Il giusto apporto di vitamine è fondamentale per il benessere del nostro organismo e la vitamina D non fa eccezione. Non tutti però forse sanno dove si trova questa vitamina e che funzioni svolge nel nostro corpo. Ma, soprattutto, che rischi comporta una sua carenza? E a chi può essere utile un integratore di vitamina D? Lo scopriremo in questo articolo. In particolare, ci occuperemo dei seguenti argomenti.

A cosa serve la vitamina D e quanta ne dobbiamo assumere?

La vitamina D svolge diversi ruoli molto importanti nel nostro corpo. In particolare, aiuta l’organismo ad assorbire il calcio assunto con l’alimentazione. Per questo motivo, come ricordato in un opuscolo del Ministero della Salute sull’ospeoporosi, questa vitamina è un’alleata fodamentale per la salute delle ossa. Sintetizzando, la vitamina D svolge le seguenti funzioni:

  • aiuta il nostro corpo ad assorbire e utilizzare il calcio e il fosforo;
  • sostiene la funzione del sistema immunitario;
  • promuove il benessere di ossa e denti e la funzione muscolare.

Ma quanta vitamina D serve ogni giorno al nostro corpo? La dose minima occorrente per mantenersi in buona salute (NRV) è pari a 5 mcg. Ma cosa può accadere in caso di carenze di vitamina D? Vediamolo nel paragrafo seguente.

Carenza o insufficienza? I valori di riferimento per la vitamina D

Per individuare con certezza una carenza di vitamina D occorre fare un esame del sangue per controllarne i livelli ematici. In linea generale, si può parlare di ipovitaminosi (“carenza”) quando i valori di vitamina D nel sangue sono inferiori a 20 ng/ml (nanogrammi per millilitro); si parla invece di “insufficienza” quando i valori sono intorno ai 20-30 ng/ml e di “sufficienza” quando i valori sono superiori a 30 ng/ml. Questi valori di riferimento possono subire leggere variazioni da una società medica all’altra, ma sono comunque indicativi per definire una carenza.

Carenza di vitamina D: le possibili conseguenze

Una carenza di vitamina D può esporre a diversi problemi, in particolar modo a carico dell’apparato muscolo scheletrico, quali:

  • fragilità ossea negli adulti o osteoporosi;
  • rachitismo nei bambini.

integratore di vitamina D per prevenire osteoporosi

Se questa vitamina è tradizionalmente associata alla salute di ossa e denti, occorre però ricordare che una sua carenza può esporre anche a rischi di altro tipo. Alcuni studi hanno infatti messo in correlazione basse quantità di vitamina D all’insorgenza di malattie cardiovascolari. Una carenza di vitamina D può, inoltre, esporre a stanchezza cronica, o spasmi muscolari.

Per tutti questi motivi è bene sapere quali fattori favoriscono una carenza e quando può essere necessario usare un integratore di vitamina D.

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La vitamina D negli alimenti

Le fonti alimentari ricche di vitamina D sono limitate. Tra gli alimenti più ricchi sono inclusi i pesci grassi (sgombro, salmone e tonno), i tuorli delle uova, il burro e alcuni formaggi grassi. Quantità inferiori possono esser presenti in alcuni funghi.

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5 casi in cui può servire un integratore di vitamina D

Secondo uno studio pubblicato nel 2008 sul mensile americano The American journal of Clinical Nutrition, le carenze di vitamina D a livello mondiale sarebbero in progressiva crescita.

Occorre ricordare che le fonti alimentari di vitamina D sono limitate, tuttavia le carenze di questa vitamina raramente hanno a che fare con l’alimentazione. Il nostro corpo, infatti, è in grado si sintetizzarla (ovvero produrla) anche in seguito all’esposizione ai raggi UVB. Non a caso, la vitamina D è anche detta “vitamina del sole”.

Tra le persone più soggette a carenze ci sono, dunque, gli anziani che non si espongono al sole a sufficienza.

le persone anziane bossono aver bisogno di un un integratore di vitamina D

Oltre all’età avanzata, esistono però alti fattori che possono favorire carenze di questo importante nutritivo e rendono consigliabile il ricorso a un integratore di vitamina D. Vediamo i casi più frequenti.

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1) Problemi epatici, renali o malassorbimento

Alcune malattie, come la celiachia, il morbo di Chron e altre, possono ridurre l’assorbimento di vitamina D a livello intestinale. Inoltre, alcune patologie al fegato o ai reni possono ridurre la produzione (sintesi) di vitamina D all’interno del corpo. Anche in questi casi potrebbe essere utile un integratore di vitamina D, dopo aver eventualmente valutato la situazione con il medico fiducia.

2) Gravidanza e allattamento

Nel periodo della gravidanza e dell’allattamento il fabbisogno di vitamina D aumenta. Alcuni studi hanno evidenziato che le donne con carenze di vitamina D hanno maggiori probabilità di avere bambini con ritardi nella crescita. È dunque necessario assumerla innanzitutto mediante l’alimentazione, consumando cibi che la contengano (salmone, aringa, fegato, uovo ecc.). In secondo luogo si può valutare il ricorso a un integratore di vitamina D, per soddisfare al meglio le accresciute esigenze del corpo materno. In caso di dubbi, prima di assumere il prodotto, è sempre meglio sentire il parere del ginecologo di fiducia.

integratore di vitamina D in gravidanza

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3) Obesità

In alcuni casi, anche se nel nostro corpo ci sono quantità sufficienti di vitamina D questa non è in grado di svolgere le sue funzioni. Per esempio, nelle persone obese, la vitamina D viene per così dire sequestrata dai tessuti adiposi. In presenza di obesità la vitamina D che si accumula nel grasso corporeo non può essere quindi sfruttata dal corpo. Ecco perché anche in questo caso, potrebbe essere necessario ricorrere a un integratore di vitamina D.

4) Assunzione di farmaci

Alcuni farmaci, come gli antiacidi o le statine, possono limitare l’assorbimento di vitamina D; anche i lassativi, se vengono assunti abitualmente, riducono l’assorbimento delle vitamine liposolubili (che si sciolgono nei grassi) di cui fa parte anche la D.

5) Limitata sintesi a livello cutaneo

I soggetti con pelle scura sono più esposti a carenze di vitamina D, poiché la melanina ne riduce la sintesi (produzione) a livello cutaneo. Soggetti esposti a carenze sono anche coloro che stanno poco all’aria aperta e non si espongono alla luce dei raggi solari: persone anziane, soggetti non autosufficienti, o anche chi abita in Paesi con una ridotta esposizione. Con l’avanzare dell’età, poi, in generale, si riduce la capacità della pelle di produrre questa vitamina.

Altri fattori che possono causare una carenza di vitamina D sono il fumo e l’abuso di alcolici. Gli alcolisti, in particolare, sono tra i soggetti più esposti a deficit di questa vitamina.

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Integratore di vitamina D: conclusioni

Come abbiamo visto, esistono casi specifici che possono favorire carenze di vitamina D, per far fronte alle quali è consigliabile il ricorso a un integratore. A maggior ragione se si seguono diete restrittive, o se si consumano raramente le poche fonti alimentari di questa vitamina.

fonti alimentari di vitamina d

Per esempio, le persone anziane, le donne in gravidanza o coloro che soffrono di dipendenza dall’alcool farebbero bene valutare il supporto di prodotti specifici. In ogni caso, il parere dello specialista è sempre consigliabile in presenza di dubbi o patologie specifiche.

Per finire, occorre tenere presente che tutti i nutritivi importanti per il benessere del nostro organismo agiscono in sinergia. Questo significa che anche il metabolismo della vitamina D  è sempre influenzato, in misura minore o maggiore,  da altre sostanze che devono essere sempre presenti nelle giuste quantità nel nostro organismo (come magnesio, zinco, vitamina K ecc.).

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Vitamina D effetti collaterali

La vitamina D è liposolubile e, come per tutte le altre vitamine appartenenti a questa categoria, un sovradosaggio può creare qualche problema.

Ricordiamo che l’apporto massimo giornaliero che, secondo il Ministero della Salute Italiano, può essere fornito da un integratore di vitamina D è pari a 25 mcg. In generale, se ci si attiene alla posologia indicata sulle confezioni degli integratori notificati al Ministero della Salute, il rischio di un sovradosaggio è molto raro.

Tra gli effetti collaterali causati da un dosaggio eccessivo sono inclusi nausea, inappetenza, vomito.

L’interazione con alcuni farmaci può inoltre essere sconsigliabile. Ecco perché, come per ogni altro integratore, è bene sentire prima il parere del medico se si stanno seguendo terapie specifiche e si assumono medicinali.

In caso di dubbi, prima di procedere all’auto prescrizione di un integratore di vitamina D, è sempre consigliabile consultare il medico di fiducia.

integratore vitamina d con calcio e fosforo

F. Stefanini Administrator