La malattia del suicidio. In questo modo era chiamata la nevralgia, più in particolare quella del trigemino, quando ancora non si conoscevano rimedi per alleviare i dolori. Tra i sofferenti della storia si annoverano Giulio Cesare, Carlo Magno e Galileo Galilei. Ne esistono tre tipologie.

Nevralgia del trigemino: sintomi e cause

Affligge il quinto nervo cranico, il cui ruolo è trasmettere ai centri cerebrali le sensazioni sensoriali e termiche e la percezione del dolore, ed è, la nevralgia del trigemino, tra le più invalidanti.

Provocando episodi di dolore intenso, rapido e fulminante, il male si manifesta su tutto il capo, o in zone specifiche, come una scossa elettrica o un lampo di dolore. Ma qual è la sua causa?

Ebbene, a oggi questa è ancora presunta. Si è sicuri, per chiarire, che si tratta della pressione esercitata da un vaso sanguigno su un nervo che, causando il danneggiamento della guaina mielinica (una struttura biancastra che avvolge gli assoni, i lunghi prolungamenti dei neuroni e che permette di trasmettere velocemente i segnali nervosi attorno al cervello), si trova così sprovvisto della fascia naturale di protezione.

Può accadere come conseguenza di cure dentistiche, e principalmente si manifesta come un insopportabile mal di testa ampiamente diffuso al capo, poiché interessa i nervi glossofaringeo, laringeo superiore e occipitale. Le cause possono essere gli stimoli sensoriali come luce, rumori e sapori di elevata intensità, ma anche lesioni al cervello e invecchiamento.

Come affrontare la nevralgia del trigemino

Se gli antinfiammatori non sono sempre risolutivi, l’approccio neurochirurgico può essere d’aiuto nei casi più gravi mentre quello naturale può dare una giusta integrazione.

Per esempio, il Feverfew (Partenio) conforta la funzionalità articolare e se la Chiretta è una naturale difesa dell’organismo, il Salice contrasta gli stati di tensione localizzati (Disciplina dell’impiego negli integratori alimentari, Ministero della Salute, 2014).

Altri tipi di nevralgia: la sciatalgia

La nevralgia sciatica, colpendo il nervo più lungo del corpo umano, si presenta come un dolore molto intenso che rende difficile sia sostare in piedi, per effetto della compressione, sia seduti.

Spesso, ma non sempre, essa è provocata da un’ernia discale esposta, che preme, appunto, sul nervo sciatico.

La stenosi spinale (il restringimento del canale spinale) e nucleo polposo fuoriuscito dai dischi vertebrali possono essere causa di questa nevralgia, capace anche, nei casi gravissimi, di causare perdita di controllo di vescica o intestino.

Sintomi della nevralgia sciatica

Bisogna prestare attenzione ai sintomi, però, poiché sono ben individuabili; arginarli può evitare che il dolore diventi insopportabile.

Quali sono questi sintomi? Anzitutto, la presenza di dolore in una zona della gamba e l’intorpidimento nelle altre è un segnale; bruciore e formicolio su gambe e piedi, un altro.

Nevralgia sciatica: diagnosi e aiuti per affrontarla

Gli spazi intervertebrali più colpiti della zona lombare dall’ernia, con conseguente sciatalgia, sono quelli tra L4-L5 (95%) secondo l’International Society of Laser and Percutaneous Procedures in Spinal Surgery, per cui un bravo medico farà sempre controllare lo stato di queste vertebre prima di emettere un parere.

Per diagnosticare una sciatalgia, il medico si avvale, in prima fase, della manovra o segno di Lasègue: il paziente giace in decubito supino, con gambe allungate. Il medico flette passivamente la coscia sul bacino mantenendo la gamba in estensione, per determinare lo stiramento dei tronchi nervosi.

Se tale manovra provoca dolore dunque, è segno di una sciatalgia.

Come porvi rimedio? Esistono vari sistemi: miorilassanti naturali e tanta ginnastica posturale, per esempio.

La più efficace? Per alcuni medici è certamente la metodologia di diagnosi e terapia meccanica secondo McKenzie, che si può fare anche a casa.

Nevralgia post-erpetica

Un tempo lo chiamavamo fuoco di Sant’Antonio o più imperiosamente fiamme di Satana. Oggi ha un nome scientifico, Herpes Zoster, e una causa riconosciuta: il virus della varicella infantile.

La nevralgia post-erpetica è una possibile sintomatologia che può nascere a seguito di un attacco del virus e in effetti le statistiche parlano di un 20% di possibilità di comparsa sotto i cinquanta anni e del settanta percento su persone anziane non correttamente trattate.

Questa nevralgia si manifesta nella medesima regione in cui si è sviluppato l’herpes e si presenta come un semplice prurito, come un fastidioso formicolio oppure come un vero e proprio dolore.

Come guarirne. Ebbene, poiché i sintomi della nevralgia post-erpetica sono molti e variabili, il medico ha l’obbligo di personalizzare la cura sfruttando prodotti che riescano a debellare il virus per poi impiegare antidolorifici e medicamenti utili per ridurre il dolore neuropatico delle fibre nervose interessate. La medicina naturale produce risultati molto soddisfacenti.

Dr. Matteo Menetti Cobellini

Giornalista professionista

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