Si sente spesso parlare della benefica azione dei fermenti lattici probiotici e della loro capacità di ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale. Ma sappiamo veramente quando prendere i fermenti lattici?

In questo articolo cercheremo di spiegare in maniera chiara quando prendere i fermenti lattici e quale sia il loro meccanismo d’azione.

Per capire l’importanza dei probiotici, è però prima necessario avere ben chiaro cosa sia la flora batterica intestinale e che funzione svolga. Inoltre è bene sapere in che modo ripristinare il suo equilibrio quando viene compromesso. Vediamo quindi di approfondire i seguenti aspetti.

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Che cos’è la flora batterica intestinale?

La flora batterica intestinale è composta da diversi microorganismi che colonizzano l’apparato digerente e che formano una sorta di ecosistema omogeneo. La flora batterica intestinale si sviluppa dopo la nascita, infatti l‘intestino di un feto è perfettamente sterile.

La flora batterica intestinale si compone di miliardi di microorganismi, nella maggior parte batteri, ma anche miceti e virus; in condizioni di normalità è in una situazione di simbiosi con il corpo umano (ovvero in uno stato in cui entrambi traggono rispettivamente benefici).

quando assumere fermenti lattci per flora batterica

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Le 4 principali funzioni della flora batterica

Per comprendere perché è così importante mantenere l’equilibrio della flora batterica intestinale, riepiloghiamo velocemente le sue principali funzioni.

1) Funzione di nutrimento

Il cibo ingerito viene fermentato a opera di batteri presenti nel tratto intestinale; in questo modo la flora batterica produce molecole (acidi grassi a catena corta), utili come fonte energetica per le cellule intestinali e, di conseguenza, per un loro buon funzionamento.

2) Funzione protettiva

La flora batterica intestinale è utile per proteggere l’integrità della mucosa intestinale; questo strato più interno dell’intestino svolge, infatti, un importante ruolo di “barriera” contro agenti esterni. Ricordiamo che proprio l’intestino è uno dei principali “baluardi” di difesa del corpo: lungo la sua superficie ospita infatti circa il 60% delle cellule immunitarie dell’organismo.

3) Funzione digestiva

La flora batterica intestinale interviene anche nei processi digestivi. Una sua alterazione, ovvero un sopravvento dei batteri “patogeni” o “cattivi” rispetto ai “buoni”, è detta disbiosi. Tra i principali sintomi di disbiosi ricordiamo meteorismo, cattiva digestione, stitichezza ecc.

4) Sintesi di vitamine

La flora batterica intestinale prende parte alla produzione di alcune vitamine essenziali, come la vitamina K e la vitamina B12; quest’ultima vitamina, in particolare, svolge un ruolo fondamentale nella formazione dei globuli rossi del sangue.

Quali fattori minano l’equilibrio
della flora batterica intestinale?

Come abbiamo visto, un’alterazione dell’equilibrio della flora batterica intestinale è detto disbiosi ed è una condizione che può favorire lo sviluppo di diverse problematiche. Questa condizione è infatti caratterizzata da una diminuzione dei “batteri vantaggiosi” a favore di quelli patogeni.

Col tempo questi batteri “cattivi”, oltre ad avere effetti negativi a livello intestinale, possono arrivare a colonizzare anche altri distretti del corpo e provocare disturbi di vario tipo.

I principali fattori che possono favorire un’alterazione della flora batterica dell’intestino e, di conseguenza, la disbiosi, sono:

  • alimentazione sbilanciata, ricca di grassi e povera di fibre;
  • masticazione insufficiente;
  • stress di vario tipo e sedentarietà;
  • esposizione ad agenti inquinanti;
  • uso eccessivo di farmaci.

L’assunzione di fermenti lattici prebiotici e prebiotici può essere utile per ristabilire l’equilibrio della flora batterica e prevenire o contrastare la disbiosi.

Passiamo ora in rassegna alcuni casi specifici per capire meglio quando prendere i fermenti lattici e quali benefici derivano dalla loro assunzione.

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Quando prendere  i fermenti lattici?
Caso1: dopo una cura antibiotica

Molto spesso, per far fronte a infezioni di vario tipo, il medico curante può prescrivere cure antibiotiche. Purtroppo, però, a volte si tende ad abusare di questi medicinali.

Addirittura alcune persone fanno ricorso all’auto-prescrizione o al “fai da te”, assumendo spontaneamente antibiotici oppure modificando a piacere le indicazioni del medico.

Tuttavia un abuso di antibiotici o un loro errato utilizzo (inclusa l’interruzione anticipata della terapia antibiotica) può causare gravi danni: tra i più importanti ricordiamo la cosiddetta “farmaco-resistenza” ovvero un aumento della capacità di alcuni batteri di resistere all’azione degli antibiotici, che diventano così sempre meno efficaci.

Il rischio è che, in presenza di infezioni, il farmaco non risulti più efficace e la persona vada incontro a conseguenze anche gravi.

Anche per questo motivo il Ministero della Salute ha stilato alcuni semplici vademecum per orientare i cittadini verso un uso consapevole e corretto degli antibiotici.

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Gli antibiotici, come suggerisce il nome stesso (anti bios ovvero, contro la vita) sono sostanze capaci di uccidere i microorganismi nocivi. Per farlo però non agiscono sempre in maniera “selettiva” ma possono attaccare anche i cosiddetti “batteri buoni” presenti nella flora batterica intestinale, favorendo un suo squilibrio.

Ecco perché spesso, per prevenire questo spiacevole “effetto collaterale”, dopo una cura antibiotica (o in concomitanza con essa) è spesso consigliata un’integrazione a base di fermenti lattici mediante prodotti appositi, che possono aiutarci a recuperare le forze e tornare più velocemente in equilibrio.

In questi casi, si consiglia di protrarre l‘assunzione di fermenti per un periodo che va da 7-15 giorni, dopo aver interrotto l’assunzione di medicinali.

Ricordiamo che questi prodotti possono essere presi in qualsiasi momento della giornata, ma l’ideale sarebbe assumerli lontano dai pasti o, comunque, a stomaco vuoto.

Quando prendere i fermenti lattici?
Caso 2: dissenteria

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I disturbi intestinali possono colpirci dopo aver mangiato qualcosa di mal conservato, o anche all’arrivo dei primi freddi in maniera più o meno intensa.

L’influenza intestinale o l’intossicazione alimentare, e i sintomi connessi, come la dissenteria, passate le fasi più acute possono lasciarci addosso uno stato di stanchezza generalizzata.

Per intervenire correttamente in presenza di dissenteria è per prima cosa fondamentale individuarne la cause. È quindi bene effettuare una corretta diagnosi chiedendo il parere del medico di fiducia, oltre che reidratare l’organismo per recuperare i liquidi e i sali persi a causa del disturbo in atto.

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Per quanto prendere i fermenti dopo la dissenteria?

Passate le fasi più acute della dissenteria, è consigliabile pensare anche a ripristinare l’equilibrio della flora intestinale, in modo da aiutare il nostro organismo a “tornare in forze”: per farlo si può ricorrere all’assunzione di fermenti lattici probiotici.

Anche in questo caso, si consiglia di assumere prodotti specifici per almeno 7-15 giorni, per aiutare l’intestino a ritrovare il suo equilibrio e “ripopolarsi” di batteri benefici.

Quando prendere i fermenti lattici?
Caso 3: in presenza di stitichezza

Come abbiamo visto, quando l’equilibrio della flora batterica viene alterato a causa di vari fattori si verifica una “disbiosi intestinale”. Questa condizione si manifesta con disturbi di vario tipo e intensità, tra cui difficoltà digestive, stitichezza, gonfiori e flatulenza.

Anche persone che hanno una buona regolarità intestinale, in periodi di stress o a causa del cambiamento delle abitudini alimentari, possono soffrire di stitichezza. Quando il fenomeno della stitichezza occasionale è collegato alla disbiosi, è possibile trarre giovamento dall’assunzione di fermenti lattici prebiotici e fibre prebiotiche.

Ristabilire l’equilibrio della flora batterica può, quindi, anche aiutare a ripristinare la regolarità dell’intestino.

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L’assunzione di prodotti a base di fermenti lattici, inoltre, è consigliata anche per far fronte alla stitichezza dei bambini: questa sostanze, infatti, possono essere assunte tranquillamente senza effetti collaterali.

In presenza di stipsi ostinata o cronica, tuttavia, i fermenti da soli non sono sufficienti, ed è possibile ricorrere anche a farmaci lassativi o integratori a base di piante utili per favorire il transito e l’eliminazione dei gas intestinali.

A stomaco pieno o vuoto:
fermenti lattici quando prenderli?

I fermenti lattici devono essere assunti a stomaco pieno o vuoto? A tutti è capitato almeno una volta di chiederselo. I pareri a riguardo sono contrastanti.

In generale si consiglia di prendere i fermenti a stomaco vuoto, lontano dai pasti. Questo perché se lo stomaco è pieno il loro passaggio all’intestino può essere più lento.

Alcuni però sostengono sarebbe meglio assumerli a stomaco pieno, per proteggerli dall’acidità. In realtà molti fermenti lattici sono acidofili, ovvero vivono e si sviluppano in condizioni di acidità elevata. Quindi questa teoria ha poco fondamento.

Per fugare ogni dubbio, si può optare per integratori di fermenti lattici gastroresistenti.

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