L’utilizzo di integratori di fermenti lattici probiotici e prebiotici è ormai ampiamente diffuso, specie in inverno, per aiutare l’organismo (e l’intestino!) a ristabilirsi dopo disturbi debilitanti, come l’influenza o la gastroenterite. Ma cosa sono esattamente i fermenti lattici? E qual è la differenza tra probiotici e fermenti lattici e tra probiotici e prebiotici? Cerchiamo di scroprirlo assieme.

In questo articolo cercheremo di spiegare in modo sintetico i seguenti argomenti.

Differenza tra probiotici e fermenti lattici:
simili ma non identici

I fermenti lattici possono essere assunti durante tutto l’anno per favorire l’equilibrio della flora batterica intestinale e, di conseguenza, il benessere dell’intero organismo.

In merito a probiotici e fermenti lattici esiste ancora un po’ di confusione. I due termini infatti sono spesso usati come sinonimi. Ma lo sono veramente? O si tratta di sostanze diverse con funzioni differenti?

In realtà i probiotici sono una specifica categoria di fermenti in grado di apportare benefici al corpo umano. Vediamo quindi di spiegare innanzitutto che cosa sono i fermenti lattici.

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Cosa sono i fermenti lattici…

Con il termine fermenti lattici sono in genere indicati i batteri lattici. Si tratta di particolari microorganismi in grado di trasformare chimicamente (metabolizzare), il lattosio (lo zucchero maggiormente presente nel latte) mediante un processo enzimatico.

Questi fermenti «si trovano nel latte e nel formaggio e vengono usati per produrre bevande o latte fermentato (yogurt)» (B. Brigo, I fermenti lattici. Riequilibrio intestinale e benessere intestinale, Milano 2010).

La trasformazione del lattosio può essere operata da diversi ceppi di batteri. Solo alcuni di questi possono però eseguire processi realmente utili e benefici per l’uomo: i fermenti lattici probiotici.

E cosa sono i fermenti lattici probiotici

I fermenti lattici probiotici sono quindi una ben definita categoria di fermenti, in grado di apportare un beneficio alla salute del nostro organismo.

Con il termine probiotici si fa quindi riferimento a microorganismi vivi appartenenti a specifici ceppi di batteri lattici (i più importanti appartengono ai generi Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium) in grado di colonizzare positivamente l’intestino.

Facendo riferimento alla definizione elaborata da OMS e FAO in specifiche linee guida, possiamo anche definire i probiotici come:

“Organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, possono apportare un beneficio alla salute dell’ospite”.

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Conosci la differenza tra probiotici e prebiotici?

Dopo aver messo in luce la differenza tra probiotici e fermenti lattici, scopriamo cosa distingue i prebiotici dai probiotici.

Come abbiamo visto, i probiotici sono microrganismi attivi che una volta assunti in adeguate quantità hanno un effetto benefico sulla salute dell’organismo ospite, in quanto ne migliorano l’equilibrio intestinale.

I prebiotici sono fibre alimentari, ovvero «sostanze non digeribili che apportano benefici all’organismo ospite in quanto stimolano selettivamente la crescita e l’attività di alcuni ceppi batterici che fanno parte della flora intestinale» (C. Gelmetti, La scuola dell’atopia, Milano 2007).

Le fibre prebiotiche si possono trovare in alcuni alimenti come la farina di frumento, le banane, il germe di grano, i fagioli, i porri ecc.

L’assunzione di fibre prebiotiche favorisce la crescita, all’interno del colon, di una o più specie di batteri utili allo sviluppo della benefica microflora probiotica. Ecco perché spesso, nella formulazione di integratori, probiotici e probiotici sono associati assieme al fine di ottenere un effetto sinergico e una efficacia superiore.

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Perché i probiotici possono sostenere le difese immunitarie?

Le difese immunitarie sono la prima, fondamentale, barriera del corpo contro gli agenti esterni nocivi, come i virus e i batteri.

Il loro ruolo può essere quello di opporsi all’ingresso dell’agente infettante. Oppure di fornire una risposta efficace una volta che questo è entrato nel corpo umano per eliminarlo velocemente.

Un efficiente funzionamento delle difese immunitarie è quindi fondamentale per prevenire qualsiasi tipo di disturbo o limitarne intensità e durata.

Ma in che modo i fermenti lattici probiotici possono influire positivamente sulle difese immunitarie?

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A questo proposito giova ricordare che l’intestino non serve unicamente ad assorbire i nutritivi assunti con gli alimenti, ma è anche «il principale organo immunitario, in quanto ospita il 60 per cento delle cellule immunocompetenti» (B. Brigo, Ibidem).

Come agiscono i probiotici nell’intestino?

In che modo i fermenti lattici probiotici influiscono positivamente sul sistema immunitario? Cerchiamo di spiegarlo in maniera semplice con riferimento anche a studi scientifici.

Questi batteri benefici, quando popolano l’intestino, sono in grado di consumare nutrienti che, diversamente, «andrebbero ad alimentare i microrganismi nocivi e bloccano anche i recettori ai quali questi si legano per scatenare l’infezione» (P. Holford, Manuale di nutrizione familiare, Milano 2008).

In pratica, i probiotici tengono sotto controllo la proliferazione dei microrganismi nocivi nell’intestino e contrastano la sopravvivenza degli agenti patogeni.

In questo modo aiutano la flora batterica intestinale a mantenere una condizione di corretto equilibrio.

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Quando e come assumere fermenti lattici probiotici?

Dopo aver compreso la differenza tra probiotici e fermenti lattici, cerchiamo di spiagare quando e come è bene assumere queste sostanze.

In genere, l’assunzione di fermenti lattici probiotici è consigliata quando fattori esterni causano uno squilibrio della flora intestinale. Tra questi fattori ricordiamo:

  • virus o batteri;
  • agenti inquinanti;
  • consumo eccessivo di cibo industriale o stress.

In questi casi, infatti, i probiotici, al contrario degli antibiotici (che uccidono indistintamente batteri benefici e nocivi), sono in grado di ripristinare l’equilibrio della flora batterica.

Per farlo, privano i microrganismi “cattivi” dei nutrienti necessari per sopravvivere. Inoltre bloccano i recettori ai quali questi si legano per scatenare l’infezione.

Come scegliere gli integratori di fermenti lattici?

Gli integratori a base di fermenti lattici probiotici e prebiotici possono essere assunti da chiunque anche per lunghi periodi. Non presentano inoltre alcun effetto collaterale.

Ma quali scegliere? L’ideale è fare ricorso a prodotti con elevate quantità di fermenti lattici vivi unitamente a fibre prebiotiche, che possono garantire un effetto sinergico e una maggiore efficacia.

Ricordiamo che, secondo le direttive fornite dal Ministero della Salute Italiano, un integratore per essere realmente efficace deve fornire nella dose giornaliera una quantità di fermenti lattici vivi pari a un miliardo per ogni singolo ceppo.

I fermenti lattici contengono lattosio?

Si tratta di un equivoco piuttosto diffuso quindi vale la pena di spendere qualche parola in merito.

Molte persone sono ancora erroneamente convinte che i fermenti lattici contengano lattosio. Di conseguenza, la loro assunzione sarebbe sconsigliata a chi è intollerante a questa sostanza. Falso!

In realtà si tratta infatti di una “falsa credenza”. Il lattosio è un disaccaride (ovvero uno zucchero) presente in concentrazioni variabili nel latte.

I fermenti lattici usati negli integratori sono preparati mediante culture cellulari selezionate. NESSUNA fase della loro produzione prevede l’utilizzo di latte (come invece credono in molti).

Gli integratori di fermenti lattici sono quindi privi di lattosio e possono essere assunti in sicurezza anche dalle persone ad esso intolleranti.

D’altronde anche lo yogurt (l’alimento più ricco di fermenti lattici), nonostante sia un derivato del latte, grazie al processo di fermentazione perde il suo contenuto di lattosio.

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