Cosa sono gli alimenti irradiati e a cosa serve l’irradiazione? L’irradiazione (una tecnica controversa) è stata inventata per la conservazione e la sterilizzazione del cibo.

È stata inventata nel 1943 in America per sterilizzare gli hamburger e si è diffusa nell’industria alimentare, all’inizio per eliminare la germinabilità di patate, aglio e cipolla e poi via via come tecnica di conservazione per tutti gli alimenti freschi.

Benefici commerciali tanti, ma per la salute del consumatore c’è da temere? Di cosa si tratta?

Come si esegue l’irradiazione dei cibi?

L’irradiazione consiste nel far passare gli alimenti attraverso dei fasci di raggi gamma (prodotti da generatori al cobalto 60 e al Cesio 137), di raggi X e di elettroni che penetrano il cibo in profondità col totale abbattimento dei microbi estendendo la durata del periodo di conservazione.

Le radiazioni ionizzanti non vengono applicate a tutti i prodotti, perché in alcuni casi producono cambiamenti al sapore e al colore… La normativa europea UE ammette l’irradiazione per 60 prodotti: erbe aromatiche essiccate, spezie, condimenti vegetali, cacao, caffè, uova, frutti di mare freschi e prodotti ittici, carne, patate, cipolle, aglio, frutta, ortaggi, cereali, carni di pollo e altro.

Alimenti irradiati: possibili effetti indesiderati

«Tra gli effetti indesiderati e nocivi dell’irradiazione desta particolare preoccupazione la distruzione delle vitamine e di molti nutrienti, insieme alla formazione di sostanze tossiche.

Quando il cibo viene irradiato, infatti, le radiazioni ionizzanti reagiscono con le molecole dell’acqua, naturalmente contenute all’interno degli alimenti, causando il rilascio di elettroni, insieme alla formazione di dannosi radicali liberi.

Questo ultimi reagiscono con le vitamine alternandone e degradandone la struttura chimica» (M. Pizzuti, Scelte alimentari non autorizzate, Edizioni Il Punto d’Incontro).

Le reazioni innescate all’interno del cibo continuano anche dopo che l’irradiazione è terminata e la perdita di nutrienti nel tempo aumenta.

«Anche la cottura del cibo irradiato comporta una distruzione dei nutrienti in misura molto superiore a quando accade negli alimenti non irradiati…

L’irradiazione a bassa potenza (da 0,3 a 0,75 KGy) della frutta e dei vegetali confezionati è sufficiente a distruggere il 79% delle vitamine nel giro di tre settimane.

La bassa potenza dei raggi gamma utilizzata in questa tecnologia parte da 1 KGy (KiloGray), l’equivalente di 16.700.000 raggi X al torace, e arriva fino a 30 KGy, 500.000.000 raggi X al torace o 10.000 volte la dose letale per l’uomo» (Ibidem).

Alimenti irradiati ed energia di vita

Per chi crede nell’energia vitale degli alimenti, non può sperare che questa rimanga…

Nel cibo irradiato si formano dai trigliceridi delle sostanze tossiche (formaldeide, benzene, acido formico, 2-dodecylcyclobutanone e 2-alchilciclobutanoni) in grado di passare la barriera intestinale, arrivare al sangue e depositarsi nel grasso.

Si tratta di sostanze che danneggiano le cellule e il DNA e sono cancerogene. Animali nutriti per quattro mesi con cibo irradiato presentano un danneggiamento della guaina mielinica con conseguente paralisi, perdita della vista e sviluppo della sclerosi multipla.

Queste patologie sono scomparse quando gli animali sono stati nutriti con cibo non irradiato (Studio del 2009 svolto da ricercatori dell’Università del Wisconsin sotto la direzione di Ian Duncan, docente di Scienze mediche alla UW-Madison School of Veterinary Medicine).

Gli effetti collaterali degli alimenti irradiati sono già stati ben documentati sulla sperimentazione condotta a partire dagli anni 50…

L’irradiazione permette anche di bonificare cibi già infetti o in fase di deterioramento, che non si potranno distinguere dai prodotti normali!

L’unica difesa per il Consumatore è l’etichetta, in quanto è obbligatorio per i produttori indicare con indicazione chiara e con un logo di riconoscimento, un fiore verde stilizzato, simile a quello riportato nella figura sottostante.

Si deve concludere, allora, che frutta e verdura confezionate in Italia non è irradiata, dato che non si è mai visto applicato questo logo

Alimenti irradiati: l’opinione di EFSA

«Gli esperti dell’EFSA concludono che per i consumatori non vi sono rischi microbiologici collegati all’utilizzo di alimenti irradiati» (Dichiarazione ufficiale EFSA, 6 aprile 2011).

«L’irradiazione non rende il cibo radioattivo, non ne compromette le qualità nutrizionali e non apporta cambiamenti apprezzabili del sapore della consistenza o dell’aspetto. Infatti, ogni cambiamento provocato dall’irradiazione è talmente minimo che non è semplice distinguerlo dal cibo non irradiato» (Dichiarazione ufficiale dell’FDA americana, novembre 2014).

Martino Dr. Giorgini

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