Sempre più spesso, nell’ambito salute e benessere, si sente parlare di nutraceutica e micoterapia. In particolare, i funghi medicinali vantano una tradizione millenaria in Oriente, ed hanno iniziato a “far breccia” da poco tempo anche nella tradizione occidentale.

In questo articolo cercheremo di spiegare che cos’è la micoterapia, su quali principi si basa. Inoltre elencheremo alcuni dei funghi più sfruttati in Oriente per le loro benefiche proprietà.

Dalla micoterapia alla nutraceutica: ecco le differenze

La nutraceutica è una disciplina recente, ma che in un certo senso ha radici antiche.

Col termine nutraceutici si indicano i principi attivi presenti in alcuni alimenti, che possono avere effetti benefici per la nostra salute.

Il termine nutraceutica è abbastanza recente, infatti è stato coniato solo nel 1989. I principi che ne stanno alla base non sono però molto distanti dalle antiche tradizioni, che da sempre hanno evidenziato i benefici apportati da alcuni alimenti.

La nutraceutica sfrutta le moderne tecnologie per estrarre i principi attivi benefici dagli alimenti e ottenerne il massimo giovamento.

Sono infatti molte le sostanze benefiche presenti nei cibi allo “stato naturale”. La lavorazione industriale e i moderni metodi di conservazione tendono però a ridurli o azzerarli.

Ecco perché gli alimenti nutraceutici sono spesso addizionati di queste sostanze. Oppure, a volte, i principi attivi vengono estratti dagli alimenti per farne integratori specifici.

In questo senso anche i funghi medicinali sono quindi alimenti nutraceutici.

La micoterapia, invece, ha radici antichissime e si è essenzialmente sviluppata nella tradizione orientale.

Essa si basa sull’utilizzo di funghi medicinali al fine di sostenere il sistema immunitario e aiutare il nostro corpo a difendersi contro disturbi di vario tipo.

La micoterapia in Italia

La cultura dei funghi medicinali in Occidente è indubbiamente molto recente. Per quanto riguarda l’Italia, la cultura dei funghi in campo medicinale e nutraceutico è ancora quasi del tutto sconosciuta.

Di recente, un dottorando dell’Università dell’Insubria (Varese) ha sviluppato un progetto di ricerca all’interno di un’azienda, per concentrarsi proprio sul tema dei funghi medicinali.

Da un primissimo approccio è emerso che «I funghi contengono vitamine, minerali e molecole farmacologicamente bioattive; sono quindi ricchi dal punto di vista nutrizionale, ma hanno nel contempo un contenuto calorico basso.

Inoltre, la quasi totalità di questi studi testimonia i numerosi effetti dei funghi medicinali sulla salute umana» (S. Parola, Selezione, coltivazione ed analisi biochimiche di funghi con proprietà di interesse farmacologico, PhD Project, a.a. 2015/2018).

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Il  ganoderma: il più noto tra i funghi medicinali

In Oriente sono diverse le specie di funghi utilizzate a scopi “curativi”.

Il fungo più noto e sfruttato nella fitoterapia occidentale è però sicuramente il ganoderma o reishi.

L’estratto di ganoderma, noto anche come “fungo di lunga vita”, può esercitare infatti un’azione modulante sul sistema immunitario.

Questo significa che la sua regolare assunzione può favorire il buon funzionamento delle naturali difese del nostro organismo.

E un sistema immunitario efficiente facilita la risposta del nostro corpo contro agenti esterni e vari tipi di disturbi.

Le benefiche proprietà di questo fungo sono dovute alla ricchezza di nutritivi, in particolare ai polisaccaridi che «incrementano l’attività dei macrofagi e la sintesi proteica» (Farmacognosia: botanica, chimica e farmacologia delle piante medicinali, a cura di F. Capasso, R. de Pasquale; G, Grandolini, Milano 2011)».

I macrofagi sono una sorta di “spazzini” del corpo umano. Queste cellule immunitarie, infatti, si attivano là dove occorre eliminare batteri, rifiuti o cellule danneggiate.

5 funghi medicinali oltre al ganoderma

La ricchezza di nutritivi è il “segreto” di altri funghi medicinali, ancora poco noti in Occidente e oggetto di vari studi preliminari recenti.

Tra questi, per citarne alcuni, ricordiamo il Trametes versicolor o “coda di tacchino”, l’Hericium erinaceus detto anche “criniera di leone” e lo Shiitake, molto usato in Giappone come antibatterico.

Vediamone assieme alcuni.

1 e 2) Maitake e Shiitake

Questi due funghi sono stati oggetto di alcuni studi clinici abbastanza recenti. Tra i due il più “popolare” in Occidente è forse lo Shiitake, diffusamente usato in Giappone come antibatterico.

Da uno studio condotto nel 2014 è emerso che «i glucani immunomodulanti di Maitake e Shiitake possono stimolare fortemente la risposta immunitaria sia di tipo umorale che di tipo cellulare» (V. Vetvicka, J. Vetvickova, Immune-enhancing effects of Maitake (Grifola frondosa) and Shiitake (Lentinula edodes) extracts).

3) Cordyceps sinensis

Questo fungo è usato da millenni nella medicina tradizionale cinese. In Cina infatti il Cordyceps sinensis è considerato come una sorta di “tesoro nazionale”.

In Oriente viene sfruttato come tonico, per aumentare vitalità ed energia. Ma gli vengono attribuite anche proprietà antivirali e altre virtù utili per aumentare la libido ed affrontare patologie di vario tipo (per esempio, colesterolo e diabete).

Non esistono però al momento conferme definitive di tutte queste sue proprietà.

Infatti, uno studio condotto nel 2014, presso l’Università Cinese di Honk Kong, sull’efficacia del fungo per il trattamento delle patologie renali, non è giunto a conclusioni definitive. Questo a causa della ridotta qualità delle evidenze scientifiche.

4) Trametes veriscolor

A questo fungo, volgarmente noto come “testa di gallo”, in Giappone sono attribuite innumerevoli proprietà antivirali e immunostimolanti.

È ricco di un polisaccaride, detto crestina, che viene usato da tempo in alcuni farmaci antitumorali.

In Oriente è spesso sfruttato come rimedio popolare per tenere sotto controllo il colesterolo cattivo.

Anche per le proprietà questo fungo non esistono al momento conferme scientifiche che vadano oltre al alcuni test condotti in vitro e alcuni trial clinici.

5) Hericium erinaceus

Detto anche “pon pon bianco”, per l’aspetto caratteristico, l’Hericium erinaceus è un altro dei funghi medicinali usati in Oriente per scopi diversi.

La tradizione popolare ne consiglia l’assunzione per affrontare ansia e insonnia.

Gli sono inoltre attribuite proprietà immunomodulati, utili per contrastare problemi gastrointestinali.

Alcuni studi condotti in laboratorio  hanno evidenziato che i polisaccaridi contenuti in questo fungo riuscirebbero a «favorire il ripristino delle mucose intestinali danneggiate».

Anche queste proprietà necessitano di ulteriori approfondimenti e conferme.

Dalle ricerche preliminari condotte dal dottorato citato in precedenza emerge che ciò che accomuna gran parte di questi funghi è l’effetto adattogeno.

In sostanza, questi funghi medicinali sarebbero «una sorta di “tonici”, in grado di permettere una migliore gestione dello stress e di conseguire un riequilibrio generale dell’organismo» (Ibidem).

L’elenco dei funghi medicinali usati in Oriente a fini terapeutici potrebbe essere ancora molto lungo, ma al momento non esistono conferme definitive su tutte le proprietà benefiche che vengono loro attribuite.

Ecco perché, tra tutti i funghi medicinali, oggigiorno il ganoderma è quello più usato e diffuso in Italia negli integratori alimentari.

Funghi medicinali: come usarli?

Dopo aver accennato alle proprietà dei funghi medicinali è importante sottolineare un ultimo aspetto. La micoterapia non va confusa con un’alimentazione a base di funghi!

I funghi impiegati in tale “disciplina” NON sono infatti quelli che crescono spontanei nei boschi.

Le materie prime usate sono infatti coltivate in apposite aziende agricole, rispettando rigorosi standard di sicurezza!

Essi possono essere assunti, con regolarità e su indicazione di professionisti competenti, sotto forma di integratori.

Questo discorso vale quindi anche per il ganoderma, le cui proprietà possono essere sfruttate mediante prodotti specifici.

Questo fungo, utile per sostenere le nostre difese immunitarie, è assolutamente sicuro e privo di effetti collaterali.

Può quindi essere assunto in ogni momento, nelle dosi corrette indicate sulle confezioni degli integratori.

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