Le cisti sebacee sono palline di sebo che fuoriescono dall’epidermide. Ma la chirurgia è l’unica soluzione? In realtà, se prese in tempo la natura offre validi sostegni. Scopri quali in questo articolo su cisti sebacee cause e aiuti naturali.

Cisti sebacea cos’è?

La cisti sebacea è una raccolta di materiale cheratinico, costituito cioè da cheratina – una proteina riccamente composta da lunghe catene di aminoacidi. È ricca di sebo, un insieme grasso e untuoso formato da una miscela semiliquida di:

  • acidi grassi;
  • trigliceridi;
  • cere;
  • colesterolo e residui cellulari

prodotto da ghiandole dette sebacee.

Si presenta come un rigonfiamento tondeggiante, di materia grassa e untuosa, consistente in una miscela costruita da particolari ghiandole (dette sebacee).

Come si forma una cisti sebacea?

La cisti sebacea e si forma in seguito all’otturazione della ghiandola predisposta alla produzione del sebo, otturandone i condotti.

Si genera tra l’ipoderma, cioè la tela sottocutanea, e il derma, raggiungendo quindi l’epidermide, il lato più esterno della pelle, producendo così un gonfiore dalla caratteristica forma a pallina.

Sono sempre formazioni benigne.

Le cellule che producono cheratina si originano nello strato più profondo della pelle per poi transitare nella zona più superficiale ed essere quindi eliminate.

Capita, però, che l’organismo non riesca a smaltirle e che quindi finiscano per costituire una “sacca”, che se normalmente verrebbe anch’essa assorbita dal corpo, tende a formare, per l’appunto, una cisti.

Capace di raggiungere diametri importanti, fino a cinque o sei centimetri, la formazione delle cisti è avvantaggiata dalla presenza di graffi, o ferite chirurgiche sulla zona interessata.

Cisti sebacee sintomi

Le cisti sono normalmente indolori, ma poiché l’organismo le percepisce come corpi estranei, non sono libere da fastidi.

Oltre a causare una sensazione di pressione, soprattutto se presenti in zone sensibili quali cuoio capelluto e inguine, provocano disturbo anche per la loro conformazione: al tatto risultano infatti semi solide e mobili.

Manipolarle autonomamente è altamente sconsigliato, poiché i rischi d’infezione sono elevatissimi e in caso di rottura si può incorrere in una infezione batterica importante.

Come si diagnostica una cisti sebacea?

In effetti, uno degli strumenti diagnostici più rilevanti è dato dal materiale che spesso fuoriesce da alcuni fori che autonomamente si creano sulla zona: il pus, un prodotto batterico dal forte odore e dal colorito giallastro.

Indagini conoscitive più specifiche per rilevarle, la cosiddetta diagnosi, sono di quattro tipi:

  • la palpazione;
  • la tomografia assiale computerizzata, abbreviata in Tac (cioè una tecnica che sfrutta le radiazioni ionizzanti per avere immagine dettagliate della zona di interesse);
  • l’esame ecografico (procedura di diagnosi attraverso ultrasuoni);
  • la biopsia (raccolta e analisi di parte del tessuto).

Dove si sviluppano le cisti sebacee?

Le zone maggiormente colpite sono quasi sempre:

  • le orecchie;
  • il collo;
  • la schiena;
  • le braccia.

Le cisti possono però tendenzialmente formarsi ovunque.

Possono incorrere suppurazione (infiammazione caratterizzata dalla formazione di pus), dunque arrossarsi, diventare dolenti e provocare febbre.

Cisti sebacee cause

Le cause principali non sono state individuate, tuttavia alcuni pazienti sono più predisposti di altri:

  • coloro che sono affetti da sindrome di Gardner, una patologia genetica caratterizzata dalla presenza di multipli polipi intestinali;
  • quanti soffrono di sindrome del nevo baso-cellulare;
  • uomini e donne in età di sviluppo.

Anche chi più semplicemente soffre di acne, che è un processo infiammatorio del follicolo pilifero, è a rischio.

Cisti sebacea cura e aiuti naturali

Solitamente, la cura consiste nell’asportazione chirurgica del materiale in esse contenuto attraverso una siringa sterilizzata (il drenaggio), oppure con un’incisione, per opera di un professionista, e conseguente utilizzo di creme cortisoniche o antibiotiche.

Nei casi meno gravi però, o nelle fasi iniziali, risultano funzionali al problema anche elementi naturali.

Tra questi, l’Arctium lappa (detta volgarmente bardana) il cui uso topico, ovvero localizzato sulla cisti, può aver una funzione depurativa, microbicida (utile soprattutto per evitare le infezioni batteriche) e antibiotica.

La bardana viene «annoverata, infatti, tra le piante di drenaggio, soprattutto a livello cutaneo, in virtù della sua attività globale sull’organismo ma anche elettiva su un tessuto, quale quello cutaneo, il cui funzionamento difettoso ostacola l’eliminazione delle tossine prodotte dall’organismo. […] la radice fresca della pianta contiene infatti alcuni principi dotati di attività antibiotica» (E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinale, Milano 2012).

Per questo motivo, la bardana «risulta essere particolarmente valida nel trattamento delle forme cutanee quali acne, eczema, seborrea ecc.» (Ibidem).

Dr. Matteo Menetti Cobellini

Giornalista professionista

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