostre ossa si deteriorano? Innanzitutto, dobbiamo ricordare che le ossa sono un tessuto vivo, in continuo rinnovamento: costantemente si distruggono e costantemente si ricreano. Il collagene è la loro componente morbida, mentre il fosfato di calcio è la componente minerale che dà forza e durezza all’osso.

La combinazione di questi due elementi conferisce loro compattezza e flessibilità, in una costante “erosione” di osso vecchio da parte degli osteoclasti, combinata alla formazione di osso nuovo da parte degli osteoclasti.

Nei bambini e negli adolescenti normalmente la formazione di nuovo tessuto osseo è maggiore al suo riassorbimento, fino a quando non viene raggiunto il picco osseo massimo (massima densità e durezza dell’osso) nel periodo che coincide con la seconda decade della vita.

Dopo questa età, il riassorbimento comincia a prevalere leggermente sulla formazione e ciò può comportare un incremento della fragilità delle ossa che diventano più porose.

Uno squilibrio tra i processi di distruzione e ricostruzione in un primo momento genera la cosiddetta osteopenia (povertà ossea), per poi portare all’osteoporosi vera e propria (quando la quantità di minerali, ovvero la densità ossea scende sotto una certa soglia).

Osteoporosi fattori di rischio non modificabili

Prima di spiegare come fissare il calcio nelle ossa, è bene comprendere quali sono i principali fattori di rischio dell’osteoporosi. Alcuni soggetti hanno infatti maggiori probabilità di sviluppare questa condizione.

Esistono fattori di rischio che non possono essere modificati:

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Età

La riduzione della densità ossea è fisiologica con l’andare del tempo e ha inizio verso i 50 anni. Ecco perché l’osteoporosi è una patologie tipica, ma non esclusiva, delle persone anziane.

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Sesso

Per quanto l’osteoporosi non sia un disturbo esclusivamente femminile, le donne sono maggiormente esposte. Le cause sono ormonali (il brusco calo degli estrogeni in menopausa, accelera la riduzione di densità ossea) e “strutturali”. Lo scheletro delle donne è fisiologicamente più sottile ed è quindi più facilmente danneggiato da una perdita di densità.

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Menopausa

Gli estrogeni femminili assolvono un’importante funzione protettiva sulle ossa. Quando a seguito della menopausa si assiste a un loro brusco calo, può contestualmente aumentare una perdita della densità ossea. Ecco perché le donne che hanno una menopausa precoce sono più esposte all’osteoporosi.

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Ereditarietà

Anche la genetica ha un ruolo molto importante per lo sviluppo di osteoporosi. La familiarità (per chi ha genitori o parenti con questo problema) aumenta il rischio di sviluppare questo disturbo.

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Razza

Le popolazioni caucasiche e quelle asiatiche sono statisticamente più esposte all’osteoporosi, rispetto a quelle africane e ispaniche.

Fattori di rischio modificabili

Altri fattori di rischio sono invece modificabili, ed è proprio sui questi che è fondamentale agire per fare prevenzione. Tra i fattori principali ricordiamo i seguenti.

1) Dieta scorretta

Per garantire al nostro organismo sufficienti quantità di magnesio, potassio e vitamina K è fondamentale seguire una dieta bilanciata. È quindi importante consumare 4 porzioni frutta e verdura di stagione ogni giorno. In caso di problemi di malassorbimento, o di apporti insufficienti nella dieta, è consigliabile ricorrere a integratori multivitaminici ricchi di vitamine e sali minerali.

2) Consumo eccessivo di alcool, caffeina e sodio

L’eccesso di alcolici a lungo andare può limitare la formazione di nuovo osso. Mentre una dieta iperproteica, o troppo ricca di sodio e caffeina, favorisce l’eliminazione di calcio con le urine, e può danneggiare le ossa.

3) Vita sedentaria

La perdita di massa ossea è facilitata dalla mancanza di attività fisica. Le persone molto sedentarie, allettate o con ridotta mobilità sono più esposte al rischio di osteoporosi.

4) Apporto insufficiente di calcio e vitamina D

Il calcio è necessario per la salute delle ossa, in quanto loro costituente fondamentale. Un apporto insufficiente di calcio, a qualunque età, ha conseguenze negative sulle ossa. La vitamina D, dal canto suo, è utile per favorire l’assorbimento del calcio. Una sua carenza, può quindi rendere più difficile fissare il calcio nelle ossa, che sono così più esposte a osteoporosi. Ecco perché per sostenere la densità ossea, in presenza di carenze, è consigliabile scegliere integratori di calcio e vitamina D.

5) Fumo

Alcune sostanze chimiche presenti nel fumo possono avere un effetto tossico sulle cellule deputate alla formazione dell’osso. Per non parlare del fatto che il fumo riduce l’assorbimento del calcio e, nella donna, può favorire la menopausa precoce.

Come fissare il calcio nelle ossa: non solo calcio e vitamina D

Gli atteggiamenti da assumere per prevenire o limitare l’osteoporosi sono ormai risaputi. Siamo tutti a conoscenza dell’importanza di un’adeguata assunzione di calcio e di praticare attività fisica.

A queste indicazioni, va aggiunta l’esposizione al sole, che permette al nostro organismo di sintetizzare la vitamina D (anche se spesso vengono tralasciati i potenziali danni dei raggi ultravioletti). A tal proposito anche il Ministero della Salute ha rilasciato un opuscolo online, con utili linee guida per la salute delle ossa.

Boro e lisina, alleati delle ossa

Oltre ad adottare uno stile di vita sano e a seguire le linee guida del Ministero contro l’osteoporosi, possiamo avvalerci di altri sostegni.

Una notevole quantità di evidenze scientifiche ha dimostrato che la composizione e le proprietà funzionali del tessuto osseo sono influenzate dal boro. Questo microelemento è presente alla massima concentrazione nelle zone in accrescimento e in via di calcificazione delle ossa lunghe.

In alcuni studi sull’uomo, la privazione del boro è stata deleteria per la formazione e il mantenimento del tessuto osseo. Non solo, ma tali alterazioni sono acuite da una dieta povera di magnesio. Il boro e il magnesio sono necessari per un metabolismo ottimale del calcio e, dunque, per prevenire l’eccessiva perdita di tessuto osseo (J. E. Pizzorno jr, M. T. Murray, Trattato di medicina naturale, Novara 2001).

In altro sostegno utile è la la lisina, un aminoacido essenziale che il corpo non riesce a produrre. Essa è presente nel collagene e nell’elastina, ed è in grado di stimolare l’assorbimento intestinale e migliorare la conservazione renale del calcio.

Omocisteina, nemica (anche) delle ossa

Infine, elevati livelli di omocisteina – un prodotto intermedio del metabolismo dell’aminoacido essenziale metionina – sono correlati allo sviluppo di diverse patologie, compresa l’osteoporosi.

Questa sostanza interferisce con la sintesi del collagene, determinando la produzione di una matrice ossea difettosa. In questo modo provoca alterazioni scheletriche, assottigliamento e indebolimento della struttura delle ossa. L’acido folico (ma anche la vitamina B12 e B6), neutralizza l’omocisteina riconvertendola in metionina (M. T. Murray, Guida medica agli integratori alimentari, Milano 2005).

BIBLIOGRAFIA
  1. E. Pizzorno jr, M. T. Murray, Trattato di medicina naturale, Novara 2001
  2. T. Murray, Guida medica agli integratori alimentari, Milano 2005
  3. Studies on the relationship between boron and magnesium which possibly affects the formation and maintenance of bones, 1990, United States Department of Agriculture, Grand Forks Human Nutrition Research Center, N. Dak
  4. Aiuta le tue ossa a tavola, con attività fisica e sole. Osteoporosi e stili di vita, a cura del Ministero della Salute, Edizioni Helath Communication

VITAMINA d CALCIO E FOSFORO

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F. Stefanini Administrator
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Laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Bologna (2000), con successiva specializzazione in Relazione e comunicazione coi media (2001).

Ha maturato una decennale esperienza nel settore editoriale, occupandosi di correzione bozze, editing, revisione e gestione di progetti di scolastica tecnica scientifica.

Si è occupata della stesura di articoli divulgativi sulle tematiche del benessere e della prevenzione per la rivista “Professione salute” dell’editore Blumill srl.

Ha collaborato come consulente esterno con Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), occupandosi dello sviluppo contenuti per le tematiche di rendicontazione per la versione online del bilancio sociale dell’Associazione (2014).

Attualmente si occupa della gestione dei profili social per l’azienda Giorgini Dr. Martino, della scrittura di articoli Seo oriented e della produzione dei contenuti per altri materiali di comunicazione online e offline (newsletter, landing page, bugiardini ecc.).