Secondo un articolo apparso tempo fa sul quotidiano La Stampa, almeno il 20% degli italiani soffre di problemi digestivi. A tutti infatti è capitato prima o poi di pensare ho mangiato troppo, specie per feste o ricorrenze importanti.

Le conseguenze in genere non si fanno attendere: gonfiore, senso mancato svuotamento dello stomaco, o bruciori possono essere effetti di una cattiva digestione.

Come correre ai ripari in questi casi? E quali sono gli aiuti naturali più efficaci per aiutare il nostro stomaco a smaltire gli eccessi alimentari? Vediamolo assieme.

In particolare tratteremo i seguenti temi.

Come avviene la digestione?

Prima di spiegare cosa fare quando ci capita di pensare “ho mangiato troppo”, vediamo brevemente come avviene la digestione nel nostro corpo.

La digestione chimica si compie grazie all’azione di alcune proteine (gli enzimi digestivi) capaci di spezzare i legami tra le molecole del cibo.

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FASE 1: Cavità orale

Il tutto comincia dalla cavità orale (la bocca), dove i denti spezzettano il cibo creando così il bolo alimentare. Qui il cibo inizia e esser digerito con il supporto degli enzimi contenuti nella saliva.

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FASE 2: Stomaco

Il bolo viene deglutito passando dapprima lungo la faringe, poi attraverso l’esofago, per raggiungere lo stomaco.

Qui si accumula il cibo ingerito che viene “attaccato” da sostanze acide (acido cloridrico), formando un liquido cremoso e acido, il chimo.

L’acido cloridrico svolge un ruolo fondamentale nella digestione. Tra le altre cose serve infatti ad attivare l’enzima che si occupa di digerire le proteine.

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FASE 3: Duodeno

Il cibo poi passa nel duodeno (primo tratto dell’intestino tenue) a seguito dell’apertura del piloro, una valvola che chiude l’estremità dello stomaco.

È qui che si riversano i succhi digestivi prodotti nel fegato (la bile) e nel pancreas (succhi pancreatici).

Queste sostanze continuano ad aggredire il cibo (anzi, il chimo), facendo così progredire il processo di digestione.

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FASE 4: Intestino tenue e crasso

Il cibo, dopo aver attraversato il duodeno, prosegue il percorso nell’intestino tenue. Raggiunge quindi l’ileo e poi il digiuno, ovvero il tratto finale dell’intestino tenue che si congiunge col crasso.

Quando il cibo è giunto a questo punto la digestione può dirsi completata. I nutrienti sono pronti per essere assorbiti, mentre la parte residua viene espulsa sotto forma di feci.

Ho mangiato troppo: l’aiuto della bile

Ciascuna delle fasi sintetizzate poco sopra è fondamentale per una buona digestione. Un ruolo chiave è però svolto dalla bile.

Ecco quindi la prima risposta alla alla domanda: come aiutare lo stomaco quando ho mangiato troppo? Per farlo, occorre innanzitutto assicurarsi che questa sostanza venga prodotta dal corpo nelle dovute quantità.

Ma perché la bile è così importante? Vediamo di sintetizzare le sue funzioni.

1) Neutralizza il contenuto acido gastrico

La produzione di bile e il suo rilascio da parte della cistifellea aiutano a regolare l’apertura del piloro. Il piloro è la valvola che separa l’estremità del duodeno dalla prima parte dell’intestino.

La sua apertura è favorita dall’aumento dell’alcalinità creato dalla bile.

Questo meccanismo favorisce lo svuotamento dello stomaco. Ed è importante a maggior ragione in presenza di un senso di pesantezza causato da eccessi alimentari.

2) Digestione e metabolismo dei grassi

I sali biliari favoriscono il metabolismo del colesterolo. Inoltre completano digestione disgregando ed emulsionando le molecole di grasso.

3) Stimola la peristalsi

Il rilascio della bile può inoltre stimolare la peristalsi, ovvero la contrazione della muscolatura intestinale.

L’attività peristaltica serve a rimescolare il contenuto intestinale e a favorirne la progressione.

4) Azione antisettica

La bile è utile anche per prevenire la putrefazione intestinale.

Può svolgere infatti un’azione antisettica nei confronti della flora batterica intestinale prevenendo il proliferare di “batteri cattivi”.

5) Attivazione enzimi pancreatici

Gli enzimi pancreatici, al contrario di quelli gastrici, si attivano solo in ambiente alcalino. Quindi se la bile non raggiunge il duodeno per abbassare l’acidità, gli enzimi pancreatici non svolgono bene la loro funzione.

Di conseguenza la digestione non avviene nel modo corretto, creando problemi di malassorbimento.

Carenza di bile: possibili sintomi e conseguenze

Da quanto accennato si può intuire l’importanza della bile per una buona digestione.

Ecco perché è bene assicurarsi che questa sostanza sia sempre prodotta in dosi adeguate dal fegato.

Se il fegato è impegnato 24 ore su 24 a neutralizzare scorie, potrebbe risentirne però anche la produzione biliare.

Una carenza di questo liquido, può favorire problemi come:

  • un lento svuotamento dello stomaco;
  • difficoltà a digerire alcuni alimenti;
  • eruttazione, gonfiore, acidità

Se c’è poca bile, il contenuto gastrico acido che giunge nel duodeno non viene neutralizzato completamente e passa nell’intestino tenue che, a sua volta, assorbirà acido cloridrico!

Ho mangiato troppo: 4 piante che ti aiutano

Se il nostro fegato non produce bile a sufficienza, in caso di eccessi alimentari i problemi digestivi saranno quindi inevitabili.

Esistono piante che stimolano la produzione biliare e che possono aiutarci ogniqualvolta ci capita di esclamare ho mangiato troppo?

Vediamole assieme.

1) Boldo

Tra le piante più efficaci per sostenere il fegato e la produzione di bile c’è sicuramente il boldo.

L’estratto delle sue foglie, stando ad alcuni studi, «raddoppia la secrezione biliare e fluidifica la bile» (F. Perugini Billi, Manuale di fitoterapia, Azzano San Paolo 2004).

Per sfruttarne l’azione, può essere assunto sotto forma di estratto singolo concentrato o con altre piante nella formula di un integratore complesso.

2) Tarassaco

Il tarassaco, volgarmente noto come piscialetto, è da tempo usato in fitoterapia per il benessere del fegato e la depurazione generale.

L’estratto delle radici può inoltre favorire «l’aumento della secrezione biliare» (Ibidem), aiutando di conseguenza la digestione.

3) Fumaria

La fumaria è forse la meno nota tra le piante utili per il buon funzionamento del fegato. Tuttavia è anche tra le più efficaci e usate in fitoterapia.

Il suo estratto può avere una vera e propria azione “regolarizzante”, utile per affrontare squilibri.

L’assunzione di fumaria, infatti, può aumentare «il flusso biliare insufficiente, lo frena quando è in eccesso e non agisce se non c’è necessità» (E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano 2012).

4) Carciofo

Il carciofo è un grande “classico” in fitoterapia per sostenere la digestione.

È dunque naturale trovarlo in questa carrellata di piante utili quando capita di pensare ho mangiato troppo.

L’estratto delle foglie oltre a favorire la digestione e l’eliminazione dei gas, sostiene la depurazione dell’intero organismo.

Diversi studi hanno inoltre riconosciuto che il carciofo è una «pianta con un tropismo epato-biliare elettivo» (Ibidem). La sua azione può quindi aiutare il buon funzionamento del fegato e delle vie biliari.

Ho mangiato troppo: conclusioni

Cosa fare dunque quando si esagera a tavola?

Quando dopo un pranzo o una cena ci sentiamo gonfi per diverso tempo e lo stomaco non si svuota adeguatamente, è probabile una carenza di bile.

La cosa più utile da fare dunque è intervenire per intensificare la produzione biliare.

Usiamo il termine “intensificare” per indicare il ripristino di livelli normali di bile, in una condizione in cui c’è penuria. Questa insufficiente produzione è, come abbiamo visto, molto frequente, ed è causa di molti problemi digestivi.

Cosa fare allora? Ovviamente non esistono prodotti che fanno miracoli, ma è sempre bene seguire uno stile di vita in equilibrio.

Questo non significa vietarsi peccati di gola, ma occorre avere una giusta misura!

Per sostenere fegato e, soprattutto bile, si può quindi ricorrere a integratori concentrati contenenti le piante citate in precedenza.

In questo modo, favorendo la giusta produzione di bile, aiuteremo un regolare svuotamento dello stomaco e una migliore digestione.

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F. Stefanini Administrator
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Laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Bologna (2000), con successiva specializzazione in Relazione e comunicazione coi media (2001).

Ha maturato una decennale esperienza nel settore editoriale, occupandosi di correzione bozze, editing, revisione e gestione di progetti di scolastica tecnica scientifica.

Si è occupata della stesura di articoli divulgativi sulle tematiche del benessere e della prevenzione per la rivista “Professione salute” dell’editore Blumill srl.

Ha collaborato come consulente esterno con Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), occupandosi dello sviluppo contenuti per le tematiche di rendicontazione per la versione online del bilancio sociale dell’Associazione (2014).

Attualmente si occupa della gestione dei profili social per l’azienda Giorgini Dr. Martino, della scrittura di articoli Seo oriented e della produzione dei contenuti per altri materiali di comunicazione online e offline (newsletter, landing page, bugiardini ecc.).