A nominarle, viene subito in mente la vitamina C, dando per scontato che le arance ne siano ricchissime. Non solo, ma è usuale pensare che esse siano ricche di tante altre sostanze benefiche per l’organismo. Del resto, le arance vengono considerate il frutto simbolo dell’inverno, indispensabile per affrontare con slancio le malattie da raffreddamento. Ma quali sono le reali proprietà delle arance? Vediamolo assieme.

L’arbero dell’arancio: origini e riferimenti storici

Queste succose delizie, sono il frutto dell’arancio (Citrus sinensis), albero appartenente al genere Citrus originario della Cina e del sud-est asiatico.

Si tratta di una pianta che può elevarsi da 6 a 12 metri, con rami che presentano spine medio/piccole, foglie ovate e fiori bianchi a cinque petali.

Da non confondere con l’arancio amaro (Citrus aurantium), quello dolce giunse nel Quattrocento in Europa, quando i marinai portoghesi aprirono la rotta commerciale diretta verso est. Non prima, quindi, come si evincerebbe anche dal quadro del Botticelli, la Primavera, ambientata in un boschetto di aranci che risale al 1482 circa.

Il nome arancia deriverebbe dall’arabo Naranjia e venne trasferito dalla varietà amara, ma gli stessi arabi, nonché i greci e i russi, fanno ancora distinzione tra le due specie. 

Le varietà di arance: origini e caratteristiche

Amare o dolci, bionde o rosse, ovali o tonde, c’è un ulteriore aspetto che differenzia le tipologie di arance: l’ombelico! Questo, infatti, che viene tradotto in inglese con “navel”, altro non è che un’arancia gemella poco sviluppata e situata all’interno del frutto.

Il navel serve quindi a distinguere e a determinare il nome della varietà più diffusa al mondo e che ebbe origine in Brasile, la Navel, appunto. Navelina, Nevalate, Washington Navel (questa la più conosciuta) ecc. fanno tutte parte del “gruppo navel” i cui frutti, come ulteriore caratteristica, non hanno semi al loro interno.

Tra i cultivar più famosi in Europa – anche se i più grandi produttori sono USA e Brasile – si segnala:

N

Valencia

Questa varietà è anche la base della produzione in California e Sud Africa.

N

Jaffa

L’area di produzione di questo cultivar comprende la zona adiacente alla città israeliana da cui prende il nome. Ma viene coltivata anche a Cipro e in parte del sud-est europeo.

Tra le arance rosse, invece, sono celebri sono il cultivar Maltese e il St. Michael, ma soprattutto quelle coltivate in terra di Sicilia.

Proprio queste solleticarono la penna di Goethe e sono ampiamente distribuite in tutta Italia: il Moro, il Tarocco e il Sanguinello (quella D.O.P. di Ribera invece è bionda).

Proprietà delle arance: ecco i valori nutrizionali

Ma quali sono quindi le proprietà delle arance?

Se numerose sono le varietà di questo frutto, un po’ meno sono le sue proprietà nutrienti, vitaminizzanti, antinfettive e digestive.

L’arancia, inspiegabilmente, gode di una fama di quasi panacea: si pensa che possa aumentare le difese naturali dell’organismo e che sia ricchissima di vitamina C.

In realtà, 100 g di succo di arancia contengono 45 mg della sopradetta vitamina (100 g di broccolo, ad esempio, contengono 100 mg, il peperone verde 120 mg, la Rosa canina 1250 mg). 

Se si considera quindi che la dose giornaliera ottimale di vitamina C sarebbe di 1000 mg, bisognerebbe bere più di 2 litri di spremute al giorno per soddisfare il fabbisogno!

Peraltro l’arancia contiene sì «provitamina A, vitamine B1, B2 e PP, fosforo, potassio, sodio, magnesio, calcio, ferro, rame, zinco, manganese, bromo» (G. Fulghesu, Alimentazione naturale dallo svezzamento all’adolescenza, Milano 2001), ma sempre in quantitativi modesti (si veda la tabella nutrizionale).

Tutto sommato, benché  l’arancia non sia così ricca di sostanze benefiche, si può cionsiderare un’ottima alternativa (sotto forma di spremuta o intera) alle bevande e agli snack industriali.

Insomma, ci sono comunque  valide ragioni per includere l’arancia tra i frutti più amati.

Certo i soggetti che soffrono di gastrite o reflusso gastroesofageo devono fare attenzione a un consumo eccessivo, che giova alle pareti di esofago e stomaco.

Buccia d’arancia e arancio amaro, “fonti di bellezza”

Di grande interesse è la buccia dell’arancio, che oltre a evocare un celebre inestetismo (la cellulite), può vantare una grande utilità. Dalla sua spremitura a freddo, infatti, si ricava un ottimo olio essenziale.

La scorza dei frutti immaturi dell’arancio amaro, che contiene sinefrina, viene invece spesso usata nella formulazione di integratori specifici concepiti per favorire il controllo del peso corporeo!

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La leggenda dei fiori d’arancio

Sui fiori dell’arancio, invece, è incentrata un’affascinante leggenda che li ha resi simbolo della futura unione matrimoniale.

Infatti, si narra che un re spagnolo ricevette in dono, da una fanciulla, un albero di arancio e lo fece piantare nei giardini del castello.

Un ambasciatore, in occasione di una visita al sovrano, colpito dalla bellezza dell’albero, ne chiese un ramo come ricordo. Di fronte al rifiuto del re, egli si rivolse, in segreto, al giardiniere, che acconsentì a tagliare un ramo dell’albero. in cambio di 50 monete d’oro.

Questa ricompensa divenne la dote per la figlia che riuscì così ad essere corteggiata e sposata. In occasione delle nozze, la ragazza volle adornarsi i capelli con un ramoscello di fiori d’arancio, per omaggiare la pianta che le aveva permesso di sposarsi!

Non va però dimenticato che i fiori e i frutti degli agrumi (arancio compreso) furono il dono delle nozze per Giove e Giunone. Anche per questo motivo il bouquet di fiori d’arancio è entrato nel costume del rito matrimoniale.

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F. Stefanini Administrator
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Laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Bologna (2000), con successiva specializzazione in Relazione e comunicazione coi media (2001).

Ha maturato una decennale esperienza nel settore editoriale, occupandosi di correzione bozze, editing, revisione e gestione di progetti di scolastica tecnica scientifica.

Si è occupata della stesura di articoli divulgativi sulle tematiche del benessere e della prevenzione per la rivista “Professione salute” dell’editore Blumill srl.

Ha collaborato come consulente esterno con Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), occupandosi dello sviluppo contenuti per le tematiche di rendicontazione per la versione online del bilancio sociale dell’Associazione (2014).

Attualmente si occupa della gestione dei profili social per l’azienda Giorgini Dr. Martino, della scrittura di articoli Seo oriented e della produzione dei contenuti per altri materiali di comunicazione online e offline (newsletter, landing page, bugiardini ecc.).