Con l’arrivo della bella stagione la natura rifiorisce e si prepara al risveglio mentre, per contrasto, molte persone tendono ad accusare la cosiddetta stanchezza primaverile. I sintomi caratteristici sono un eccesso di spossatezza fisica e mentale, talvolta accompagnata da sonnolenza; in alcuni casi questo stato può trasformarsi in un vera e propria astenia. Ma quali sono le cause della stanchezza primaverile? E, soprattutto, come è possibile contrastarla in modo efficace? Proviamo a chiarirlo nei paragrafi  seguenti.

In particolare ci occuperemo degli argomenti seguenti.

Quali sono la cause della stanchezza primaverile?

Le cause della stanchezza primaverile vanno innanzitutto ricercate negli sbalzi climatici tipici di questo periodo, che possono “destabilizzare” l’organismo; come diretta conseguenza, il corpo si trova a dover impiegare molte delle sue energie per adattarsi ai cambiamenti.

Un altro fattore importante è il passaggio all’ora legale; lo spostamento in avanti delle lancette può influire sull’organismo che non è ancora pronto a questo cambio improvviso (disturbo del ritmo circadiano). Il corpo, inoltre, dovendo affrontare un’attività più intensa necessita di più energia; questo perché deve affrontare un aumento delle  funzioni vitali (le cellule riprendono appieno le loro attività).

stanchezza primaverile

In questo periodo, inoltre, si fanno più frequenti i disturbi del sonno; non è dunque un caso che proprio a ridosso dell’equinozio di primavera si celebri il World Sleep Day, la giornata mondiale del sonno.

Per finire, un altro aspetto che può contribuire a questa sensazione di spossatezza sono le tossine accumulate nel corso dei mesi invernali, a causa di un’alimentazione pesante e meno movimento.

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Quanto dura la stanchezza primaverile?

Attenzione, perché la stanchezza primaverile ha comunque una sua “durata”, che può variare da una persona all’altra. Si può andare da qualche giorno fino a diverse settimane. Di fronte a uno stato di astenia prolungata è però bene sentire il medico di fiducia: potrebbe anche essere dovuta a una condizione di anemia o ipotiroidismo. Per accertarsene, potrebbero essere necessari esami specifici.

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Le 5 piante più efficaci contro la stanchezza primaverile

Come è dunque possibile far fronte al cambio di stagione e limitare la stanchezza primaverile? Un aiuto per affrontare questo momento di “transizione” può arrivare innanzitutto da una dieta ricca di frutta e verdura e da un regolare movimento. Spesso, però, l’alimentazione da sola non è sufficiente.

In questi casi la fitoterapia può rivelarsi un valido supporto e aiutare l’organismo a ritrovare slancio. Vediamo assieme quali sono le 5 piante più utili per affrontare la stanchezza primaverile.

1) Ginseng

Le proprietà del ginseng (Panax ginseng) sono riconosciute e apprezzate da millenni. L’utilizzo a fini terapici di questa radice trova infatti origine nell’antica Cina. Le sue proprietà tonico adattogene sono molto efficaci per aiutare l’organismo ad adattarsi ai cambiamenti e affrontare la stanchezza.

ginsengo contro la stanchezza primaverile

Il ginseng contiene, infatti, ben 12 principi attivi diversi, detti ginsenoidi, che agiscono in sinergia e ai quali sono dovute le benefiche azioni. Questa radice ha inoltre il vantaggio di essere ben tollerata da chiunque e priva di controindicazioni. Pur avendo un effetto tonico, il ginseng non genera infatti ipereccitabilità o insonnia, come può invece possono fare le piante ricche di caffeina.

Il ginseng può essere assunto da solo sotto forma di pastiglie, o estratto liquido; in alternativa lo si può trovare all’interno di integratori specifici, che lo utilizzano in sinergia con altri nutritivi e vitamine, per potenziarne l’effetto “energizzante”.

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2) Guaranà

In fitoterapia i semi del guaranà (Paullinia cupana) sono utilizzati in integratori di varo tipo (estratti liquidi o pastiglie) per le loro notevoli proprietà toniche, utili per contrastare la stanchezza fisica e mentale. Come spiegato in un altro articolo del blog, il guaranà può anche essere un utile sostegno alle diete dimagranti, grazie alla sua azione di stimolo del metabolismo dei grassi.

Le sue proprietà energizzanti sono dovute all’elevato contenuto di caffeina: i semi del guaranà ne contengono più dello stesso caffè.

Proprio per l’elevato tenore di caffeina, l’assunzione di guaranà è sconsigliata a bambini e donne in gravidanza o che allattano al seno; inoltre, le persone molto sensibili all’azione di questa sostanza, dovrebbero utilizzarlo con cautela.

3) Eleuterococco

Le cronache narrano che l’eleuterococco venisse assunto come rimedio anti-stanchezza dagli astronauti dell’Ex Unione Sovietica per prepararsi alle missioni nello spazio. Non a caso dunque questa pianta (Eleutherococcus senticosus) è volgarmente nota anche col nome di “ginseng siberiano”.

eleuteroccocco contro la stanchezza primaverile

L’eleuterococco svolge un’azione tonico adattogena, che aiuta il fisico a contrastare lo stress e i cambiamenti tipici della primavera. L’estratto di questa pianta può inoltre sostenere le difese naturali dell’organismo, aiutando il corpo a reagire ad “attacchi esterni”. Risulta infine utile anche per favorire la memoria e contrastare la stanchezza mentale.

Può essere assunto mediante integratori specifici, in pastiglie o liquidi; il suo consumo, nelle dosi corrette, non ha alcun effetto collaterale ed è generalmente ben tollerato.

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4) Cola

La pianta della cola (varietà Cola nitida e Cola acuminata) è nota al grande pubblico forse principalmente per il fatto di essere usata in una famosa bevanda.

Il suo estratto può esercitare un’azione tonica, utile per contrastare la stanchezza fisica e mentale; anch’essa, come il guaranà, può stimolare il metabolismo. Il suo meccanismo d’azione infatti è molto simile a quello del guaranà, col quale condivide anche il ricco contenuto di caffeina. Per questo motivo la sua assunzione deve essere evitata da bambini, donne in gravidanza o che allattano.

In commercio è possibile trovarla sotto forme diverse (estratti liquidi o pastiglie); spesso viene sfruttata in associazione con altre erbe come guaranà o tè verde, nella formulazione di prodotti specifici contro la stanchezza.

5) Rodiola

La rodiola (Rodiola rosea) è una pianta che cresce nelle regioni siberiane, ad altitudini comprese tra i 3000 e i 5000 metri. L’estratto delle sue radici svolge un’azione tonico adattogena, utile contro la stanchezza fisica e mentale.

rodiola contro la stanchezza primaverile

Questa pianta è spesso usata dagli sportivi per facilitare il recupero dopo uno sforzo intenso.  L’estratto di rodiola può anche essere d’aiuto contro lo stress emotivo; spesso è infatti usato per sostenere il normale tono dell’umore.

La rodiola, come le altre piante, può essere assunta sotto forma di estratti liquidi o in pastiglie; in alternativa la si può trovare nella formula di integratori complessi, concepiti ad hoc contro la stanchezza.

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Conclusioni: qual è la pianta più adatta a te?

Spesso le piante sopra elencate si possono trovare in commercio all’interno di integratori “multi ingredienti”; questi prodotti possono contenere anche nutritivi sinergici, utili per sfruttare al massimo l’effetto tonico delle piante. Per esempio, possono essere presenti vitamina C, magnesio, acido folico, oppure le vitamine del gruppo B, utili per il metabolismo energetico.

Ma come scegliere la pianta più indicata contro la stanchezza primaverile?  Ricordiamo che la reazione del fisico ai principi attivi varia da una persona all’altra, così come il tempo necessario per ottenere effetti. In generale, è bene assumere le piante per almeno 20 giorni o un mese, per dare il tempo ai principi attivi di agire.

Stanchezza primaverile: 5 piante per 4 situazioni diverse

Fermo restando che, in caso di dubbi, o in presenza di patologie specifiche, è sempre bene consultare il medico, vediamo come orientarsi nella scelta.

Alcune piante possono essere più indicate per particolari soggetti e, invece, sconsigliate per altri. Ecco alcuni esempi pratici.

1. PER CHI CERCA UN SOSTEGNO ANCHE ALLA MEMORIA. Le persone che cercano, oltre al tono, anche un sostegno contro la stanchezza mentale, è indicato l’eleuterococco. Potrebbe essere questo il caso di studenti alle prese con la preparazione di esami, o delle persone anziane.

combattere stanchezza primaverile per studiare meglio

2. PER CHI CERCA UN EFFETTO TONICO IMMEDIANTO. Chi desidera ritrovare lo sprint con un effetto tonico immediato, può orientarsi su guaranà o cola. Queste piante sono infatti ricche di caffeina, e possono “risvegliare” il corpo e ridare sprint. Occorre però fare attenzione a non abusarne. Per soggetti come bambini, donne in gravidanza o allattamento, queste piante sono sconsigliate.

3. PER CHI CERCA ANCHE UN’AZIONE ANTIOSSIDANTE. Se, oltre alle proprietà anti stanchezza, siete alla ricerca anche di un’azione utile contro lo stress ossidativo, la scelta giusta è il ginseng.

4. PER CHI VUOL SOSTENERE CORPO E UMORE. Se con l’arrivo della primavera ci si sente, oltre che stanchi, anche un po’ giù di morale, ci si può orientare sulla rodiola. Questa pianta è infatti molto apprezzata per sostenere il tono dell’umore, oltre che per il suo effetto tonico.

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F. Stefanini Administrator