Per molti l’influenza è un fastidioso inconveniente che incombe quando il tempo si fa inclemente, ma anche un appuntamento con Madre Natura messo in agenda come qualcosa che potrebbe accaderci, ma che, chissà perché, capiterà sicuramente a qualcun altro. Prevenire, si potrebbe pensare, non è utile quanto curare.  Quando però parliamo di influenza nei bambini, essere lungimiranti è sempre un dovere e lo deve essere anche quest’anno.

Influenza nei bambini: i numeri

A leggere il Rapporto Epidemiologico della Sorveglianza Virologica dell’Influenza 2017-2018 elaborato dal Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, il rischio epidemico per i bambini si è concluso, ma già si pensa a cosa potrebbero andare incontro a dicembre.

L’Istituto Superiore di Sanità afferma che, statistiche alla mano, «la frequenza con cui insorgono casi di influenza si aggira mediamente ogni anno intorno all’8% della popolazione generale, mentre nella fascia d’età 0-14 anni, che è quella più colpita, l’incidenza, mediamente, è pari a circa il 22%».

Come si contrae l’influenza?

È bene precisare che i giovanissimi, al pari di donne in gravidanza, anziani e pazienti cardiaci, sono tra i soggetti più esposti a contrarre il virus influenzale. Come?

La trasmissione avviene attraverso minuscole goccioline emesse starnutendo, tossendo, anche parlando. I bambini, dai più piccoli ai più grandicelli, sono dunque vulnerabili perché il loro organismo è ancora in formazione.

L’influenza sopravviene quando il virus raggiunge le cellule dell’epitelio del primo tratto respiratorio (l’epitelio è un tessuto di rivestimento delle cellule), attraverso le vie aeree del bambino. Il virus inizia quindi a replicarsi e, nell’arco di quattro o sei ore, la riproduzione virale è completa.

Influenza nei bambini: sintomi

Se corrisponde al vero che l’infezione tende ad autolimitarsi e a risolversi in pochi giorni negli adulti, per i bambini è d’obbligo prestare attenzione ai sintomi, soprattutto se l’ammalato è molto giovane, dai zero ai quattro anni.

Il Ministero della Salute avverte anche che nel lattante, per esempio, l’influenza è spesso accompagnata da vomito e diarrea e solo eccezionalmente da febbre; occhi arrossati e congiuntivite sono caratteristici dell’influenza nei bambini in età prescolare.

Nel bambino nella fascia di età compresa tra uno e cinque anni la sindrome influenzale si associa invece, e frequentemente, a laringotracheite, bronchite e febbre elevata.  Malessere diffuso, dolori ossei, inappetenza e fotofobia sono sempre campanelli d’allarme cui è doveroso prestare attenzione!

Come affrontare l’influenza

In caso di virus conclamato – spiegano i medici – gli antibiotici sono inadatti, poiché questi aggrediscono i batteri. Naturalmente, in questi casi sarà il pediatra il primo riferimento in caso di dubbio, poiché un’infezione virale non impedisce, per sua natura, che avvenga una batterica.

Se il bambino è attaccato dall’influenza nonostante le precauzioni che suggerisce il Ministero della Sanità (pulire sempre le mani del bambino, coprirlo adeguatamente ed evitare che egli tocchi superfici sporche), si può alleviare il disagio in molti modi: dissetarlo per reintegrare i liquidi persi con la febbre aiuterà certamente il suo equilibrio corporeo.

Se il bambino è già svezzato, una dieta con un adeguato apporto di zuccheri (pasta e riso), e povera in grassi è quasi una scelta obbligata. Per prevenire le crisi di acetone, che si produce quando si assorbono pochi zuccheri e il corpo inizia ad assimilare al loro posto i grassi, si consigliano bevande zuccherate, meglio se a base di fruttosio, perfetto se succhi di frutta naturali.

E ancora: brodo di pollo, le cui proteine aiutano il sistema immunitario, e il miele, nella misura di un cucchiaino, ma solo dopo i due anni.

Per il mal di gola, alcuni medici suggeriscono i ghiaccioli perché il freddo dona sollievo e blocca la fuoriuscita di muco irritante, mentre per le occlusioni nasali, mal di testa e astenia, è sempre bene chiedere il parere del pediatra di fiducia che fornirà un trattamento adeguato. I decongestionanti nasali, per quanto liberino il respiro del bambino, possono – in caso di abuso – nondimeno irritare le vie nasali.

Una buona integrazione è data dal sambuco: ricco di potassio, calcio, fosforo, ferro, selenio e vitamine, questo arbusto possiede riconosciute proprietà diaforetiche, è infatti uno stimolante della sudorazione, a efficacia «antinfluenzale, antinfiammatoria antivirale» (A. Formenti, Alimentazione e fitoterapia. Metodologia ed esperienze cliniche, Milano 2010).

Dr. Matteo Menetti Cobellini

Giornalista professionista

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