L’allattamento al seno è un gesto naturale, ma è bene sfatare un mito: non sempre è facile o immediato.  Molto spesso le future mamme si chiedono “chissà se avrò latte?”. Questo dubbio è assolutamente normale, anche se il corpo femminile ha già in sé tutte le risorse per nutrire al meglio un bambino. Ma come aumentare la produzione di latte materno in modo naturale? Scopriamolo assieme.

In particolare affronteremo i seguenti argomenti.

 

Allattamento naturale, artificiale e misto

L’allattamento del neonato si distingue in 3 tipologie.

N

Naturale

Quando il latte viene direttamente succhiato dal seno della madre.

N

Artificiale

Quando per allattare si utilizzano latti artificiali, realizzati partendo dal latte vaccino addizionato con tutti i nutritivi necessari.

N

Misto

Quando le poppate al seno sono integrate da allattamento artificiale.

Nell’ultimo periodo, i pediatri hanno evidenziato l’alta valenza nutritiva e immunizzante del latte materno, sottolineando anche le implicazioni emotive dell’esperienza dell’allattamento al seno per la coppia madre-bambino.

Valori nutrizionali del latte materno

II latte materno contiene, in giuste proporzioni, tutti gli elementi necessari all’organismo cui è naturalmente destinato.

Non solo, ma tali componenti (proteine, lipidi, zuccheri, sali minerali, vitamine) si adattano in qualità e in quantità alle mutevoli esigenze del bambino. Questo significa che il latte materno subisce cambiamenti nella struttura durante la crescita del neonato.

Ma allora, qual è la composizione del latte umano?

Il livello degli elementi che lo compongono, oltre a variare – come visto – in base al periodo di lattazione, sono diversi da persona a persona.

In media, tuttavia, il latte materno è composto per l’1-2% da proteine, il 3,5% da grassi, il 6,5-7% da carboidrati e per il 0,5% da sali; la restante percentuale è rappresentata da acqua.

Produzione di latte materno: il ruolo dell’ossitocina

Ogni ghiandola mammaria è dotata degli elementi necessari per produrre il latte.

Il latte viene prodotto negli alveoli e, tramite i dotti, si accumula nei seni galattofori, piccoli serbatoi sotto l’areola e il capezzolo da dove, tramite i pori, passa al neonato. Il bambino, succhiando, favorisce la fuoriuscita del latte poiché comprime i seni galattofori.

Il livello degli elementi che lo compongono, oltre a variare – come visto – in base al periodo di lattazione, sono diversi da persona a persona.
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Prolattina

Come suggerisce il nome, la prolattina stimola le cellule delle ghiandole mammarie alla produzione del latte.

La produzione di questo ormone, sintetizzato dall’ipofisi (ghiandola nel cervello), è stimolata soprattutto da un meccanismo riflesso, legato alla suzione (riflesso prolattinico). In sintesi, più il bambino succhia, specie in modo corretto, più prolattina si produce.

N

Ossitocina

È  l’ormone che provoca le contrazioni uterine durante il travaglio. Anche in questo caso, è il bambino che, succhiando, provoca un impulso nervoso che giunge al cervello materno, stimolando la produzione dell’ormone.

Questo fa contrarre le cellule che circondano gli alveoli, favorendo la raccolta del latte nei seni galattofori da dove il neonato può estrarlo (riflesso ossitocinico).

Come stimolare la prolattina

Come accennato, la prolattina entra in circolo dopo ogni poppata per predisporre la mammella alla successiva. Per avere un’adeguata produzione di latte, i livelli del sopracitato ormone devono essere quindi mantenuti elevati.

Per questo motivo, soprattutto all’inizio, è necessario che il bambino sia attaccato spesso e in modo corretto, che la durata della poppata sia da lui regolata e che la mamma lo allatti anche di notte, quando la produzione di prolattina aumenta.

Come aumentare il latte materno: 3 aiuti naturali efficaci

Trascorsa la prima settimana dal parto, il latte è detto “di transizione” e può essere definito “maturo” solo dopo 10 giorni dalla nascita.

La composizione di questo fondamentale alimento può essere influenzata anche dalla dieta della madre. Il latte materno è tuttavia raccomandato per tutti i neonati anche quando l’alimentazione materna non è particolarmente adeguata.

Ma, oltre a stimolare la prolattina, attaccando con regolarità il bambino al seno, come aumentare la produzione di latte materno?

Esistono alcuni aiuti naturali, usati nella formula di integratori specifici, che possono favorire la montata lattea. Vediamo assieme 3 delle più efficaci e sfruttate piante galattogene.

1) Galega

La galega è forse una delle piante più note e usate da chi si chiede come aumentare il latte materno.

Il suo estratto «secondo la tradizione manifesta un’azione favorevole alla secrezione lattea, molto probabilmente per un miglioramento dello stato circolatorio della ghiandola mammaria e quindi del suo trofismo» (E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano 2012).

2) Anice verde e Anice stellato

Altre piante tradizionalmente usate per stimolare la produzione di latte materno, sono anice verde e anice stellato.

Queste due piante, pur avendo origini botaniche differenti, hanno un’azione abbastanza simile. La benefica azione sarebbe dovuta alla presenza di sostanze naturali estrogeno-simili.

3) Finocchio

Molto apprezzato e noto anche nella tradizione popolare è il finocchio.

Oltre a favorire la digestione e combattere la fermentazione, questa pianta è infatti un valido aiuto per stimolare la produzione di latte.

Il suo estratto, infatti, grazie anche al contenuto di fitoestrogeni, «stimola la secrezione del latte e l’aumento delle dimensioni della mammella» (F. Perugini Billi, Manuale di fitoterapia, Azzano San Paolo 2004).

Produzione di latte materno: cibi e sostanze da evitare

Se, come visto, è possibile sostenere la lattazione con l’aiuto di alcune piante, esistono anche sostanze che possono produrre un’effetto opposto.

In particolare, possono ostacolare la produzione di latte materno, sostanze come:

  • Farmaci (in particolare antistaminici, diuretici e contraccettivi)
  • Caffè
  • Salvia, cavolo e menta piperita

Sarebbe quindi bene evitare queste sostanze o limitarne il più possibile l’assunzione.

Conclusioni: come aumentare il latte materno

Per concludere, e rispondere a chi si chiede come aumentare il latte materno, sottolineiamo la fondamentale importanza di un’alimentazione sana e abitudini corrette.

La madre dovrebbe quindi idratarsi, bevendo molta acqua, e seguire una dieta sana e bilanciata, per evitare carenze nutrizionali. È poi importante che la donna venga aiutata da chi la circonda, per evitare tensioni e situazioni di stress.

Per finire, è fondamentale che la mamma passi molto tempo col neonato, per rafforzare il contatto fisico. Ed è buona regola, come già spiegato, che nel corso delle 24 ore il piccolo sia attaccato al seno con regolarità (almeno 7-8 volte), per succhiare il latte e stimolarne la produzione.

L’utilizzo di un prodotto con piante specifiche potrà poi dare un aiuto in più e migliorando la qualità e la quantità di latte materno prodotto.

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Laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Bologna (2000), con successiva specializzazione in Relazione e comunicazione coi media (2001).

Ha maturato una decennale esperienza nel settore editoriale, occupandosi di correzione bozze, editing, revisione e gestione di progetti di scolastica tecnica scientifica.

Si è occupata della stesura di articoli divulgativi sulle tematiche del benessere e della prevenzione per la rivista “Professione salute” dell’editore Blumill srl.

Ha collaborato come consulente esterno con Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), occupandosi dello sviluppo contenuti per le tematiche di rendicontazione per la versione online del bilancio sociale dell’Associazione (2014).

Attualmente si occupa della gestione dei profili social per l’azienda Giorgini Dr. Martino, della scrittura di articoli Seo oriented e della produzione dei contenuti per altri materiali di comunicazione online e offline (newsletter, landing page, bugiardini ecc.).