In questo articolo ci concentreremo sulla boswellia proprietà e utilizzo. Prima di focalizzare l’attenzione sulla pianta e su come sfruttarla al meglio, è però opportuno fare una piccola digressione su che cosa sia un’infiammazione (o flogosi). Questo aiuterà a comprendere meglio come “opera” la boswellia nel nostro corpo.

Infiammazioni e tensioni localizzate:
perché la boswellia può essere d’aiuto?

L’infiammazione è una risposta biologica che ha luogo nell’organismo in seguito a traumi, ustioni, lesioni, infezioni virali o batteriche. Quando qualcosa di nocivo “aggredisce” il corpo, esso cerca di rimuovere gli agenti responsabili dell’aggressione, iniziando un processo riparativo.

L’infiammazione, che può presentarsi in forma acuta o cronica, è caratterizzata dalla compresenza di 5 fenomeni:

  1. arrossamento;
  2. aumento della temperatura;
  3. dolore;
  4. gonfiore;
  5. riduzione della funzionalità.
Infiammazione e infezione: qual è la differenza?

È bene fare attenzione a non confondere infiammazione con infezione. Ecco, in sintesi, cosa le differenzia.

  • Infezione: è un fenomeno causato da una proliferazione di virus, batteri o quant’altro, che in alcuni casi può a sua volta essere una causa scatenante di infiammazione.
  • Infiammazione: è la reazione dell’organismo che cerca di guarire dall’aggressione. Se è acuta, la durata sarà circoscritta nel tempo con una causa ben individuabile; di contro, quella cronica può avere una durata indefinita e le stesse cause potranno essere molteplici.

Solitamente, l’infiammazione si presenta con dolore, rossore, immobilità, gonfiore, calore; il dolore in particolare è dovuto dalla pressione esercitata dal gonfiore contro le terminazioni nervose sensibili che inviano segnali di dolore al cervello.

La boswellia e l’acido boswellico per le articolazioni:
benefici e utilizzi in fitoterapia

La boswellia è un albero diffuso prevalentemente in India, Nord Africa e Medio Oriente, da cui si estrae una resina utilizzata per la preparazione di integratori naturali.

L’estratto di boswellia è da tempo impiegato in fitoterapia per:

  • contrastare gli stati di tensione provocati da infiammazioni localizzate;
  • favorire la funzione articolare.

Essa è particolarmente usata per favorire il benessere delle articolazioni. Infatti molte delle patologie dolorose causate da infiammazioni sono proprio a carico delle articolazioni.

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Come sottolinea anche Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica, le malattie reumatiche e le artriti sono problematiche con una notevole incidenza sulla popolazione mondiale, tanto da essere al primo posto in Occidente tra le cause di disabilità delle persone anziane.

La fitoterapia e, in particolare, gli estratti di alcune piante come la boswellia, possono però venire in soccorso delle articolazioni e preservarne benessere e il corretto funzionamento.

Oltre che dalle persone anziane, la boswellia è usata anche dai più giovani in caso di episodici problemi alle articolazioni come quelli conseguenti a movimenti bruschi o attività sportive troppo intense.

Qual è il meccanismo d’azione della boswellia?

Il principale “responsabile” delle benefiche azioni della boswellia è il principio attivo della pianta: l’acido boswellico.

Infatti, «questa pianta si sta dimostrando un potente agente antinfiammatorio naturale, privo degli effetti collaterali dei farmaci convenzionali.

In uno studio in cui i pazienti hanno ricevuto acido boswellico per un periodo iniziale, per passare poi a una sostanza placebo, i sintomi artritici sono diminuiti sensibilmente in corrispondenza con il trattamento naturale e sono poi ricomparsi con maggiore intensità nel periodo successivo.

L’acido boswellico riduce il gonfiore articolare, ripristina e migliora l’irrorazione sanguigna nelle articolazioni infiammate, allevia il dolore» (P. Holford, Manuale di nutrizione familiare, Milano 2008).

Proprio per questo motivo alla boswellia è stata attribuita la capacità di contrastare gli stati di tensione localizzati. Questa attività, sulla base di studi recenti, sembra d’altra parte «dovuta principalmente all’inibizione della 5-lipossigenasi da parte degli acidi boswellici, che bloccano la sintesi dei leucotrieni, mediatori della flogosi acuta e cronica» (B. Brigo, Salute e benessere con le piante nelle 7 età dell’uomo, Milano 2009).

Boswellia: come usarla al meglio

Sono ormai molti gli studi che hanno messo in evidenza l’azione positiva svolta sulle articolazioni dall’acido boswellico.

Quindi per sfruttare appieno le proprietà fitoterapiche della pianta e trarne il massimo giovamento, è bene orientarsi su integratori naturali concentrati, con elevata titolazione in acidi boswellici.

Questi integratori sono, infatti, in grado di garantire l’assunzione quotidiana di dosi di principio attivo adeguate ad ottenere effetti positivi. Infatti, come indicato da alcuni testi specifici, «la dose consigliata di Boswellia serrata è di 300 mg di estratto secco titolato al 65% in acidi boswellici» (B. Brigo, G. Capano, I dolori reumatici, Milano 2006).

La boswellia ha effetti collaterali?

Esclusi rari casi di intolleranza o ipersensibilità ai singoli componenti, l’estratto di boswellia è considerato sicuro e privo di controindicazioni se assunto nelle dosi suggerite.

Anche l’interazione con eventuali farmaci (Fans o cortisonici) non presenta effetti negativi degni di nota, anzi «si tratta, in realtà, di interazioni positive, cioè di un potenziamento sinergico dell’effetto antinfiammatorio dei farmaci senza, peraltro, gastrolesività.» (F. Firenzuoli, Interazioni fra erbe, alimenti e farmaci, Milano 2008).

Per estrema cautela, in caso di  dubbi o in presenza di patologie specifiche, prima di assumere integratori a base di boswellia è sempre bene sentire il parere del medico di fiducia.

Per non dover correre ai ripari….
Le 5 regole per difendere le tue articolazioni

Come recita un detto ormai abusato, “prevenire è meglio che curare” e il benessere delle articolazioni non fa certo eccezione. Ecco quindi 5 semplici regole, condivise anche da molti ortopedici, che possono aiutarci a preservare le articolazioni.

1) Allenare i muscoli

Un po’ di attività fisica, adeguata all’età e alla preparazione individuale, aiuta il tono muscolare: muscoli allenati e tonici aiutano a proteggere le articolazioni, e limitano il rischio di traumi o problematiche dovute all’usura.

2) Rispettare i limiti dettati dall’età

Ogni stagione della vita presenta rischi e problematiche specifiche a carico delle articolazioni, che vanno sempre tenuti ben presenti.

Nelle fase della crescita, per esempio, occorre evitare pesi e carichi eccessivi, mentre le donne in menopausa devono invece prevenire l’osteoporosi o farvi fronte finché è nellefasi inziali.

In generale poi, in età avanzata, è bene limitare ogni tipo di attività pesante che può sottoporre le articolazioni a stress eccessivi.

3) Controlli per diagnosi precoce

È bene sottoporsi il prima possibile a controlli specifici in presenza di “campanelli d’allarme”, come dolori o fastidi localizzati che si protraggono da un po’ di tempo, o in caso di piccoli traumi. In questo modo sarà possibile evitare patologie degenerative e far fronte per tempo e in modo efficace ad eventuali problemi a carico delle articolazioni.

4) Via i fattori di rischio!

Per mantenere le articolazioni in buona salute è bene eliminare o limitare alcuni dei principali fattori di rischio come il sovrappeso. I chili di troppo, specie se tanti, obbligano le articolazioni a un “superlavoro” che con il passare del tempo può favorire il loro logoramento o infiammazione.

5) La giusta postura

Assumere la giusta postura è fondamentale per prevenire fastidi articolari. Occorre in particolare prestare attenzione a mantenere la posizione corretta quando si sta seduti per lavoro tante ore alla scrivania. Ma è bene anche ricordarsi di non irrigidire il collo o inarcare troppo la schiena quando si sta per molto tempo in piedi.

Un diverso utilizzo della Boswellia: gli incensi

Esistono circa 25 varietà di Boswellia le cui resine che trasudano dalla corteccia si distinguono per differenti note aromatiche; per questo vengono utilizzate come incensi.

Conosciute in antico Egitto e presenti anche nella Bibbia, gli incensi della Boswellia sono stati utilizzati nel corso dei secoli in diversi culti religiosi.

La gommoresina della serrata «che vegeta lungo le coste del Mar Rosso fornisce la qualità più pregiata di incenso (Incenso d’Arabia o di Maidi)» (P. Chiereghin, Fitoterapia per il farmacista, Milano 2004).

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F. Stefanini Administrator
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Laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Bologna (2000), con successiva specializzazione in Relazione e comunicazione coi media (2001).

Ha maturato una decennale esperienza nel settore editoriale, occupandosi di correzione bozze, editing, revisione e gestione di progetti di scolastica tecnica scientifica.

Si è occupata della stesura di articoli divulgativi sulle tematiche del benessere e della prevenzione per la rivista “Professione salute” dell’editore Blumill srl.

Ha collaborato come consulente esterno con Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), occupandosi dello sviluppo contenuti per le tematiche di rendicontazione per la versione online del bilancio sociale dell’Associazione (2014).

Attualmente si occupa della gestione dei profili social per l’azienda Giorgini Dr. Martino, della scrittura di articoli Seo oriented e della produzione dei contenuti per altri materiali di comunicazione online e offline (newsletter, landing page, bugiardini ecc.).