La pianta che fa bene alle donne,
cara ai nativi americani

La menopausa è un momento naturale e inevitabile della vita di una donna, che va affrontato con consapevolezza e serenità. Il calo di estrogeni che si verifica in questo periodo può provocare vari fastidi. Come indicato anche in un opuscolo del Ministero della Salute, tra i disturbi più frequenti vanno annoverati quelli di tipo vasomotorio (vampate, sudorazioni notturne ecc.), che colpiscono fino all’85% delle donne. Per quanto riguarda i rimedi fitoterapici, sempre più spesso si sente parlare del rapporto tra cimicifuga e menopausa e dei benefici forniti dall’assunzione di questa pianta.

Vediamo quindi assieme che benefici può dare l’assunzione di cimicifuga, qual è il suo meccanismo d’azione ed eventuali controindicazioni.

Che cos’è la cimicifuga?

La cimicifuga (Actaea racemosa) è una pianta originaria degli Stati Uniti d’America, appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee; in erboristeria oggigiorno essa viene considerata come la «scelta d’elezione nel trattamento della menopausa e un’alternativa al trattamento ormonale sostitutivo» (Menopausa… meno paura, a cura di E. Campanini, Milano 2005).

Questa pianta cresce spontanea nelle zone umide del continente nordamericano. La parte usata in fitoterapia, in quanto ricca di principi attivi, è il rizoma, ovvero la parte terminale del fusto, che sta sotto terra.

cimicifuga e manopausa

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Perché si chiama cimicifuga?

La cimicifuga, detta anche “erba delle donne”, si presenta con foglie composte grandi e piccoli fiori bianchi. Il suo nome deriva dal latinocimix –icis” (cimice) e “fugus” (che mette in fuga); infatti, si riteneva che la cimicifuga, grazie all’odore dei suoi fiori fosse «utile per allontanare le cimici» (E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano 2012).

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Come agisce la cimicifuga?

Grazie alle sue proprietà, la cimicifuga è uno dei rimedi naturali per la menopausa più usati negli integratori; infatti «si dimostra efficace nella terapia di quelle manifestazioni che la caratterizzano quali vampate di calore, turbe dell’umore e secchezza della mucosa vaginale. Possiede, inoltre, un’azione ipotensivante e un effetto calmante sul sistema nervoso neurovegetativo» (Ibidem).

Gli estratti di questa pianta, come visto, sono ricchi di fitoestrogeni, sostanze naturali con un’azione simile a quella degli estrogeni; i fitoestrogeni, assunti giornalmente, «sono in grado di incidere sulla riduzione delle vampate di calore, di prevenire la perdita ossea e di ristabilire un bilancio calcico positivo» (Ibidem).

cimicifuga e menopausa utrile anche contro le vampate

Sempre in virtù dei fitoestrogeni, la cimicifuga è consigliata per far fronte anche ai disturbi del ciclo mestruale. Insomma, si può parlare di una pianta “amica delle donne”, la cui efficacia è nota da tempo e confermata da vari studi. Era infatti già usata nella medicina popolare degli Indiani d’America, proprio per la menopausa e i crampi mestruali.

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Cimicifuga e menopausa: come usarla per ottenere effetti

Per vivere al meglio il periodo della menopausa, sono ovviamente necessarie alcune accortezze. Fondamentale è prepararsi ai cambiamenti del corpo, seguendo i consigli del proprio ginecologo di fiducia. Un aspetto fondamentale in questo periodo è poi la prevenzione: a partire dai 45 anni è bene sottoporsi a una serie di esami specifici, da concordare con il medico curante.

Detto questo, come abbiamo visto, un aiuto concreto può arrivare anche dall’assunzione di estratti di piante, come la cimicifuga. Vediamo assieme come assumere questa pianta per ottenere i migliori effetti.

OPZIONE 1: cimicifuga come estratto titolato

Per sfruttare al meglio le proprietà di questa pianta, è possibile fare ricorso a un integratore specifico. Se ci si orienta su prodotti monopianta, è bene scegliere un integratore titolato in principio attivo; nel caso della cimicifuga, i glicosidi triterpenici sono i  principali responsabili della benefica azione della pianta.
Un prodotto titolato vi garantirà l’assunzione giornaliera di una quantità di attivi adeguata a ottenere i migliori effetti.

OPZIONE 2: cimicifuga come ingrediente di un integratore complesso

Gli integratori naturali più completi sono però quelli con formule complesse, in cui l’azione della cimicifuga è sostenuta dalla presenza sinergica di altre piante e nutritivi. In questo modo sarà possibile intervenire su vari aspetti collaterali, ma non meno importanti, della menopausa, come:

  • benessere del fegato;
  • tono dell’umore;
  • buon funzionamento della tiroide.

Il buon funzionamento del fegato (funzione epatica) va infatti sostenuto nel corso della menopausa, anche se questo aspetto è spesso trascuranto. Per far fronte a questa esigenza, un integratore complesso può contenere glutatione (antiossidante) ed estratti di cardo mariano, una delle piante più efficaci per il fegato.

cardo mariano contro i disturbi della menopausa

Anche il buon funzionamento della tiroide spesso viene meno con l’avanzare degli anni e l’inizio della manopausa. Un rallentamento di quest’organo è una delle cause del frequente aumento di peso in questo periodo. Ecco perché un integratore completo può essere arricchito con iodio, utile per sostenere la tiroide.

Un aspetto importante in menopausa è poi il tono dell’umore. I cambiamenti ormonali possono influire negativamente sul benessere mentale e favorire sbalzi d’umore. La presenza di SAMe nella formulazione è utile per agire positivamente su questo aspetto.

Un integratore ricco di cimicifuga, contente anche queste piante e nutritivi sinergici può, dunque, agire a “tutto tondo” e offrire una maggiore efficacia.

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Cimicifuga controindicazioni

Dopo aver spiegato il legame positivo tra cimicifuga e menopausa, ricordiamo che prima di assumere per lunghi periodi questa pianta è bene sentire il parere del medico di fiducia. L’estratto di cimicifuga è infatti assolutamente naturale è sicuro, ma in un periodo delicato caratterizzato da cambiamenti ormonali, il parere di un esperto è fondamentale.

Ioltre, in presenza di patologie o se si assumono farmaci, per estrema cautela, è sempre bene sentire il parere del medico prima di fare ricorso all’integratore.

Per finire, chi soffre di conclamate disfunzioni o malattie del fegato, dovrebbe evitare di ricorrere a questa pianta.

menopausa control

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