Sicuramente avrete sentito parlare di “grassi buoni Omega 3” e sarà capitato anche a voi di chiedervi: ma gli Omega 3 a cosa servono? Oggigiorno, infatti, si discute sempre più spesso dei benefici di queste sostanze senza conoscerne realmente l’importanza.

Iniziamo a fare chiarezza spiegando, prima di tutto, cosa sono e dove possiamo trovare gli Omega 3. Cerchiamo di capire quindi perché è importante assumere queste sostanze mediante l’alimentazione o, se quest’ultima è carente, con appositi integratori di Omega 3.

Cosa sono e dove si trovano gli Omega 3

Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi definiti essenziali in quanto il nostro corpo non è in grado di sintetizzarli, cioè produrli. Quindi è essenziale introdurli mediante l’alimentazione.

Questi “grassi buoni” devono essere introdotti consumando alcuni specifici alimenti. E se la dieta non basta, è possibile ricorrere ad appositi integratori. Tra i cibi più ricchi di Omega 3 ricordiamo:

  • pesce olio di pesce, specie quello dei mari freddi come il salmone o il merluzzo e il pesce azzurro;
  • semi di lino;
  • semi di chia;
  • alcuni tipi di frutta secca, per esempio le noci.

Il consumo di questi alimenti o l’utilizzo di specifici integratori può quindi dare giovamento sotto diversi aspetti: vediamo insieme quali.

Omega 3 a cosa servono: per il cuore e i trigliceridi

L’assunzione di acidi grassi Omega 3 (nello specifico DHA ed EPA) può apportare diversi benefici al nostro corpo.

  • In sinergia con l’EPA, il DHA sostiene la salute di cuore e vasi sanguigni (assumendo almeno 250 mg di DHA + EPA).
  • L’assunzione di almeno 2 g al giorno di DHA + EPA può aiutarci a mantenere i normali livelli di trigliceridi nel sangue.

L’importanza degli Omega 3 è confermata anche da alcune analisi condotte dall’Efsa, l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare. I risultati degli studi indicano che assumere con regolarità Omega 3 contribuisce a proteggere il cuore e a controllare trigliceridi e colesterolo.

omega 3 a cosa servono

I ricercatori dell’Università di Miami e dell’Inflammation Research Foundation di Marblehead hanno  pubblicato un interessante studio sulla rivista Journal of Obesity. Questa ricerca mette in relazione un ridotto apporto di Omega 3 nella dieta con lo sviluppo dell’infiammazione silente.

Purtroppo, il consumo di acidi grassi omega-3 a catena lunga, come EPA, è diminuito drasticamente nel secolo scorso. Con quella riduzione dell’assunzione di EPA accoppiata all’aumento del consumo di carboidrati raffinati e oli vegetali, la fase dietetica si è impostata su un drammatico aumento dell’infiammazione silente.

Secondo quanto scoperto, l’assunzione regolare di questi acidi grassi può essere utile per contrastare l’infiammazione silente. Questo disturbo non si manifesta in modo evidente con sintomi come rossore, dolore o gonfiore, ma può essere ugualmente limitante.

La causa dell’infiammazione silente è da ricercare in una compresenza di fattori quali stress, alterazione del ritmo sonno-veglia, inquinamento e, soprattutto, alimentazione scorretta.

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Omega 3: un aiuto per i nostri occhi

Ancora vi state chiedendo gli Omega 3 a cosa servono? Ecco un altro beneficio che può derivare dalla loro assunzione.

Gli Omega 3 sono importanti nutrienti per i nostri occhi. Il DHA può infatti contribuire al mantenimento della normale capacità visiva.

Infatti: «Anche gli occhi devono poter disporre di grassi Omega 3, per trasmettere rapidamente al cervello gli impulsi luminosi, anche i più tenui.

In molti casi, la diminuzione della visione notturna può essere dovuta a una carenza di acidi grassi Omega 3.» (Ulrich Strunz, Andreas Jopp, Grassi buoni, grassi cattivi. Scegliere i cibi giusti per mantenere in forma corpo e mente, Tecniche Nuove 2008).

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Sport e Omega 3: l’accoppiata vincente

Assumere regolarmente Omega 3 può produrre diversi effetti positivi anche nell’ambito sportivo. Lo dimostra uno studio italiano condotto dai ricercatori dell’Università di Siena.

Gli atleti sottoposti al test hanno assunto per 35 giorni olio di pesce. Durante le prove sportive chi ha fatto uso di olio di pesce ha mostrato tempi di reazione più rapidi rispetto a chi non ha assunto Omega 3.

È quindi possibile che questi acidi grassi migliorino le performance sportive, apportando energia e riducendo la percezione della fatica.

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Quando assumere un integratore di Omega 3?

Come abbiamo visto, gli acidi grassi Omega 3 devono essere assunti con l’alimentazione, poiché il corpo non è in grado di “produrli”.

Consumando alcuni cibi ricchi di queste sostanze è possibile garantirsi buone quantità di benefici acidi grassi essenziali. In alcuni casi però, la dieta da sola potrebbe non bastare.

Vediamo i casi più frequenti, che possono rendere utile un’integrazione.

In tutti questi casi, è possibile fare ricorso a integratori concentrati di Omega 3. Ricordiamo che, quando si fa ricorso a un integratore, è sempre bene attenersi alle dosi consigliate e, per gli Omega 3, non superare i 5 g di DHA + EPA al giorno.

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Cottura eccessiva dei cibi

Come per altri nutritivi, le cotture eccessive possono degradare e distruggere gli omega 3 presenti nel cibo. A volte, inoltre, siamo abituati a seguire diete sbilanciate o troppo restrittive. Queste abitudini possono rendere insufficiente la quantità di omega 3 assunta giornalmente.

Onmega 3 anche per l’intestino?

In base a uno studio condotto dall’Università di Nottingham e del King’s College London gli Omega 3 avrebbero effetti benefici anche sull’intestino.

Come riportato dall’Ansa, i soggetti con livelli maggiori di Omega 3 nel sangue hanno fatto registrare anche una migliore diversità del microbioma intestinale. E un intestino ricco di betteri benefici è un fattore positivo per la salute globale dell’organismo.

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Malassorbimento

Alcune persone, invece, possono avere problemi di assorbimento, conseguenti a interventi chirurgici o causati da specifiche patologie.

In questi casi è necessario aumentare la quota di Omega 3 assunta giornalmente. E per farlo non basta la sola alimentazione ma è bene fare ricorso a integratori specifici.

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Gravidanza o allattamento

In alcuni momenti della vita, come per esempio la gravidanza o l’allattamento, l’organismo può avere bisogno di maggiori quantità di nutritivi.

Questo vale anche per gli Omega 3, che possono essere integrati anche in periodi di super lavoro o stress, per soddisfare l’aumento del fabbisogno.

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F. Stefanini Administrator