Che cos’è e come viene usato un balsamo in fitoterapia?

In fitoterapia, ma non solo, si sente spesso parlare di “balsamo” e del suo attributo “balsamico”, ma in quanti conoscono effettivamente il significato di questo termine? È indubbio che la prima associazione riguardante questo aggettivo riguardi il celebre condimento presente su molte tavole italiane, ovvero l’aceto balsamico; tuttavia, il termine “balsamo” possiede un valore differente quando è riferito alle cosiddette erbe balsamiche nel contesto della medicina naturale.

La “definizione ufficiale” di balsamo

Alcuni dizionari definiscono il balsamo come una sostanza ricavata da vegetali, contenente resine, oli volatili, acidi aromatici, dotata di proprietà medicinali o genericamente lenitive; inoltre, viene anche definito come un liquido che fluisce, spontaneamente o per incisione, da alcuni arbusti e che all’aria tende a diventare vischioso.

In sintesi, si tratta di un liquido resinoso e aromatico secreto dalle gemme delle piante. Tuttavia, il termine balsamo può altresì essere utilizzato per indicare un unguento medicamentoso, un rimedio per il dolore localizzato e persino una bevanda profumata di piacevole sapore.

In particolare, per il benessere delle vie aeree vengono impiegate, in fitoterapia, le gemme delle piante.

Attività Balsamica e Tempo Balsamico

Quando si parla di “attività balsamica” di una pianta, oltre a fare riferimento ai suoi principi attivi, si intende sottolineare le seguenti azioni:

  • antisettica;
  • espettorante;
  • stimolante.

Tutte queste proprietà producono un effetto benefico sull’organismo e possono contribuire al sostegno delle difese immunitarie. Del resto, una sostanza antisettica è proprio una sostanza che previene e cura le infezioni!

erbe balsamiche

E’ importante ricordare che la raccolta delle erbe «deve essere effettuata esclusivamente durante il periodo balsamico, perché è in tale periodo di sviluppo della pianta che in ogni singolo organo si trova una quantità significativa di principi attivi» (F. Capasso, G. Grandolini, R. Pescitelli, La fitoterapia in uno sguardo, Milano 2008).

Dunque il periodo o tempo balsamico, è il periodo durante il quale una pianta presenta la più alta concentrazione di principi attivi ed è pertanto ideale da raccogliere a scopi fitoterapici o medicinali. Tuttavia una pianta può avere diversi principi attivi, i quali possono presentarsi in alte concentrazioni in periodi diversi dell’anno; per questo, a seconda dell’uso fitoterapico specifico, si prediligerà un periodo di raccolta piuttosto che un altro.

Infine il tempo balsamico delle erbe non è fisso, ma dipende da condizioni climatiche e geografiche.

Per questi motivi è importante che i soggetti che si occupano di raccogliere e lavorare le erbe a scopi fitoterapici, siano esperti in fitoterapia ed erboristeria, in modo da garantire la massima qualità ed efficacia del prodotto.

Le erbe balsamiche possono aiutare contro i malanni di stagione?

Ormai è risaputo che il freddo tipico della stagione invernale, specie se intenso, può essere un pericolo per la salute delle vie respiratorie, in special modo per quelle di anziani e bambini. Per prevenire queste problematiche e difendersi efficacemente dal freddo è bene adottare alcuni accorgimenti e regole, elencati anche dal Ministero della Salute in una pagina specifica.

Nel corso della stagione invernale, inoltre, con l’abbassarsi delle temperature le mucose tendono a raffreddarsi, riducendo così la loro capacità di difendere il nostro organismo; in questi frangenti è possibile trarre giovamento anche dall’assunzione di prodotti naturali a base di balsami ed erbe balsamiche.

I principi attivi e gli oli essenziali assunti con le erbe vengono successivamente eliminati attraverso le vie respiratorie, dove svolgono le loro azioni (antisettiche e fluidificanti), sostenendo e proteggendo le mucose; e quindi, supportando le difese immunitarie!

Le 5 erbe balsamiche più sfruttate ed efficaci

Quali sono le erbe balsamiche più indicate per favorire le funzionalità delle vie respiratorie? Passiamo in rassegna quelle più utilizzate ed efficaci e spieghiamo come sfruttarle al meglio.

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1) Grindelia

La grindelia è una pianta originaria di alcune aree della California e del Messico, che già in passato era usata dalle tribù native americane a scopi “curativi”. I primi coloni giunti nelle Americhe iniziarono a sfruttare la pianta per far fronte ai problemi delle vie respiratorie, come per esempio le bronchiti.

Oggigiorno l’estratto ricavato dall’erba e dai fiori della pianterbe balsamiche grindeliaa è utilizzato in fitoterapia per la preparazione di integratori naturali, che consentono di sfruttare al meglio le proprietà balsamiche della pianta.

La grindelia può anche esercitare un’azione lenitiva utile per sostenere il tono della voce (in caso di raucedine) e favorire il benessere delle mucosa orofaringea.

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2) Eucalipto

L’albero dell’eucalipto è originario del continente australiano ma è ormai diffuso quasi in tutto il mondo a scopo ornamentale o officinale.

Le parti della pianta sfruttate in fitoterapia sono le foglie, ricche di polifenoli e di un olio essenziale, che può vantare potenti proprietà balsamiche: per questo motivo integratori o spray a base di eucalipto sono spesso prescritti in presenza di tosse per esercitare un effetto sedativo o fluidificare le secrezioni catarrali.

3) Pino

Il pino è un albero sempreverde appartenente al genere delle Pinacee, di cui esistono diverse varietà: quelle più sfruttare in fitoterapia sono il pino marittimo, mugo e silvestre, i cui aghi e gemme sono usati per la preparazione di integratori naturali.erbe balsamiche pino

L’estratto della pianta, infatti, può esercitare una piacevole azione balsamica e favorire il benessere di naso e gola. Le gemme di pino silvestre in particolare vengono tradizionalmente «impiegate nei catarri bronchiali, i raffreddori ribelli…» (G. Debuigne, Enciclopedia delle piante della salute, Roma 2004).

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4) Abete bianco

L’abete bianco è una maestosa conifera normalmente diffusa nelle montagne e nelle foreste dell’emisfero boreale. L’olio balsamico estratto dagli aghi e dalle gemme della pianta trova diversi utilizzi in fitoterapia: può essere infatti inserito nella formulazione di integratori naturali o sfruttato per produrre spray utili per il buon funzionamento delle vie aeree in genere consigliati per respirare bene all’arrivo dei primi freddi.

L’abete: da simbolo a rimedio balsamico

Simbolo per eccellenza del Natale, della luce e della rinascita, l’abete è rimasto, presso i popoli germanici, il re incontrastato delle foreste di montagna. erbe balsamiche abete

L’Abete bianco «era anche la fonte di “Trementina di Strasburgo”, come descritto dal medico e botanico francese Piere Belon» (Manuale di aromaterapia, a cura della French Academy, Rifreddo 2016). La Trementina di Strasburgo è una resina vegetale oleosa utilizzata a scopi fitoterapici e per realizzare profumi e oli essenziali.

Lo stesso botanico scrive che «se vaporizzato nell’ambiente o massaggiato sul corpo, è un ottimo decongestionante delle vie respiratorie» (Ibidem).

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5) Cedro del Libano

Il cedro del Libano è un albero che ha origini antichissime, il cui pregiato legname viene citato anche nell’Antico Testamento: questa conifera appartenente alla famiglia delle Pinacee ha una struttura imponente e può raggiungere anche i 40 metri d’altezza.

L’olio essenziale estratto dalle sue gemme è sfruttato in fitoterapia, oltre che per il potere balsamico, per favorire la fluidità delle secrezioni bronchiali (utile in caso di tosse grassa o secca). Può essere presente nella formula di integratori naturali, in sinergia con altre piante e vitamine, o utilizzato per la preparazione di spray specifici per la gola e le vie respiratorie in generale.

4 Modi Diversi di Sfruttare le Erbe Balsamiche

Vediamo i 4 modi più diffusi di utilizzare le preziose erbe balsamiche.

1) Integratori per sostenere le difese immunitarie e/o l vie respiratorie.

Le erbe balsamiche in fitoterapia, come abbiamo visto, sono spesso sfruttate nella formulazione di integratori specifici (sciroppi o estratti liquidi) per il benessere di naso e gola, talvolta in sinergia con altre piante, come l’echinacea, in grado di supportare il corretto funzionamento del sistema immunitario.

2) Fumenti o suffumigi

Gli oli essenziali delle piante balsamiche possono essere sfruttati per fare suffumigi, utili per “aprire” le vie respiratorie.

Come si preparasuffumigi con erbe balsamiche un fumento con olio essenziale? È sufficiente scaldare un po’ d’acqua, versarvi qualche goccia di olio balsamico e inalare il vapore mantenendo il capo a poca distanza dal contenitore. Per non disperdere i “fumi balsamici” è preferibile coprire il capo con un telo o un asciugamani

3) Spray per naso e gola

Le piante balsamiche sono molto usate nella formulazione di spray per naso e gola. Questi prodotti, a differenza degli integratori, hanno il vantaggio di poter essere portati ovunque e possono essere sfruttati come “primo soccorso” in caso di bisogno.

4) Unguenti balsamici

Gli oli essenziali delle erbe balsamiche possono essere usati anche per la preparazione di unguenti naturali da applicare mediante un massaggio sul petto o sulla schiena per favorire la respirazione; in alternativa si possono anche diffondere nell’ambiente disciogliendone una piccola dose in acqua bollente.

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F. Stefanini Administrator
Redattrice, Blogger, SEO expert | Dr. Giorgini
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Laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Bologna (2000), con successiva specializzazione in Relazione e comunicazione coi media (2001).

Ha maturato una decennale esperienza nel settore editoriale, occupandosi di correzione bozze, editing, revisione e gestione di progetti di scolastica tecnica scientifica.

Si è occupata della stesura di articoli divulgativi sulle tematiche del benessere e della prevenzione per la rivista “Professione salute” dell’editore Blumill srl.

Ha collaborato come consulente esterno con Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), occupandosi dello sviluppo contenuti per le tematiche di rendicontazione per la versione online del bilancio sociale dell’Associazione (2014).

Attualmente si occupa della gestione dei profili social per l’azienda Giorgini Dr. Martino, della scrittura di articoli Seo oriented e della produzione dei contenuti per altri materiali di comunicazione online e offline (newsletter, landing page, bugiardini ecc.).