Probabilmente i vostri nonni lo indicavano con i nomi di piscialetto, stella gialla o dente di leone, denominazioni diffuse nella tradizione contadina. Stiamo parlando della pianta del tarassaco (Taraxacum officinale),  particolarmente utilizzata in fitoterapia per le sue numerose proprietà. Vediamo assieme i benefici del tarassaco per capire anche l’origine di uno dei sui nomi “popolari”.

I cosiddetti “soffioni”, che pullulano nei campi incolti nella bella stagione, altro non sono che i frutti, o meglio le infruttescenze, del tarassaco  (o piscialetto).

Proprietà del piscialetto: ecco il perché del nome

Le proprietà drenanti delle radici di tarassaco, cui allude ovviamente il nome comune “piscialetto”, fanno sì che venga spesso utilizzata nella formulazione di integratori appositamente studiati per favorire l’eliminazione dei liquidi corporei.

Le radici di tarassaco, oltre a quella drenante, possono esercitare altre benefiche azioni:

  • supporto delle funzioni depurative dell’organismo;
  • funzione digestiva ed epatica;
  • supporto alla regolarità del transito intestinale.
Questa pianta erbacea perenne, diffusa in tutta Italia e facilmente reperibile nei prati, nel periodo medievale era utilizzata per supportare il fegato, scelta probabilmente dovuta al colore giallo dei suoi fiori, simile a quello della bile.

Come assumere il piscialetto

In generale, per un’assunzione a fini fitoterapici, il tarassaco o piscialetto è disponibile sotto forma di tintura madre, estratto titolato o integrale.

Questa pianta può essere assunta da sola, ma molto spesso viene usata nella formula di integratori specifici per il fegato, in sinergia con altre erbe e nutritivi (come cardo mariano).

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F. Stefanini Administrator