“Ascolta il tuo cuore” non è solo il titolo della bellissima canzone di Laura Pausini o del famoso film di Matt Thompson o il titolo del libro di Sarah Dessen o un banale modo di dire.

Spesso lo diamo come consiglio, a noi stessi o a chi ci è vicino, di fronte a situazioni difficili quando la “ragione” che identifichiamo con il nostro cervello, da sola, non basta ad aiutarci!

È una verità che non trova solo origine nella saggezza popolare, peraltro sempre modernissima, ma che adesso è avvalorata da studi scientifici che stanno dimostrando l’INTELLIGENZA “INTUITIVA” DEL CUORE.

Recenti ricerche condotte da HearthMath Institute, che da tempo esplora scientificamente i meccanismi fisiologici con cui il cuore comunica con il cervello, dimostrano che il cuore è molto di più di quello che crediamo.

Queste scoperte non devono stupire troppo perché credere di conoscere tutto, non tanto dell’Universo, ma anche del nostro corpo è un’illusione che non possiamo permetterci.

Basti pensare che fino a poco tempo fa credevamo che il nucleo fosse il “cervello” della cellula; ormai da qualche anno si è scoperto, invece, che il vero cervello della cellula è la membrana cellulare, che trasduce in modo intelligente i segnali che arrivano dall’ambiente esterno e riporta al suo interno il giusto corredo di informazioni atte a generare le giuste proteine.

Quante scoperte ancora da fare!

Ma ritorniamo al nostro argomento: il cuore è molto di più di quello che crediamo, ma, purtroppo, raramente gli lasciamo lo spazio cui avrebbe diritto, sopraffacendolo con il raziocinio e, ancora più spesso, con il pensiero automatico continuo, che non lascia spazio alla intercomunicazione cuore/cervello.

Già negli anni 60 e 70, dopo circa un ventennio di ricerche, John e Beatrice Lacey conclusero che esisteva una comunicazione in direzione opposta, cioè il cuore sapeva influenzare il cervello e persino il comportamento della persona.1

Era il 1991 quando il Dott. Andrew Armour, grazie al suo lavoro di neuro-cardiologo, espose per la prima volta l’essenza del “cervello del cuore”, rivelando che “il cuore possiede una complessa rete di cellule e interazioni neurali, come quelle riscontrabili nel cervello cranico e un sistema cardiocircolatorio autonomo rispetto all’attività cerebrale…”2-3

La scienza ha ufficialmente rivelato che il cuore: genera un campo elettrico 60 volte più potente di quello prodotto dalle onde cerebrali; produce un campo elettromagnetico 5000 volte più potente di quello del cervello che cambia secondo le emozioni; è dotato di 40.000 neuroni in grado di memorizzare dati, processa informazioni e prende decisioni indipendentemente dal sistema nervoso centrale; invia segnali e informazioni a tutti gli organi del corpo che si estendono al di fuori di esso, in tutte le direzioni attorno a noi (vedi figura 1)!

Figura 1 (dal libro di Biagio Russo, Uomini e Dei della Terra, Draken edizioni)

Recentemente una ricerca condotta da HearthMath Institute ha confermato che:

  • Nel corpo, il cuore invia più segnali che comunicano al cervello, quindi tecnicamente il cuore è il direttore generale del cervello e non il contrario
  • Il cuore ha una complessa rete neurale abbastanza estesa da essere chiamata cuore-cervello
  • Il campo elettrico del cuore è di circa 60 volte più grande del cervello, 100 volte più forte e può essere rilevato fino a quasi un metro di distanza dal corpo in tutte le direzioni
  • Quando il cuore e la mente sono sincronizzati siamo più sicuri di noi stessi, in linea con i nostri valori fondamentali più profondi e rispondiamo a situazioni estenuanti con maggiore equilibrio interiore
  • L’allineamento tra il cervello e il cuore è associato al miglioramento del processo decisionale, creatività, capacità di ascolto e tempi di reazione.

Spesso, inconsapevoli di tutto ciò, tendiamo a non ascoltare il nostro cuore e a farci dominare non solo dal raziocinio, ma – peggio ancora – dal pensiero automatico, che ci porta a decidere in base a stereotipi o preconcetti o – addirittura – dalla forza dell’abitudine.

Dovremmo, per il nostro bene, ascoltare di più il cuore perché, non facendolo, ci priviamo di un tesoro inestimabile.

Migliaia di anni fa, gruppi di uomini e donne possedevano l’antica saggezza di “ascoltare il cuore” ed erano maestri nella conoscenza di eliminare la… distrazione! Consideravano il cuore il principio supremo del cosmo e, quindi, ritenevano inutile, anzi dannosa, la scuola nozionistica!

“Conosci te stesso” era riferito al proprio cuore, il Maestro inascoltato nell’assumere il proprio destino (di non avere la conoscenza del reale). Queste conoscenze furono occultate o vietate perché erano un ostacolo sulla strada della gestione egemonica delle masse (come addormentate e perciò schiave) per tutti quelli che volevano detenere il potere. Ascoltando il cuore potremmo essere capaci di fare cose razionalmente impossibili: camminare nell’aria, vedere alcuni avvenimenti al rallentatore, usare il tono e le parole adatte alla comprensione di ogni interlocutore, sentire beatitudine, contemplazione, Uno-Tutto.

Rimanendo a livello scientifico si può dire che se ancora non riusciamo ad ascoltare il nostro cuore, cerchiamo almeno di garantirgli le attenzioni nutrizionali necessarie.

 

Note:

1 J. Richards Jennings and Michael G.H. Coles, John I. Lacey 1915-2004, p. 4 e ss. National Academy of Sciences, Washington, DC., 2006
2 Neurocardiolagy-Anatomical and Functional Principles, by j. Andrew, M.D., Ph.D., University of Montreal (Canada), 1991
3 Biagio Russo, Uomini e Dei della Terra, Draken edizioni