Molte persone dopo una certa età scoprono di avere i diverticoli. Questa problematica è infatti molto diffusa. Stando ai dati raccolti dalla Società Italiana Unitaria di Colonproctologia, almeno il 50% delle persone dopo i 60 anni in Occidente sviluppa i diverticoli. Prima di parlare di dieta per diverticoli, cerchiamo però di fare un po’ di chiarezza.

Vediamo quindi innanzitutto cosa sono i diverticoli e che differenza c’è tra diverticolosi e diverticolite. In particolare in questo articolo tratteremo i temi seguenti.

Diverticoli: cosa sono?

Prima di parlare per dieta per diverticoli, cerchiamo di capire cos’è esattamente questo disturbo.

I diverticoli sono delle estroflessioni della parete del colon. In pratica, si tratta di “sacchette” che si formano sulla parete dell’intestino.

In queste aree la parete del colon è più debole rispetto alle aree “sane”.

La presenza di diverticoli è detta diverticolosi e di per sé non è una patologia ma una condizione.

I diverticoli diventano un problema quando iniziano a dare sintomi che incidono sulla qualità della vita. In questo caso si parla di malattia diverticolare.

La diagnosi dei diverticoli è molto spesso occasionale e avviene dopo una manifestazione acuta o mediante una colonscopia di controllo.

Che cos’è la diverticolite?

Come abbiamo visto, i diverticoli sono delle piccole anse o “sacchette” nella parete dell’intestino.

Quando il materiale fecale che transita nel colon si raccoglie al loro interno, con il passare del tempo si può sviluppare un’infiammazione.

Quando i diverticoli si infiammano si parla di diverticolite (distinta in lieve, oppure complicata, che può anche provocare ascessi o perforazioneperitonite).

Salva

Quali sono i sintomi dei diverticoli?

La “malattia diverticolare” spesso è confusa in fase di diagnosi con la sindrome del colon irritabile. Distinguere i due disturbi in base ai sintomi è infatti spesso difficile.

I sintomi principali di malattia diverticolare sono infatti:

  • dolore addominale ricorrente o cronico;
  • stipsi e irregolarità intestinale o, all’opposto, dissenteria;
  • spasmi;
  • raramente emorragia rettale.

Qual è il trattamento della diverticolite?

La scelta del trattamento in caso di diverticolite dipende dall’entità del problema.

Molti medici suggeriscono l’intervento in presenza di un‘infiammazione in fase avanzata, con ripetuti ascessi, o peritonite.

L’intervento è tuttavia effettuato solo nel 10-12% dei casi.

La diverticolosi (presenza di diverticoli) va invece innanzitutto affrontata rivedendo il proprio stile di vita, partendo dalla dieta.

Vediamo quindi quali cibi non devono mancare in una dieta per diverticoli e quelli che invece dovrebbero essere limitati.

Dieta per diverticoli: 7 consigli utili

Come abbiamo visto un corretto stile di vita ha un ruolo molto importante nella prevenzione e trattamento dei diverticoli.

Secondo alcuni esperti, una carenza di fibre nella dieta è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di diverticoli.

I diverticoli non possono regredire per effetto dell’alimentazione. Le giuste scelte alimentari possono però aiutarci a impedire che “degenerinoinfiammandosi.

Ecco perché è importante conoscere le giuste regole da seguire nella dieta per diverticoli.

Vediamo quindi come orientarci a tavola dopo aver scoperto di avere i diverticoli.

1) Fibre, fibre e ancora fibre

Per prevenire l’accumulo di feci nelle “sacchette” dei diverticoli, è consigliabile seguire una dieta ricca di fibre.

Si consiglia di consumare circa 30-40 g di fibre al giorno, aumentando il consumo di frutta e verdura di stagione, pasta e pane integrali e cereali.

Le fibre sia solubili che insolubili possono infatti favorire lo svuotamento del colon ed evitare l’accumulo di materiale fecale nei diverticoli.

Se la dieta per diverticoli dovrebbe essere ricca di fibre, discorso opposto va fatto in presenza di diverticolite.

Se i diverticoli sono molto infiammati è bene fare attenzione alle fibre e seguire una dieta con pochi residui fissi, liquida o semiliquida. In questo caso è sempre bene impostare la giusta alimentazione con uno specialista.

2) Tanta acqua per idratare

Le fibre vanno sempre abbinate a una abbondante assunzione di liquidi. Una scarsa idratazione, infatti, rischia di generare l’effetto opposto a quello desiderato.

Se non si bevono liquidi a sufficienza, le feci si induriscono e il transito rallenta, generando una sorta di “tappo”.

Ecco perché è bene bere acqua in abbondanza, almeno 1,5-2 litri al giorno.

3) Semini sì, semini no

Il tema è dibattuto e non tutti gli esperti sono concordi. Tuttavia, il consumo di cibi contenenti semi (kiwi, melanzane, anguria, melone ecc.) se non bandito dovrebbe essere limitato.

Quando consumiamo questi alimenti, infatti, ingeriamo i semi interi con tutto il tegumento. I semi, piccoli e duri, arrivano così intatti al colon. Non a caso, spesso possiamo anche individuarli all’interno delle feci.

Se uno di questi semi entra nell’“ansa” del diverticolo e resta incastrato, può favorire l’ostruzione e l’accumulo di materiale putrefattivo. Questo a lungo andare può provocare un’infiammazione.

Quindi se proprio non potete resistere all’anguria o alle melanzane, è concesso qualche peccato di gola, ma deve essere un’eccezione.

4) Limitate caffè e alcolici

Il consumo di caffè e alcolici andrebbe ridotto al massimo, per non irritare le mucose intestinali.

Questo è vero a maggior ragione, quando i diverticoli si infiammano, provocando dolori. Attenzione anche al caffè “occulto” contenuto nelle bibite o in alcuni energy drink.

Possono inoltre avere un effetto irritante anche le bibite gassate e acide.

5) Via libera ai cibi probiotici

Per favorire il benessere intestinale e prevenire accumuli di tossine e fenomeni putrefattivi, si consiglia di arricchire la dieta con cibi probiotici.

Via libera dunque a yogurt, kefir, tofu, crauti ecc. Questi alimenti sono infatti ricchi di lactobacilli e bifidobatteri, che vanno a supportare la flora intestinale favorendo l’equilibrio.

6) Scegli i grassi giusti

Per non affaticare inutilmente l’intestino e rallentare la digestione è bene evitare il cibo spazzatura.

È poi da ridurre il consumo di carni grasse a favore di pesce o carni bianche, cotte senza un’eccessiva aggiunta di grassi.

Anche eliminare del tutto i grassi è però sbagliato. La loro presenza è infatti utile per lubrificare l’intestino e prevenire la stitichezza. L’importante è scegliere quelli giusti: va bene, per esempio, usare olio extravergine d’oliva a crudo senza esagerare.

7) Attenzione alle spezie

L’utilizzo delle spezie è una valida alternativa per insaporire i piatti senza incappare in un eccesso di sale.

Quando l’intestino è irritato, come in presenza di diverticolite, è però bene prestare attenzione. Vanno quindi consumati con moderazione pepe, peperoncino, zenzero ecc.

Se la dieta per diverticoli non basta: l’aiuto degli integratori

Se la dieta da sola non è sufficiente, un aiuto in più per “tenere puliti” i diverticoli ed evitare che si infiammino può arrivare dagli integratori.

Ecco 2 “ingredienti naturali” che possono aiutarci a tenere pulito l’intestino e prevenire l’infiammazione dei diverticoli.

N

Agar-agar

Un aiuto naturale può arrivare da un prodotto a base di agar-agar arricchito con fermenti lattici.

L’agar-agar è una sostanza naturale che non viene assorbita dall’intestino ma che, a contatto con l’acqua, si gonfia al suo interno.

Il gel formato dall’agar-agar impedisce alle feci di essere troppo dure o troppo tenere, e ne facilita l’evacuazione. Inoltre «Inglobando nella gelatina le feci vecchie accumulate, tiene puliti anche eventuali diverticoli.» (AA.VV. Medicamenta, VI edizione, Cooperativa Farmaceutica Milano).

L’aggiunta nella formula del prodotto di fermenti probiotici è molto importante per preservare la salute dell’intestino.

I fermenti favoriscono infatti l’equilibrio della flora batterica, che tra le altre cose «influisce sul funzionamento del sistema immunitario […] sul carico di tossine e sull’invecchiamento» (J. E. Pizzorno jr, M T. Murray, Trattato di medicina naturale, Red Edizioni).

N

Malva

Un altro aiuto naturale per “tenere sotto controllo” i diverticoli può arrivare dalla malva.

Questa pianta può essere assunta quotidianamente sotto forma di estratto liquido concentrato, reperibile in erboristeria o farmacia.

L’estratto di malva è molto delicato e non ha alcun tipo di controindicazione. Può essere assunto una o due volte al giorno diluito in un po’ di acqua calda o fredda a piacere.

La malva, oltre a svolgere un’azione lenitiva sul sistema digerente (utile contro bruciori di stomaco), può regolarizzare la consistenza delle feci e favorire delicatamente il transito.

Le mucillagini di cui la malva è ricca «oltre ad aiutare la progressione del bolo fecale, esercitano una importante azione di protezione a livello della mucosa intestinale, diminuendo lo stato infiammatorio, quando presente, ed esercitano un’azione disintossicante» (E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche nuove).

L’assunzione regolare di estratto di malva, in sostanza, può aiutare a “mantenere pulito” il diverticolo, prevenendo così la comparsa di diverticolite.

Se ti è piaciuto questo articolo, ti potrebbe interessare anche… 

Salva

agarvis