Quando il sistema di trasporto dell’ossigeno ai tessuti, che è un processo naturale attuato dall’organismo per renderli sani e funzionali, lavora a regimi minimi, si parla di anemia, sia per conseguente riduzione dell’emoglobina (proteina presente nei globuli rossi) sia del rapporto tra plasma (il liquido in cui sono contenute le cellule) e altri elementi del sangue. Non a caso, quindi, l’etimologia della parola nasce dal greco anaimìa (senza sangue).

Anemia da carenza di ferro in Italia

Secondo una ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, effettuata ciclicamente (l’ultima è del 2006) l’anemia da carenza di ferro, in Italia, su 58.140.000 di abitanti dell’epoca, presenta i seguenti dati: 291.000 bambini in età prescolare su 2.658.000; 80.000 donne in gravidanza su 515.000; 1.868.000 donne in età fertile e non in gravidanza su 13.479.000 (Worldwide prevalence of anaemia 1993–2005: WHO global database on anaemia, a cura di Bruno de Benoist, Erin McLean, Ines Egli e Mary Cogswell, Geneva 2008).

Tipi di anemia

Ci soffermeremo sull’anemia sideropenica da carenza di ferro (è tra le anemie microcitiche, che causano diminuzione del volume dei globuli) e perniciosa, quest’ultima provocata invece da carenza di vitamina B12 e acido folico, che sono tra le forme più diffuse.

Esistono poi l’anemia mediterranea, o beta-talassemia, di origine genetica, quelle da trauma per perdita di sangue a causa di incidente e quella megaloblastica (macrocitica).

Deficit nutrizionali e anemia

Ci concentreremo sulle anemie provocate dai deficit nutrizionali cui una dieta pur sana, ma comunque commerciale e moderna, spesso ci costringe.

La vitamina B9 è essenziale non solo per prevenire l’anemia, ma anche altre malattie, come cardiopatie e difetti della corda neurale. Tale vitamina, in uso con complessi vitamici, diminuisce o annulla afflizioni come palatoschisi e labbro leporino. In gravidanza, poi, le cellule dell’organismo materno sono sottoposte a sforzi perché contribuiscono allo sviluppo del feto; l’acido folico aiuta a normalizzare le dimensioni dei globuli rossi più grandi per lo sforzo materno e poveri di emoglobina.

Per quanto concerne l’anemia perniciosa, la vitamina B12, detta anche cobalamina, che nella dieta vegetariana si trova in uova e formaggi in minime quantità, di concerto all’acido folico promuove la sintesi del DNA (rinnovamento cellulare) e la maturazione dei globuli rossi.

Ma la questione principale è una: può l’essere umano, anche con una dieta a base di carne, assumere la giusta dose di vitamina B12, che viene principalmente prodotta da batteri, funghi e alghe e più genericamente dai microrganismi?

Vitamine del gruppo B: mangiare carne può bastare?

Nell’uomo, considerato che le  vitamine della classe B vengono sintetizzate, ma non pienamente assorbite, nella sezione finale dell’intestino, che si chiama colon, per poi finire nelle feci, è indubbio che buona parte della B12 viene scartata.

Oggi, se teniamo presente come vengono allevati i bovini e come vengono alimentati, sicuramente anche nella carne c’è un quantitativo di B12 molto esiguo: gli animali vengono macellati giovani, spesso vengono riempiti di antibiotici che compromettono la salute della loro flora batterica, quindi non hanno né il tempo, né i batteri sufficienti a permettere un accumulo idoneo di B12 e dunque è probabile che anche i carnivori possano avere carenze di B12.

È pertanto utile integrare una dieta corretta anche con sistemi di supporto che, insieme a ferro, vitamina B12 (abbiamo appena ricordato che essa non è facilmente assimilabile) e Acido Folico, possano permettere di fornire, a chi soffre di anemia generalmente detta, un buon sistema di difesa.

Dr. Matteo Menetti Cobellini

Giornalista professionista

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Giornalista professionista dal 2005, ha iniziato la carriera nel 2001 a “Il Resto del Carlino” di Bologna per poi trasferirsi a Milano e lavorare in Mondadori. Già autore di programmi televisivi per Rai e Mediaset, oggi è giornalista freelance, organizza eventi e svolge attività di SEO.