L’albero è il pesco (Prunus persica), una drupacea originaria della Cina, di medio sviluppo e rapido accrescimento, con foglie lanceolate e fiori solitari, piccoli e color rosa, che predilige climi caldi mediterranei e terreni di buone fertilità.

Un frutto da conquistatori

Il frutto è la pesca, introdotta in Grecia a seguito della spedizioni di Alessandro Magno in Persia – donde il nome – e che iniziò a essere coltivata dai Romani dal I secolo d.C. In Europa, tale frutto si coltiva in maniera estensiva in frutteti nell’area mediterranea, a nord fino alla Loira e alla Germania meridionale, ma anche nei giardini in punti riparati anche più a nord.

In Italia la sua coltura si estende per tutta la penisola anche se è la regione dell’Emilia e, soprattutto, della Romagna a primeggiare a livello di produzione.

Uno sguardo da vicino

La pesca si presenta in forma tonda, globosa, con buccia vellutata rosa chiaro fino a giallo dorato, variegato di rosso cupo sul lato più esposto, a volte interamente rosso; la polpa, succosa e acidulo zuccherina, di struttura compatta o farinosa, può essere bianco-verdognolo o giallo dorato.

Se al nord prevalgono le coltivazioni di pesche bianche, al sud sono spesso coltivate le pesche gialle da industria. Per quel che riguarda il seme, infine, esso si presenta zigrinato e racchiude una mandorla amara, non commestibile.

Ad ognuno la sua pesca

Tra le varietà di pesca si segnalano la percoca, frutto molto compatto che non è – come si pensa – un incrocio tra pesca e albicocca e, soprattutto, la nettarina (o pesca noce), una variazione naturale del DNA, ove manca solamente il gene della peluria dell’epidermide, benché diversa sia anche la consistenza della polpa.

Infatti, se le pesche “classiche” sono più morbide e succose, le nettarine risultano più croccanti. In ogni modo, di entrambe ne esistono numerose varietà, che si differenziano per periodo di maturazione, che va da maggio a settembre, dal sapore, dal colore della buccia e, chiaramente, da quello della polpa che può essere bianco o giallo.

Ma si trovano anche pesche differenti per forma: si ricordano, per esempio, quelle appiattite, dette saturnine, notoriamente molto saporite e profumate.

Tra i frutti con polpa gialla, ci sono: la Maycrest, la Spring belle, la Royal glory, la Red haven, la Summer rich. Tra quelle bianche, invece: la Tedresse, la Duchessa d’Este, la Rosa del west ecc. Infine, tra le nettarine gialle, si hanno la Venus e la Lady Erica.

Proprietà delle pesche

La pesca è un frutto ricco di acqua che permette di mantenere lo stato di idratazione e di ripristinare l’equilibrio idrosalino quando questo subisce perdite dovute alla sudorazione per via del caldo o dell’attività fisica; insomma, si direbbe che è un frutto ideale per il suo periodo di consumo, l’estate.

Ma, essendo la pesca ipocalorica (circa 38 kcal per 100 grammi di prodotto), essa può rappresentare un valido spezza fame, nonché un pranzo leggero sotto l’ombrellone.

Con proprietà diuretiche, rinfrescanti e leggermente lassative, le pesche sono digeribili e ben tollerate dallo stomaco, tuttavia se ne consiglia il consumo lontano dai pasti, onde evitare fastidiose fermentazioni che potrebbero verificarsi in associazione a latticini e carboidrati.

Approvata dal re sole

Quale che sia la tipologia, il colore o la forma, la pesca resta uno dei frutti maggiormente apprezzati, dal quale si possono ricavare eccellenti confetture, succhi e fantasiosi dessert. Non solo, ma il semplice e naturale profumo dei fiori della pianta può essere colto, all’olfatto, nel carattere floreale di alcuni vini bianchi, nei quali si potrà cogliere, in bocca, il sentore del frutto in sé, a dimostrazione dell’eleganza della pesca che, del resto, era uno dei frutti preferiti del Re Sole.

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