Anche i Maya (così come le tre più antiche civiltà post-diluviane, “sorte” nelle vallate del Tigri ed Eufrate, del Nilo e dell’Indo) erano a conoscenza del fenomeno astronomico della precessione degli equinozi. L’asse terrestre immaginario che passa del polo sud al polo nord subisce una rotazione dell’asse attorno alla verticale, come di una trottola in rallentamento, descrivendo un cerchio completo in 25.960 anni. L’asse terrestre quindi, che ora punta la stella Polaris, fra circa 13.000 anni punterà la stella Vega, per tornare poi verso Polaris!

L’antico calendario Maya

«L’antico calendario maya possiede un errore di scarto addirittura minore di quello che abbiamo adottato in epoca moderna» (M. Pizzuti, Scoperte archeologiche non autorizzate, Edizioni Il Punto d’Incontro), eppure non conoscevano la bilancia e la ruota… si tratta, quindi, di un sapere ereditato

I Maya lo chiamavano anno galattico e in base ai calcoli indicati nei loro calendari, l’attuale anno galattico (che noi chiamiamo anno platonico perché Platone lo descrive nei suoi Dialoghi) si è concluso il 21.12.2012.

Mi ricordo che qualcuno interpretava questa data in una maniera escatologica eccessiva, ma resta il fatto che a partire dal 2013 si è accentuato il cambiamento climatico, accompagnato da varie calamità naturali (terremoti, uragani, eruzione vulcaniche).

Va anche detto che è in atto, dal 1931 ad oggi, un aumento della potenza del campo magnetico solare del 230%. Infatti, è stato scoperto che il surriscaldamento riguarda tutto il sistema solare! Su Giove, ad esempio, la temperatura è aumentata di 10° C, su Marte sono diminuite le calotte polari e si formano pozze d’acqua. Aumenti di temperatura anche su Urano, Nettuno e Plutone, che sono i pianeti più lontani dal sole!

Effetto serra

L’effetto serra terrestre, dunque, non è imputabile solamente all’attività umana, che tuttavia riscalda una situazione già calda di suo.

«Lo scienziato russo Alexei Dmitriev ha risolutamente affermato che il recente aumento dell’attività del sole è una conseguenza dell’ingresso del nostro sistema solare all’interno della nube energetica presente in questa zona della galassia» (M. Pizzuti, Ibidem).

Se le cose stanno così, allora chi ha realizzato i calendari maya conosceva anche il moto di rotazione del nostro sistema solare intorno al centro della galassia quanto l’ubicazione delle nubi energetiche a cui andiamo incontro! «Solo in tale ipotesi infatti, i sacerdoti maya avrebbero potuto prevedere con precisione matematica improvvisi cambiamenti climatici determinati dalla posizione del nostro sistema solare nel cosmo» (M. Pizzuti, Ibidem).

Da parte nostra, è necessario studiare il modo di chiudere il buco dell’ozono (vasto quanto l’Antartide) che sovrasta l’Australia. Dovremmo forse imitare gli Anunnaki (termine che, tradotto letteralmente, significa “quelli che dal cielo scesero sulla terra“), che nebulizzarono oro per un problema analogo sul loro pianeta, come risulta raccontato dagli antichi scritti sumeri?

Giorgini Dr. Martino

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