La cistifellea è un organo molto piccolo ma molto importante. Benché si possa vivere anche senza, è bene tutelare la sua salute. Ma esattamente la cistifellea a cosa serve? E quali aiuti naturali possono sostenere il suo funzionamento? Scopriamolo assieme.

In particolare ci occuperemo dei seguenti argomenti.

 

Che cos’è la cistifellea o colecisti

La colecisti o cistifellea è una piccola sacca localizzata nella porzione anteriore della faccia inferiore del fegato contenente in genere la bile.

Lunga circa 10 cm e con una capacità di 50 ml, essa rappresenta un serbatoio di questa sostanza liquida densa e verdastra.

Che cos’è la bile?

Ma cos’è la bile? Si tratta del prodotto del metabolismo del fegato o, meglio, degli epatociti.

Questa sostanza, attraverso due dotti epatici (destro e sinistro), viene spinta all’interno di un dotto cistico unico che successivamente diventa il coledoco e, attraverso questo, raggiunge il duodeno.

Quando la bile non serve, quindi tra un pasto e un altro, refluisce nella colecisti e lì si accumula.

La cistifellea, infatti, riassorbe acqua e sali minerali, riducendo così il volume della bile a circa 50 ml.

Composizione e funzione della bile

La bile è costituita da acqua (82%), acidi biliari (12%), fosfolipidi o lecitina (4%), colesterolo (0,7%) e componenti minori (1,3%).

Gli acidi biliari che compongono la bile vengono prodotti dalle cellule epatiche a partire dal colesterolo. Successivamente, sono uniti a due aminoacidi, la glicina e la taurina: da questo processo derivano, di conseguenza, i sali biliari.

Tra i componenti minori della bile va ricordata la bilirubina, un pigmento derivato dalla demolizione dell’emoglobina, contenuta nei globuli rossi. Per finire, c’è la mioglobina, contenuta nel tessuto muscolare, la cui concentrazione in circolo aumenta in numerose patologie epato-biliari.

La funzione della bile e in particolare dei sali biliari, è di tipo “detergente”: permette cioè l’emulsione, la solubilizzazione e l’assorbimento intestinale dei grassi, oltre che la digestione delle lipoproteine emulsionate con gli enzimi proteasi e lipasi.

Cistifellea a cosa serve e come funziona

Al momento del bisogno, la cistifellea si contrae, per tutta una serie di stimoli neurologici e ormonali.

In questo modo convoglia la bile nel duodeno, dove – insieme al succo pancreatico – serve per la prima digestione degli alimenti ingeriti.

Come è regolato il deflusso della bile

Il dotto cistico, che origina dalla cistifellea, si unisce al dotto epatico, per formare il coledoco. Quest’ultimo scende verso il basso passando dietro il duodeno ove sbocca, dopo averne attraversato la parete, in corrispondenza della sua seconda porzione.

La parte terminale del coledoco è circondata da una piccola formazione muscolare (lo sfintere di Oddi), che con la sua contrazione o il suo rilasciamento regola il deflusso della bile.

Il punto di sbocco nel duodeno è caratterizzato da un rialzo della mucosa duodenale (detta ampolla di Vater), nella quale ha il suo punto di uscita anche il dotto pancreatico principale.

I calcoli alla cistifellea, come si formano

La principale patologia a carico della cistifellea sono i calcoli. Questi si formano per una serie di ragioni e, peraltro, non sono tutti uguali. I più frequenti, per esempio, sono quelli di colesterolo.

Poiché la bile è una soluzione sempre sovra-satura, se fosse composta solamente da acqua il colesterolo non riuscirebbe a essere sciolto, rimanendo sempre aggregato e formerebbe, quindi, dei calcoli.

Tuttavia, nella bile ci sono anche gli acidi biliari e un gruppo di fosfolipidi che servono per tenere in sospensione il colesterolo.

Quando questo equilibrio si altera, o per un calo degli acidi biliari o per un aumento del colesterolo, ecco che i cristalli di colesterolo si aggregano e si formano i calcoli.

Calcoli alla cistifellea cause

Molti soggetti che sviluppano calcolosi della colecisti sono persone che hanno un’alimentazione molto grassa, anche se la componente genetica è attualmente la causa più avvalorata.

Tra gli altri fattori che possono favorire la comparsa di calcoli alla cistifellea, ci sono anche:

  • sesso;
  • obesità;
  • gravidanza;
  • età;
  • ristagno della bile nella stessa colecisti.

In Inghilterra, questa problematica viene definita la patologia “delle quattro F”:

  1. Fourty, perché sopraggiunge dopo i quarant’anni
  2. Female, proprio perché l’incidenza è maggiore nel sesso femminile
  3. Fertile, perché vi è maggiore incidenza durante il periodo fertile
  4. Fat, che indica una condizione di obesità.
Pasti più frequenti, minor rischio di calcoli

Un altro aspetto importante, dimostrato in maniera molto chiara qualche anno fa, è l’incidenza che ha la frequenza dei pasti. Chi ne effettua diversi durante la giornata induce uno svuotamento della colecisti, tenendola in attività. I questo modo si riduce il rischio di sviluppare dei calcoli.

Ci sono poi anche casi dovuti alla distruzione dei globuli rossi (emolisi) che hanno la tendenza a formare dei calcoli. Questo perché viene prodotta in maggior quantità la bilirubina che precipita in cristalli di bilirubinato di calcio – diversi da quelli di colesterolo – di colore scuro. Infine ci sono i calcoli bruni che sono un misto e sono legati a un’infezione della bile.

Calcoli alla cistifellea conseguenze

La conseguenza principale di questa condizione è che i calcoli possono migrare per le vie biliari e intasarsi nel coledoco, provocando patologie come ittero e pancreatite acuta.

La maggior parte dei calcoli può rimanere asintomatica tutta la vita. Solo nel 30% dei casi, infatti, possono diventare sintomatici con il classico dolore della colica epatica, piuttosto forte che esordisce alla bocca dello stomaco, o sotto il costato a destra. Questo dolore può essere accompagnato da nausea o vomito e può durare da mezz’ora a due o tre ore.

Si verifica quando il calcolo si incastra nello sbocco della colecisti e blocca la possibilità di svuotamento della stessa: tutto va così sotto pressione e si sente il dolore.

Attenzione, però, perché la prima manifestazione del calcolo non è mai una complicanza, tuttavia dal quel momento occorre intervenire onde evitare che si ripresenti in maniera ancora più frequente e acuta.

Un ristagno può comunque favorire infezioni e attivare la condizione di colecistite che può cronicizzare.

Calcoli alla cistifellea rimedi naturali

Esistono aiuti naturali per prevenire e affrontare i calcoli alla cistifellea?

Per facilitare l’escrezione di concrezioni di piccole dimensioni e prevenire la formazione di nuove, sono indicati tutti i rimedi a tropismo epatobiliare che, migliorando la funzionalità del fegato, correggono il rallentamento metabolico e la stasi biliare.

A questo scopo in fitoterapia è da tempo sfruttata la pianta della Fumaria (Fumaria officinalis) nella terapia delle affezioni epatobiliari.

Infatti, alcune ricerche hanno evidenziato «la capacità negli animali di inibire la formazione di calcoli alla cistifellea […]. Questi studi confermano l’utilizzo tradizionale della fumaria negli “ingorghi” di fegato e nell’itterizia» (F. Perugini Billi, Manuale di Fitoterapia, Azzano San Paolo 2004).

Inoltre, si tratta di una pianta a «meccanismo anfocoleretico: aumenta cioè il flusso biliare insufficiente, lo frena quando è in eccesso e non agisce se non vi è necessità» (E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano 2012).

Anche per questo, la monografia «della Commissione E del BfArM precisa che le parti aeree fiorite della Fumaria possono essere impiegate in caso di spasmi della cistifellea, delle vie biliari e del tratto gastro-intestinale» (Ibidem).

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