L’attività fisica può favorire il rilascio di endorfine, sostanze che favoriscono il senso di benessere

Stando a diversi studi di medici e ricercatori, la pratica di una regolare attività fisica avrebbe effetti benefici, oltre che sul tono dei muscoli anche su quello dell’umore.

Gli impegni della vita quotidiana, tra famiglia studio o lavoro, spesso possono sembrare una montagna troppo alta da scalare e generare un accumulo di stress che influisce negativamente sul nostro organismo e sul tono dell’umore. Sintomi tipici di qualcosa che non va possono essere:

  • difficoltà a prendere sonno
  • apatia generalizzata
  • un immotivato ed eccessivo nervosismo

Questi “effetti collaterali” influiscono negativamente sulle nostre prestazioni quotidiane, oltre che sulle relazioni sociali, arrivando così a peggiorare la nostra qualità di vita.

Il movimento (in special modo quello di tipo aerobico, come la corsa o la zumba) sarebbe in grado di liberare nel nostro organismo una maggiore quantità di endorfine (neurotrasmettitori prodotti dal cervello), sostanze in grado di indurre un generale senso di benessere.

L’euforia del corridore: leggenda o verità?

Alcuni studiosi sono arrivati a individuare un vero e proprio stato di “sballo emotivo”, che colpirebbe in particolar modo chi pratica assiduamente la corsa: si stratta del cosiddetto Runner’s High, una sorta di euforia diffusa manifestata, per esempio, da chi corre con costanza, dopo una pratica prolungata (per esempio, mezzofondisti o maratoneti).

Fino a qualche tempo fa, non esistevano conferme scientifiche che stabilissero una stretta correlazione tra questo stato di estremo benessere e la pratica sportiva della corsa; di conseguenza,  per alcuni, lo  “sballo del corridore” era solo l’ennesima leggenda metropolitana.

Lo scetticismo è dovuto al fatto che non esistono tecniche sicure per una corretta misurazione del livello di endorfine nel sangue e quindi adatte a fornire conferme concrete.
Un gruppo scienziati tedeschi, nel 2008 ha però sostenuto di aver messo a punto una tecnica per definire il livello di questi neurotrasmettitori, prima e dopo l’attività fisica. Misurando così il livello di endorfine presenti nel sangue di un gruppo di atleti, prima e dopo due ore di corsa, gli studiosi sono riusciti a constatare che il livello di queste sostanze aveva subito una netta “impennata” in ogni soggetto.

Sport: fonte di benessere per tutti, non solo per i maratoneti

Anche chi non pratica sport a livello semi professionistico può, tuttavia, trarre giovamento dagli effetti che l’attività fisica ha sul tono dell’umore.

Non serve necessariamente correre per ben due ore per avvertire i primi segnali positivi, ma basta un po’ di costanza: la pratica di una regolare attività fisica può essere utile anche come semplice “sfogo” contro le tensioni del quotidiano.
L’aumento della temperatura del nostro corpo, conseguente a un’attività aerobica, può inoltre favorire il rilassamento della muscolatura.

Ovviamente è fondamentale scegliere l’attività più “in linea” con il nostro carattere o, per così dire, più “nelle nostre corde”: questo favorirà la costanza nella pratica sportiva e agevolerà anche le relazioni sociali con chi magari nutre la stessa passione (e “fare amicizia” è innegabilmente un’altra ottima pratica antistress e pro buonumore!).

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